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Livorno Calcio, Acori esoneratodopo la sconfitta con l'Albinoleffe

Gianni Massone
Livorno Calcio, Acori esoneratodopo la sconfitta con l'Albinoleffe

E ora per gli amaranto il terzo posto è a rischio

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LIVORNO. Camicia bianca. Il segno della resa. Aldo Spinelli annuncia l’esonero di Leo Acori poco prima delle 19. Volto bianco, voce bassa, occhi spiritati. La sconfitta è ancora calda. Il presidente viene sommerso dai microfoni e dai taccuini, nel caos indescrivibile che avviene in tutti i confronti casalinghi. L’evento era scontato dopo la terza sconfitta consecutiva, la quarta con cinque pareggi dal 7 febbraio a oggi. Il caldo è insopportabile. Come l’ennesima delusione. Spinelli parla a bassa voce. «Anche se a malincuore ho dovuto prendere la decisione di sollevare dal suo incarico Leo Acori. La squadra sarà affidata a Gennarino Ruotolo che avrà un altro collaboratore. Di fronte alla quarta sconfitta casalinga in questo periodo non potevo fare altrimenti. Abbiamo lasciato la serie A diretta proprio sul nostro campo».
 
Ritorno al 3-5-2.
Aldo Spinelli aveva tenuto un vertice all’interno dello stadio. Con lui Leo Acori, Franco Ceravolo, Elio Signorelli. Un po’ in disparte Silvano Siri che aveva dato la sua benedizione all’esonero. Dopo quasi un’ora si era presentato per fare il punto e mettere in chiaro tanti aspetti di una situazione che era diventata insostenibile. Ed ecco il j’accuse verso il tecnico umbro. «Il Livorno deve giocare con il 3-5-2. E glielo avevo detto al mister, ma lui prima aveva impostato il 4-3-3 e poi il 4-4-2. Doveva cambiare in fretta, dopo aver subito le sconfitte casalinghe. E’ inconcepbile non intervenire quando si vedono queste necessità. Ho cercato di stare al suo fianco per dargli sicurezza e morale ma non c’è stato niente da fare. In trasferta riusciamo a esprimerci meglio perchè troviamo le squadre che giocano più aperte mentre in casa con questi moduli stentiamo e non veniamo a capo di niente. Ho visto dei giocatori impauriti e titubanti».
 
Nelle mani di Genny.
Toccherà a Gennarino Ruotolo coadiuvato da Giovanni Vitali tecnico della Primavera. Il presidente ha fatto questa valutazione: «Gennarino potrà avere una delega fino al termine del campionato. Ma non resterà da solo perchè avrà al suo fianco un altro collaboratore che potrebbe essere, appunto, il tecnico della Primavera dato che dispone della tessera di seconda categoria. Ruotolo imposterà la squadra sul 3-5-2 e dovrà mettere in campo coloro che hanno giocato meno, che sono meno stanchi sotto l’aspetto mentale e fisico. Avrebbe dovuto fare così pure Acori. Gli avevo dato tutto il mio appoggio, purtroppo non è bastato a evitare questa decisione che un presidente prende sempre a malincuore perchè vuol dire che ci sono stati tanti errori. Allontanare un tecnico a una giornata dal termine del campionato potrebbe sembrare inutile di fronte all’opinione pubblica ma ci sono i playoff da disputare e dobbiamo assolutamente cercare di mantenere il terzo posto».
 
Vincere ad Ascoli.
Poteva essere la partita della tranquillità assoluta, con il terzo posto in cassaforte, il futuro roseo. E invece? Spinelli è ancora più mogio. «E invece non abbiamo fatto niente, c’è stata la sconfitta che non mi sarei mai immaginato. La squadra non aveva giocato male nel primo tempo ma non aveva mai impegnato il portiere. Troppi giochini laterali. Nella ripresa non c’è stato niente a parte il palo di Diamanti. Cosa dovevo fare? Il nostro obiettivo, adesso, è quello di andare a vincere sul campo dell’Ascoli proprio nell’ultima giornata di campionato. Potevamo tirare un po’ il fiato...». E, invece, è successo il quarantotto, il licenziamento di Leo Acori, la paura di scendere di qualche posizione. Nei playoff ci siamo, ma il terzo posto deve essere nostro».
 
La voce di Ruotolo.
Rintracciato in tarda serata, Gennarino Ruotolo non è voluto entrare nel merito di questo nuovo incarico. Sarà lui a guidare il Livorno verso la serie A. Poche parole. «Per rispetto verso Acori preferisco rimandare il mio pensiero a una conferenza stampa che farò lunedì o martedì. Parlerò prima con la società. Al mio fianco avrò Giovanni Vitali». Poi, qualche frase molto significativa e perentoria. «Tutti dobbiamo stare insieme, remare dalla stessa parte, squadra, tifosi, stampa. Chi non è d’accordo si faccia da parte. Chi vuole bene al Livorno deve dare una mano. Altrimenti, resti fuori». Basta così. Genny vorrebbe che queste parole restassero nel taccuino. Le riportamo perchè dimostra come il suo pensiero sia orientato in maniera chiara e significativa.
 
Quattro anni con la maglia amaranto. I tifosi della Nord lo avevano chiamato a gran voce proprio a Modena nella gara con il Sassuolo prima che arrivasse la vittoria in extremis. Lo considerano uno di loro. Genny Ruotolo - aveva urlato qualcuno al presidente all’esterno dello stadio - doveva impossessari della panchina molto tempo prima subito dopo la sconfitta con l’Ancona. E Spinelli aveva allargato le braccia quasi a voler abbracciare quella folla così inviperita e che, probabilmente, avrebbe visto giusto.

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di Redazione web