La protesta
Su crisi e centro la sfida fra i candidati
Luciano De Majo
Pienone a Sant'Andrea. E il parroco fa firmare a tutti il patto di responsabilità. Cannito: «Troppe risorse verso altre zone». Cosimi: «No, le cose vanno meglio di cinque anni fa».
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LIVORNO. E’ finita a mezzanotte, con don Medori che ha chiesto a ciascuno dei nove candidati di firmare un assegno da 500mila euro, a titolo di impegno e di “patto di responsabilità”. Scena già vista cinque anni fa, così come già visto è stato il dibattito fra i candidati a Sant’Andrea, entrato ormai negli appuntamenti fissi della campagna elettorale. Sala piena, gente in strada davanti al maxischermo, il successo dell’iniziativa c’è stato. E fino al termine la gente ha ascoltato, applaudito, contestato. Schema rigido: 4 minuti per ognuno dei nove per presentarsi, due giri di sei domande dal pubblico e di risposte. L’ordine è rigorosamente alfabetico.
Attacca Tiziana Bartimmo (Prc-Pdci): «Risposte alla crisi: casa, lavoro, sanità e scuola diritti da assicurare a tutti. E per i giovani spazi di aggregazione: sono loro che possono ravvivare il centro». Sergio Bertini (Udc) chiama «tutti i partiti a uno sforzo comune, le contrapposizioni sterili sono un danno per la città, che deve ricominciare dal porto». Marco Cannito (Livorno libera) parte con una stoccata all’amministrazione quando dice che «le risorse e le energie sono state portate fuori dal centro». Cosimi puntualizza che la zona «non è come cinque anni fa». «Ci sono - dice - più punti luce e più servizi delle forze dell’ordine. Serve uno sforzo di verità: i reati diminuiscono».
Lamberti invece invita la platea a «diffidare da chi dice che è colpa di qualcun altro o che non avete capito: parlare di sicurezza significa introdurre strada di comprensione dei problemi e delle cose da fare». Sono di Bruno Lo Porto (Tutti insieme per Livorno) gli interventi più salaci: «Lamberti e Cosimi si attaccano a vicenda, ma le colpa non sono dell’uno o dell’altro: sono di tutti e due insieme. Com’è che tutti scoprono la sicurezza: dov’erano finora?». Patrizio Rossi (Identità e territorio) ribadisce che la sua lista è «alternativa a tutti: anche al centrodestra che non ha mai fatto un’opposizione seria». Quanto a Marco Taradash, parte in quarta affermando che «il Comune non garantisce certezza del diritto a chi chiede aree industriali». E guadagna applausi quando dice che «Porta a terra ha delocalizzato la città, e con essa i parcheggi che mancano dal centro».
Infine, Natalina Vadalà (Moderazione popolare): «Siamo una lista di centro che punta sulla scuola e sulla tutela dei ceti deboli». Le domande fioccano, su tutto. Pochi 4’ per rispondere a tutto e per pensare alla frase di Santa Caterina da Siena che campeggia dietro al tavolo dei relatori: «La città ti è stata imprestata, restituiscila meglio di come ti è stata data».
Attacca Tiziana Bartimmo (Prc-Pdci): «Risposte alla crisi: casa, lavoro, sanità e scuola diritti da assicurare a tutti. E per i giovani spazi di aggregazione: sono loro che possono ravvivare il centro». Sergio Bertini (Udc) chiama «tutti i partiti a uno sforzo comune, le contrapposizioni sterili sono un danno per la città, che deve ricominciare dal porto». Marco Cannito (Livorno libera) parte con una stoccata all’amministrazione quando dice che «le risorse e le energie sono state portate fuori dal centro». Cosimi puntualizza che la zona «non è come cinque anni fa». «Ci sono - dice - più punti luce e più servizi delle forze dell’ordine. Serve uno sforzo di verità: i reati diminuiscono».
Lamberti invece invita la platea a «diffidare da chi dice che è colpa di qualcun altro o che non avete capito: parlare di sicurezza significa introdurre strada di comprensione dei problemi e delle cose da fare». Sono di Bruno Lo Porto (Tutti insieme per Livorno) gli interventi più salaci: «Lamberti e Cosimi si attaccano a vicenda, ma le colpa non sono dell’uno o dell’altro: sono di tutti e due insieme. Com’è che tutti scoprono la sicurezza: dov’erano finora?». Patrizio Rossi (Identità e territorio) ribadisce che la sua lista è «alternativa a tutti: anche al centrodestra che non ha mai fatto un’opposizione seria». Quanto a Marco Taradash, parte in quarta affermando che «il Comune non garantisce certezza del diritto a chi chiede aree industriali». E guadagna applausi quando dice che «Porta a terra ha delocalizzato la città, e con essa i parcheggi che mancano dal centro».
Infine, Natalina Vadalà (Moderazione popolare): «Siamo una lista di centro che punta sulla scuola e sulla tutela dei ceti deboli». Le domande fioccano, su tutto. Pochi 4’ per rispondere a tutto e per pensare alla frase di Santa Caterina da Siena che campeggia dietro al tavolo dei relatori: «La città ti è stata imprestata, restituiscila meglio di come ti è stata data».
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