Gioco
Cosimi: "Siamo tutti colpevoli"
"Un gesto da condannare, ora però abbassiamo i toni della campagna elettorale". Il sindaco Cosimi interviene dopo l'attentato incendiario alla sede del Pdl a Colline
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LIVORNO. «In quello che è successo c’è una responsabilità di tutti noi candidati. Dobbiamo tener fede all’impegno di parlare, in questa campagna elettorale, di programmi e progetti. E invece avverto estremizzazioni che non aiutano». Non è solo per dare la sua «solidarità» - che pure arriva, e netta - che Alessandro Cosimi convoca i giornalisti, subito dopo l’attentato alla sede Pdl. E’ anche per invitare tutti i candidati ad abbassare i toni della polemica pre-elettorale. «Delinquenti, non ho altre parole per definire chi ha lanciato le molotov». Epperò Cosimi pensa che questi episodi siano anche il frutto di un clima avvelenato.
«A cosa mi riferisco quando parlo di estremizzazioni? Non sono stato io a dire che nel dibattito di qualche giorno fa non sono state rispettate le regole della democrazia». Il riferimento è al faccia a faccia con Marco Taradash.
«C’era una parte della platea in disaccordo con Taradash, ma anche con me, che lo ha testimoniato rumorosamente ma sempre civilmente e senza mai oltrepassare il limite. Poi, ex-post, c’è chi l’ha raccontata diversamente». Ma Cosimi non vuol soffiare sul fuoco della polemica. La condanna dell’attentato da parte della coalizione di centrosinistra è netta. «E’ un fatto grave che vuole arroventare il clima politico e che, purtroppo, accende i riflettori su Livorno per una fama che non merita. Questa è una città aperta e tollerante, dove lo scontro politico è acceso ma non trascende in violenza» dice il presidente della Provincia e candidato Giorgio Kutufà. Che annota, fra l’altro, «che si è alzato il tono della polemica anche a livello nazionale».
Vittorio Vittori, di Sinistra e Libertà, pensa che «a Livorno si sta giocando una partita importante anche per la scena nazionale: è ovvio, dunque, che sia in gioco anche il partito della provocazione». Provocazione che - dice Vittori - «va isolata: una responsabilità che ciascuno di noi ha».
Il segretario del Pd Marco Ruggeri, appena saputo dell’attentato, ha cercato Zingoni del Pdl. «Il Pdl ha tutta la nostra solidarietà. Queste frange di imbecilli non devono trovare cittadinanza nel dibattito politico. Voglio sperare che non ci sia strumentalizzazione da parte di chi ha subito le violenze. Una campagna sull’intolleranza a Livorno, in questo momento, non aiuterebbe». Marta Gazzarri dell’Italia dei Valori è per minimizzare «gli episodi di intimidazione, che spesso vengono usati come propaganda politica: parliamo, invece, di programmi». «Ripartiamo dal dialogo» è l’invito di Cinzia Simoni di Livorno Città Aperta.
«A cosa mi riferisco quando parlo di estremizzazioni? Non sono stato io a dire che nel dibattito di qualche giorno fa non sono state rispettate le regole della democrazia». Il riferimento è al faccia a faccia con Marco Taradash.
«C’era una parte della platea in disaccordo con Taradash, ma anche con me, che lo ha testimoniato rumorosamente ma sempre civilmente e senza mai oltrepassare il limite. Poi, ex-post, c’è chi l’ha raccontata diversamente». Ma Cosimi non vuol soffiare sul fuoco della polemica. La condanna dell’attentato da parte della coalizione di centrosinistra è netta. «E’ un fatto grave che vuole arroventare il clima politico e che, purtroppo, accende i riflettori su Livorno per una fama che non merita. Questa è una città aperta e tollerante, dove lo scontro politico è acceso ma non trascende in violenza» dice il presidente della Provincia e candidato Giorgio Kutufà. Che annota, fra l’altro, «che si è alzato il tono della polemica anche a livello nazionale».
Vittorio Vittori, di Sinistra e Libertà, pensa che «a Livorno si sta giocando una partita importante anche per la scena nazionale: è ovvio, dunque, che sia in gioco anche il partito della provocazione». Provocazione che - dice Vittori - «va isolata: una responsabilità che ciascuno di noi ha».
Il segretario del Pd Marco Ruggeri, appena saputo dell’attentato, ha cercato Zingoni del Pdl. «Il Pdl ha tutta la nostra solidarietà. Queste frange di imbecilli non devono trovare cittadinanza nel dibattito politico. Voglio sperare che non ci sia strumentalizzazione da parte di chi ha subito le violenze. Una campagna sull’intolleranza a Livorno, in questo momento, non aiuterebbe». Marta Gazzarri dell’Italia dei Valori è per minimizzare «gli episodi di intimidazione, che spesso vengono usati come propaganda politica: parliamo, invece, di programmi». «Ripartiamo dal dialogo» è l’invito di Cinzia Simoni di Livorno Città Aperta.
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