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Fossi, Effetto Venezia col puzzo

Mauro Zucchelli
Fossi, Effetto Venezia col puzzo

L'idea: aprire i canali al mare per riattivare la circolazione

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 LIVORNO. Mai nessun livornese si era illuso che nei Fossi ci si potesse mangiare dentro come l'avessero puliti con lo spic&span: solo all'Asa negli anni '90 avevano creduto di poter impallinare i batteri a colpi di ozono. Adesso l'incubo si materializza nel weekend in cui l'estate debutta anche per il termometro: colpa del caldo che favorisce la crescita dei microorganismi che iniziano a infestare i canali.  La contromossa del sindaco? Chiedere all'Enel di far funzionare 24 ore su 24 le pompe per "muovere" le acque dei Fossi.

 Queste alghe non non solo rendono ancor più bruno-melmoso il colore dell'acqua, già di per sé poco azzurro-polinesiano ma impestano l'aria di cattivi odori. Com'è accaduto ieri mattina, denuncia Laura Camilletti insieme a un gruppo di abitanti della zona: «Ci ha svegliati la puzza. Potevano almeno mandare l'Asa ad intervenire sui tombini, ci sono ancora tanti scarichi abusivi».

 Proprio nel giorno in cui i Fossi diventano il palcoscenico dei gozzi fra benedizione e gara. Proprio nel giorno in cui la troupe di Virzì sposta sul Pontino il set del film che riporta alla Livorno degli anni '70. «Quest'"aroma" - ironizza amaro un anziano con bici, nipotino e baffoni da amarcord - dev'essere un effetto speciale: l'avranno fatta apposta perché bisognava tornare indietro a 30-40 anni fa quando noi che abitavamo qui davanti la sentivamo tutti i giorni».

 L'Osservatorio meteo Comma-Med del Lamma dice che l'altro ieri si è raggiunta la massima di questa prima parte dell'anno (28 gradi): dieci di più rispetto al picco fino a fine aprile. E quando la colonnina del mercurio schizzerà oltre quota 30º?

 In effetti, lo spettro numero uno non riguarda né l'oggi né il domani: si teme un'intera estate con questa minaccia sopra la testa. E un "bersaglio" ad alto tasso simbolico: che guaio se Effetto Venezia dovesse essere assediata da miasmi maleodoranti (e un'armata di zanzare). Martedì è in agenda un faccia a faccia fra Comune, Enel e Arpat. Per adesso la centrale di via del Marzocco tiene in funzione le pompe nella notte. Però fra i tecnici non manca chi sospetta che il funzionamento a singhiozzo - la notte sì, durante la giornata no - contribuisca a concentrare i guai, con abnormi percentuali di ossigeno disciolto, nelle anse come ad esempio fra la Fortezza Nuova e l'ex teatro San Marco, meno toccate dal ricircolo forzato indotto dalle pompe.
 
«Non sottovalutiamo affatto la situazione», dice Leonardo Gonnelli, che a Palazzo civico è responsabile del settore tutela ecosistemi. Improvvisamente nelle analisi delle acque dei Fossi si è invertita la tendenza: «Fino a una settimana fa - spiega Gonnelli - la percentuale di ossigeno disciolto in acqua era precipitata in alcune zone a livelli troppo bassi: fra il 40 e il 65%. Adesso, soprattutto in taluni tratti, questo dato è cresciuto ma a dismisura: oltrepassando il 100%, con punte fino al 160%». Dito puntato, in particolare, contro la situazione sugli scali San Lorenzo.

 «Il cattivo odore è solo la spia di qualcosa che non va, non fermiamoci lì», dice l'ecologista Carlo Alberto Trespoli (Verdi Ambiente Società): «I pescatori sanno bene in che condizioni sono le orate. Bisogna vedere se ci sono scarichi fuori regola, anche industriali».

 E' il caldo ad accentuare il problema: potrebbe esser il caldo a contribuire a risolverlo. Lo stop dell'attività della centrale Enel, con conseguente fermo del ricircolo tramite pompe, è stato causato dal calo della domanda di energia elettrica: se ora, con l'accensione dei condizionatori, dovesse tornare a impennarsi la richiesta di elettricità da parte degli utenti, gli impianti Enel (e le idrovore di ciclo) potrebbero riprendere a marciare a pieno regime. A quanto è dato sapere, risulta che nell'agenda degli uffici tecnici di Palazzo civico c'è una conferenza di servizi relativa ad attività produttive dell'Enel nello stabilimento livornese.

 La soluzione definitiva a medio termine però è un'altra: riguarda la riattivazione della circolazione naturale fra Fossi e mare. «L'Enel non ha "colpa" delle alghe, ma - afferma il sindaco Cosimi - non ci aveva avvertito di questo stop. Ora bisogna fronteggiare la situazione nell'immediato e la strada è quella delle pompe Enel, poi sarà necessario riprendere il filo di alcuni progetti di più ampio respiro».

 Prende la palla al balzo anche Maurizio Paolini, presidente della circoscrizione 2: ripesca nei suoi ricordi di ragazzo l'acqua dell'Ugione che entrava nei Fossi, poi «arrivò la scelta di tombare un tratto di canale facendo saltare quel meccanismo naturale». E aggiunge: «Sui Fossi c'è un guazzabuglio di competenze e questo non aiuta a risolvere i problemi: ma è possibile che sia il Comune l'unico ente che sente il dovere di muoversi?».

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