Gioco
livorno
Show dell’antipolitico Grillo con i mille di piazza Cavallotti
Luciano De Majo
Il comico genovese sostiene la candidatura a sindaco di Marco Cannito: «La sua lista è fatta di gente perbene e fuori dai partiti»
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LIVORNO. «Questa gente ha tre requisiti fondamentali: non è iscritta ad alcun partito, vive in città e quindi rende conto agli abitanti di Livorno del suo operato, e soprattutto è incensurata. E' per questo che merita di essere votata». Beppe Grillo ha lanciato così la volata a Marco Cannito, nella corsa a sindaco. Ha parlato ieri sera davanti a una piazza Cavallotti affollata da più di mille persone, per l'iniziativa di gran lunga più partecipata di tutta la campagna elettorale livornese. Grillo ha assicurato a coloro che ascoltavano che le liste che hanno avuto il suo personalissimo "timbro", fra cui l'alleanza civica che sostiene Cannito, sono composte da persone serie, in grado di interpretare e rappresentare la politica del futuro.
«Perché qui - ha detto - è in atto una rivoluzione clamorosa: la piramide si è rovesciata, non c'è più nessuno che rappresenti nessuno, nessuno che si senta rappresentato davvero dai partiti tradizionali. Ecco se mi dicono di fondare un partito e di esserne il leader, io rispondo che è la richiesta più stupida che mi sia mai arrivata: solo i bambini hanno bisogno di leader, qui invece la politica la possono fare tutti i cittadini senza intermediari».
«Intelligenti e cattivi». Qualche battuta a Livorno Beppe Grillo la dedica appena sale sul palco, chiamato a gran voce dal candidato a sindaco Marco Cannito, che conclude il suo intervento quasi invocandolo: «Cambiare si può, cambiare si deve, con Beppe Grillo». L'abbraccio fra i due sul palco, poi il microfono passa all'artista genovese. «Essere qui - attacca - non è poi così diverso da stare nella mia Genova. Due città di mare, due città portuali, due città nelle quali le persone hanno la capacità di far cambiare le cose, perché sono intelligenti e terribili. Voi avete un mensile famoso in tutta Italia, il "Vernacoliere", che riempie le sue locandine di parolacce. E poi sarei io quello che le dice? Quando sono andato ad Amsterdam, la prima scritta su un muro che ho visto è "Pisa merda". L'ha fatta sicuramente qualcuno di voi... Ma va bene così: solo gente così sa cambiare le cose. D'altra parte, ricordate: com'è che negli Stati Uniti è cominciato a tramontare il razzismo? Quando una donna nera ha deciso che non si sarebbe mai alzata dal suo posto...».
«Lo psicopapi». Polemiche a raffica nei confronti dei partiti maggiori. Per Grillo parlare del governo è come «prendere sul serio Topolino e Mastro Lindo: di vero non c'è niente». «Abbiamo come premier - prosegue - uno psiconano che da qualche giorno è diventato anche psicopapi. Qui non è un problema di analisi politica, è un problema di psichiatria infantile. Abbiamo al governo nani, ballerine e mignotte». Il ministro Tremonti diventa "Tremorti". A lui Grillo rimprovera un fatto: «Dice che la crisi sta passando, ma la verità è che continuiamo a indebitarci, a lasciare tasse ai cittadini che verranno».
Tre leggi. Beppe Grillo ricorda le sue proposte di legge d'iniziativa popolare sul funzionamento del Parlamento. Riguardano il divieto di elezione per coloro che hanno condanne definitive, il tetto di due mandati e la reintroduzione delle preferenze. «Dopo le elezioni io sarò ricevuto dalla commissione Affari costituzionali del Senato - dice - ma se è così è perché non hanno paura di me, ma della rete, di facebook, dei social network. Hanno paura di centinaia di migliaia di cittadini che si mettono insieme: ecco che cosa significa piramide rovesciata». E qui arrivano anche stoccate al Pd, al fatto che Fassino è in Parlamento da oltre vent'anni, «ma perfino sua moglie è lì da un sacco di tempo».
«In caduta libera». «Ormai siamo quindicesimi in Europa per investimenti, al settantaquattresimo posto nel mondo per la libertà di stampa. Arriviamo sempre dopo la Grecia in tutti gli indicatori. Gli altri crescono e noi andiamo indietro», è la reazione di Grillo ai dati diffusi proprio ieri dall'Ocse sui salari italiani. «Il fatto che hanno tirato giù da un palco un sindacalista - ha aggiunto Grillo - è sintomatico: vuol dire che gli operai non ci stanno più. E vi dico che hanno tirato giù un galantuomo come Rinaldini, un uomo perbene che conosco personalmente. Sta cominciando qualcosa di grave ed è anche colpa dei giornalisti che non dicono mai le cose. Ma lo sappiamo che a Parma, città fra le più ricche d'Europa, ci sono stati 176 persone che si sono presentate per un posto da manovale, e 172 di queste sono italliani? Oppure di quello che è avvenuto in Alto Adige: un tunisimo è stato rapinato da un altoatesino. Incredibile, vero? Quando se ne accorgerà anche l'informazione sarà troppo tardi: non manca molto, fra poco vedremo le persone per strada». Le critiche all'Italia toccano ogni campo, anche quello dell'immigrazione: «Ci siamo presi 260mila rumeni in cambio dell'insediamento di 26mila aziende italiane in Romania: altri paesi d'Europa hanno chiesto anni di tempo per attrezzarsi ad accoglierli, noi invece abbiamo fatto la figura di quelli buoni quando invece non lo siamo stati affatto...».
Le liste civiche. La ricetta di Grillo, dunque, è la nascita di tante liste civiche. Non partiti veri e propri («Quelli sono morti insieme alle ideologie, ora possono fiorire le idee»), ma insiemi di persone sulle quali non grava neppure il minimo sospetto dal punto di vista morale, in grado di fare cose concrete per le loro città. «Fare politica, ecco che cosa debbono fare i cittadini - è il consiglio del comico genovese - e hanno tutte le possibilità, con ogni atto della loro vita. Facendo la spesa, ad esempio, e scegliendo determinati prodotti piuttosto che altri. Quando tante persone organizzeranno le loro scelte in tema di consumi, vedrete come potranno cambiare le cose». E' da qui che Grillo ribadisce il suo pieno sostegno all'alleanza civica di Marco Cannito: «Per cambiare, per voltare pagina. Voi livornesi potete farlo».
«Perché qui - ha detto - è in atto una rivoluzione clamorosa: la piramide si è rovesciata, non c'è più nessuno che rappresenti nessuno, nessuno che si senta rappresentato davvero dai partiti tradizionali. Ecco se mi dicono di fondare un partito e di esserne il leader, io rispondo che è la richiesta più stupida che mi sia mai arrivata: solo i bambini hanno bisogno di leader, qui invece la politica la possono fare tutti i cittadini senza intermediari».
«Intelligenti e cattivi». Qualche battuta a Livorno Beppe Grillo la dedica appena sale sul palco, chiamato a gran voce dal candidato a sindaco Marco Cannito, che conclude il suo intervento quasi invocandolo: «Cambiare si può, cambiare si deve, con Beppe Grillo». L'abbraccio fra i due sul palco, poi il microfono passa all'artista genovese. «Essere qui - attacca - non è poi così diverso da stare nella mia Genova. Due città di mare, due città portuali, due città nelle quali le persone hanno la capacità di far cambiare le cose, perché sono intelligenti e terribili. Voi avete un mensile famoso in tutta Italia, il "Vernacoliere", che riempie le sue locandine di parolacce. E poi sarei io quello che le dice? Quando sono andato ad Amsterdam, la prima scritta su un muro che ho visto è "Pisa merda". L'ha fatta sicuramente qualcuno di voi... Ma va bene così: solo gente così sa cambiare le cose. D'altra parte, ricordate: com'è che negli Stati Uniti è cominciato a tramontare il razzismo? Quando una donna nera ha deciso che non si sarebbe mai alzata dal suo posto...».
«Lo psicopapi». Polemiche a raffica nei confronti dei partiti maggiori. Per Grillo parlare del governo è come «prendere sul serio Topolino e Mastro Lindo: di vero non c'è niente». «Abbiamo come premier - prosegue - uno psiconano che da qualche giorno è diventato anche psicopapi. Qui non è un problema di analisi politica, è un problema di psichiatria infantile. Abbiamo al governo nani, ballerine e mignotte». Il ministro Tremonti diventa "Tremorti". A lui Grillo rimprovera un fatto: «Dice che la crisi sta passando, ma la verità è che continuiamo a indebitarci, a lasciare tasse ai cittadini che verranno».
Tre leggi. Beppe Grillo ricorda le sue proposte di legge d'iniziativa popolare sul funzionamento del Parlamento. Riguardano il divieto di elezione per coloro che hanno condanne definitive, il tetto di due mandati e la reintroduzione delle preferenze. «Dopo le elezioni io sarò ricevuto dalla commissione Affari costituzionali del Senato - dice - ma se è così è perché non hanno paura di me, ma della rete, di facebook, dei social network. Hanno paura di centinaia di migliaia di cittadini che si mettono insieme: ecco che cosa significa piramide rovesciata». E qui arrivano anche stoccate al Pd, al fatto che Fassino è in Parlamento da oltre vent'anni, «ma perfino sua moglie è lì da un sacco di tempo».
«In caduta libera». «Ormai siamo quindicesimi in Europa per investimenti, al settantaquattresimo posto nel mondo per la libertà di stampa. Arriviamo sempre dopo la Grecia in tutti gli indicatori. Gli altri crescono e noi andiamo indietro», è la reazione di Grillo ai dati diffusi proprio ieri dall'Ocse sui salari italiani. «Il fatto che hanno tirato giù da un palco un sindacalista - ha aggiunto Grillo - è sintomatico: vuol dire che gli operai non ci stanno più. E vi dico che hanno tirato giù un galantuomo come Rinaldini, un uomo perbene che conosco personalmente. Sta cominciando qualcosa di grave ed è anche colpa dei giornalisti che non dicono mai le cose. Ma lo sappiamo che a Parma, città fra le più ricche d'Europa, ci sono stati 176 persone che si sono presentate per un posto da manovale, e 172 di queste sono italliani? Oppure di quello che è avvenuto in Alto Adige: un tunisimo è stato rapinato da un altoatesino. Incredibile, vero? Quando se ne accorgerà anche l'informazione sarà troppo tardi: non manca molto, fra poco vedremo le persone per strada». Le critiche all'Italia toccano ogni campo, anche quello dell'immigrazione: «Ci siamo presi 260mila rumeni in cambio dell'insediamento di 26mila aziende italiane in Romania: altri paesi d'Europa hanno chiesto anni di tempo per attrezzarsi ad accoglierli, noi invece abbiamo fatto la figura di quelli buoni quando invece non lo siamo stati affatto...».
Le liste civiche. La ricetta di Grillo, dunque, è la nascita di tante liste civiche. Non partiti veri e propri («Quelli sono morti insieme alle ideologie, ora possono fiorire le idee»), ma insiemi di persone sulle quali non grava neppure il minimo sospetto dal punto di vista morale, in grado di fare cose concrete per le loro città. «Fare politica, ecco che cosa debbono fare i cittadini - è il consiglio del comico genovese - e hanno tutte le possibilità, con ogni atto della loro vita. Facendo la spesa, ad esempio, e scegliendo determinati prodotti piuttosto che altri. Quando tante persone organizzeranno le loro scelte in tema di consumi, vedrete come potranno cambiare le cose». E' da qui che Grillo ribadisce il suo pieno sostegno all'alleanza civica di Marco Cannito: «Per cambiare, per voltare pagina. Voi livornesi potete farlo».
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