Il Tirreno

Livorno

Trovato il ladro delle elemosineIl parroco lo perdona: «Vieni a curarti»

Lara Loreti
Trovato il ladro delle elemosineIl parroco lo perdona: «Vieni a curarti»

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 LIVORNO. «Certo, chi ha commesso il furto è perdonato. E se davvero si tratta di una persona che ha problemi con la droga, venga da noi, nella nostra comunità: siamo pronti ad aiutarlo». Don Tomasz Zurek, parroco della chiesa di san Benedetto in piazza XX Settembre, reagisce così alla notizia che la polizia ha individuato e denunciato per furto L.N., livornese di 49 anni, con problemi di droga.
 Il 25 marzo, come appurato dagli uomini della sezione Antirapina della Squadra mobile, aveva rubato nella chiesa di San Benedetto, in piazza XX Settembre, calandosi con una corda. Un furto acrobatico che aveva suscitato scalpore per le modalità particolari e che aveva richiamato alla mente degli investigatori episodi del passato simili per la tecnica usata dai malviventi.
 Il ladro era entrato in chiesa passando addirittura dai tetti, fino a raggiungere la cupola. Poi da lì, da un piccolo ballatoio, con una corda di canapa si era calato dall'alto, nel vuoto, da un'altezza di circa 25 metri da terra. Un modus operandi che ha fatto scattare la lampadina negli agenti veterani della terza sezione, che hanno subito ipotizzato che l'autore poteva essere L.N., già noto per aver compiuto furti con una simile tecnica acrobatica, oltre che per stupefacenti.
 Individuata la pista, i poliziotti sono andati a casa di L.N.: questi era profondamente avvilito e aveva delle lesioni ad entrambe le sue mani, completamente fasciate. In un primo tempo per giustificarsi, il quarantanovenne ha detto di essersi bruciato con i fornelli della cucina.
 In realtà, come emerso dagli accertamenti fatti dalla polizia al reparto di dermatologia dell'ospedale di Pisa, le lesioni che aveva sulle mani erano le classiche ustioni "da impugnatura". In pratica si era ferito sfregando le mani sulle corde. Un gesto pericolosissimo, che per miracolo non gli è costato la vita. In più la polizia ha anche trovato nella sua casa la cassetta metallica rubata in chiesa. In tutto erano spariti 150 euro, contenuti in due cassette: una forzata sul posto, l'altra portata via.
 Alcuni giorni dopo, L.N. si è presentato in questura e ha confessato il suo gesto, in presenza del suo difensore di fiducia, Simona Saliu. «Ho rubato per povertà e per la tossicodipendenza», ha detto in lacrime. Non solo, si è anche detto pentito e ha aggiunto che avrebbe voluto incontrare il parroco per scusarsi e restituire il denaro.
 Un invito che don Tomasz ha colto subito al volo. «Perdonarlo? - dice Zurek - Non ce n'è neanche bisogno, il danno è stato così piccolo. La mia prima preoccupazione è stata per la salute di questa persona: gettandosi così nel vuoto ha rischiato moltissimo, il Signore lo ha salvato. L'unica cosa che mi è dispiaciuta è che quell'episodio ha disturbato la tranquillità dei fedeli. Se quest'uomo si è pentito è una buona cosa, ciascuno ha un suo rapporto particolare con la propria coscienza». Don Tomasz invita L.N. a presentarsi in chiesa non solo per conoscerlo, ma soprattutto per offrirgli aiuto. «Nella nostra chiesa c'è la cooperativa San Benedetto, fondata da don Eduardo, formata da persone preparate in grado di ascoltarlo e metterlo in contatto con l'Asl e i Servizi sociali».

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di Redazione web