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Insulti e spintoni: Buontempo assediato

David Evangelisti Luciano De Majo
Insulti e spintoni: Buontempo assediato

L'esponente della Destra contestato da alcune decine di giovani antagonistidurante i suoi interventi in città. "Hai le stragi sulla coscienza"

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LIVORNO. «Sono provocazioni fasciste, se ne vada». Teodoro Buontempo, detto “Er Pecora”, presidente de “La Destra”, ha ricevuto un’accoglienza tutt’altro che amichevole dagli antagonisti livornesi. Prima alla Baracchina bianca, dov’era in programma la conferenza stampa, poi alla Circoscrizione 2, l’esponente politico, candidato alle prossime europee, è stato contestato e assediato. «Fascista», «criminale», «hai le stragi sulla coscienza», gli urlano fuori dalla baracchina. Tensione, spintoni, poi la polizia caccia dal locale i contestatori, che però sono ancora più arrabbiati.

Cantano «Bandiera rossa» e «Bella ciao». «Ha fatto il saluto romano più volte, per provocarci», dicono. Lui, però, nega di averlo fatto. Alla fine, Buontempo viene scortato dalla polizia fino alla Circoscrizione 2, non prima di essersi preso insulti e anche qualche sputo al momento dell’uscita. «Pecorella smarrita», gli gridano gli antagonisti. E ancora: «Sei solo, i tuoi camerati non sono venuti ad aiutarti...». Massimo Batini, rappresentante della Destra a livello locale, consigliere comunale a Collesalvetti, dice di non credere ai suoi occhi: «Mai avrei immaginato che potessero ancora avvenire fatti del genere, pensavo che certe contrapposizoni fossero superate. E poi, sapete che vi dico? Mi pento di averli difesi, alcuni di questi che contestavano». L’area d’ingresso della Circoscrizione 2, sugli scali Finocchietti, è transennata e resa off-limits da diverse ore prima, con polizia e carabinieri a presidiare i varchi. Ma ad aspettare Buontempo e i suoi seguaci c’è un’altra cinquantina di contestatori.

Il ritornello è il solito: slogan e cori per tutta la durata del comizio del braccio destro di Storace. «Fascisti, carogne, tornate nelle fogne» e «Piazzale Loreto» sono solo alcuni esempi. I contestatori sono a distanza dal luogo del comizio e, poco prima della fine, la tensione sembra essere scemata, fino a quando Paolo Pecoriello, esponente storico della destra missina livornese, dagli scalini della Circoscrizione 2 alza il braccio e grida: «A noi». Gli antagonisti, a quel punto, si scatenano di nuovo, lanciano slogan anche contro di lui e minacciano addirittura di forzare il cordone della polizia, poi la situazione torna alla serenità. Nel frattempo, Buontempo spara contro le forze dell’ordine. «Possibile che la digos, appostata nei pressi della baracchina bianca - si domanda - non abbia visto che si stava formando un gruppetto di contestatori? Perché non lo ha comunicato alla pattuglia che ci stava scortando? Farò aprire un’inchiesta».

Alla domanda diretta: «Ma lei è fascista, si reputa fascista?» evita di rispondere, per poi sbottare: «Non rinnego niente del mio passato e della mia storia» e negare, invece, di aver fatto il saluto romano. Su questo, gli antagonisti sono pronti a presentare un esposto. Sull’episodio taglia corto il candidato a sindaco di Identità e Territorio Patrizio Rossi: «Buontempo ha ricreato l’atmosfera che soltanto il più grande uomo politico italiano avrebbe potuto ricreare: sto parlando del grande Giorgio Almirante». E giù gli applausi da una ventina di sostenitori accorsi sugli scali Finocchietti. Sono le 20 quando Buontempo esce dalla sala, e senza curare minimamente i contestatori bloccati dalle transenne a un centinaio di metri dalla sede della Circoscrizione, trova il tempo per scambiare perfino qualche battuta con il suo staff. Poi via, lontano da Livorno.

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