Il Tirreno

Livorno

STORIE DI TALENTI

Il pedaggio si paga col telefonino

Carlo Venturini
Il pedaggio si paga col telefonino

L’invenzione è di due ricercatori: un pisano e un livornese

2 MINUTI DI LETTURA





Metti un pisano ed un livornese insieme, e sono scintille. Alessandro Castrucci, il pisano, e Alessandro Falleni, il livornese, settanta anni in due, hanno inventato e sviluppato un sistema per pagare il pedaggio autostradale con il telefonino. Scintille sì, ma geniali. E se il genio molte volte rimane incompreso, questa volta non è stato così, perché la Società Autostrade ha corteggiato e poi “abbordato” i due giovani ad una fiera della tecnologia a Milano, proponendo loro un bel contratto.

 «Abbiamo accettato subito - dice Castrucci - non ci credevamo neppure noi, ma alla fine, quando siamo andati al centro di sviluppo della Società Autostrade a Firenze, abbiamo capito che il nostro progetto aveva colto nel segno». Col telefonino, ormai, si fa di tutto, ma nessuno aveva ancora pensato che ci si potesse pagare il pedaggio dell’autostrada.

 A volte l’innovazione è proprio dietro l’angolo oppure, nel caso del telefonino, l’invenzione ce l’hai in tasca. Castrucci, ingegnere, e Falleni, informatico, sono partiti da un principio semplice semplice, e cioè che i cellulari, oggi, sono dei veri e propri computer, per di più dotati di tecnologia bluetooth che consente di inviare e ricevere dati, usando la tecnologia wireless, senza fili.

 L’innovativo sistema di pagamento del pedaggio autostradale si chiama Blue4Pay e, siccome utilizza i normali cellulari, consente sostanziosi risparmi a Società Autostrade in termini di distribuzione, assistenza e post assistenza di altri prodotti similari ma più difficili da gestire. Rispetto poi ai pagamenti con carta di credito e monetine, il sistema Blue4pay è interattivo e consente di far arrivare sul cellulare dell’utente altre informazioni preziose per il viaggio in autostrada.

 Utilizzare il cellulare per pagare l’autostrada sarà semplicissimo perché basterà premere il tasto “ok” già presente sul telefonino dopo che l’utente avrà scaricato un apposito software sul cellulare. «Quando l’automobilista si avvicinerà alla colonnina autostradale per il pagamento - spiega Castrucci - azionerà il suo cellulare che dialogherà via bluetooth con un ricettore sulla colonnina stessa».
 Falleni e Castrucci si sono laureati all’Università di Pisa, poi si sono conosciuti al Cnr.

 «Abbiamo lavorato lì per quattro anni - racconta Falleni - sempre nel settore della sicurezza dei dati e nei sistemi informatici. Avevamo collaborazioni occasionali, ma poi abbiamo deciso di metterci in proprio e di creare un’azienda a Pontedera nel complesso di Pontech». Intendiamoci: la «bellissima sede», come la chiamano i due geniacci toscani, se la sono guadagnata presentando un business plan aziendale che ha sbaragliato la concorrenza. La piccola impresa dove lavorano i due è stata battezzata con il nome Iamboo. Che cosa significa Iamboo? «Nulla - dice Castrucci -, esattamente come Google non vuol dire un bel niente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web