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Le alghe minacciano i fossi

Le alghe minacciano i fossi

L'ambiente dei fossi è a rischio. Dopo il problema con l'acqua stagnante, ora fioriscono alghe che potrebbero rilasciare pericolose tossine

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 LIVORNO. Non c’è pace per i Fossi: dopo che il livello dell’ossigeno nell’acqua era crollato sotto il livello di guardia, le nuove analisi hanno mostrato un fenomeno ancora più preoccupante, con la fioritura di un gran numero di alghe Gli organismi hanno invaso completamente i canali provocandone anche la colorazione marrone o nerastra di questi ultimi giorni.

 Il rischio è che il fenomeno, un tipico processo di eutrofizzazione, porti ad un ulteriore grave pericolo per le acque dei Fossi. Infatti, se si producono grandi quantità di organismi vegetali, quando alla fine questi muoiono, possono imputridire ulteriormente le acque mettendo a rischio l’intero ecosistema.
 La brutta notizia è arrivata con i risultati delle ultime analisi Arpat. I campionamenti, che in precedenza avevano mostrato diversi punti senza ossigeno disciolto, questa volta hanno mostrato dei livelli di saturazione eccessivi, dal 110 al 160 per cento. Valori che sono un campanello d’allarme, perché segnalano la presenza di una macrofioritura di alghe, che, essendo organismi vegetali, durante il giorno producono ossigeno per fotosintesi clorofilliana.

 Oltretutto, come ha spiegato il dottor Fabrizio Righini, dirigente dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, questa grande quantità di ossigeno in acqua diventa comunque nociva anche per i pesci. «In queste condizioni - spiega il dirigente Arpat - i pesci che possono farlo scappano via». E quelli che non posso scppare via, ovvero il novellame, oppure i gamberetti e gli altri animaletti che hanno colonizzato le rive che fine faranno? Non molto allegra, se le cose non cambieranno.

 L’Arpat inizierà immediatamente una serie di analisi, per cercare di capire di quale alga si tratti e soprattutto se ci siano ulteriori rischi ambientali (alcune alghe infatti rilasciano anche pericolose tossine nelle acque).
 Insomma, la situazione dei fossi negli ultimi giorni sembra aver seguito la classica legge di Murphy: “Se una cosa può andare peggio, lo farà”. Così le cose, dopo i giorni di blocco delle pompe della centrale Enel che assicuravano il ricambio d’acqua nei fossi, sono andate peggiorando. Infatti, nonostante l’Enel assicuri di far ripartire le pompe (anche se non in modo continuo), deve essersi certamente accumulata nei canali un’altissima concentrazione di nutrienti per vegetali, dai liquami organici ai detersivi ad altro ancora, che hanno favorito la crescita abnorme e repentina delle alghe. E si è così arrivati a questi giorni, con le acque che hanno persino cambiato colore.

 L’unica possibilità di evitare il disastro, che vorrebbe dire morie di pesci e altro ancora, una situazione inaccettabile in piena stagione turistica, con decine di locali e ristoranti che si affacciano sui fossi dove, oltretutto, si svolgeranno gare remiere ed altre inziative, è, ancora una volta, il ricambio d’acqua dei canali. «La corrente d’acqua nei fossi deve essere continua», aveva spiegato già a suo tempo Righini. Speriamo che qualcuno lo ascolti fino in fondo.

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