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LIVORNO
Virzì: "Ecco la mia Livorno viscerale"
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Paolo VirzìIl regista presenta il film che comincerà a girare da lunedì
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Estate 1971, elezione di miss Pancaldi, evento clou della stagione estiva livornese celebrato nel suo stabilimento balneare più noto. Parte da qui la storia familiare del film "La prima cosa bella", che il regista livornese Paolo Virzì da lunedì prossimo girerà interamente nella sua città, 13 anni dopo Ovosodo, e che vedrà tra i protagonisti Stefania Sandrelli, Micaela Ramazzotti, Valerio Mastandrea e Claudia Pandolfi insieme a tanti attori livornesi più e meno noti.
"Più che un film autobiografico - dice il regista - è un film viscerale, che racconta il mio legame viscerale con la città dalla quale cerco di scappare, senza riuscirci, da 25 anni. Un inno a Livorno, ma anche un'invettiva contro la città, che mette insieme le cose che amo di più e quelle che detesto". La forza espressiva della Livorno "fieramente plebea", ma anche "certa grettezza mentale, certe chiusure" che, secondo Virzì, "oggi alimentano una sorta di scontro generazionale tra chi vuole perpetuare la città, vivace e vitale, e chi vorrebbe invece trasformarla in un condominio per pensionati".
Livorno sarà l'anima del film, non solo per immagini: nella troupe saranno infatti tanti i labronici, a partire dagli attori bambini e adolescenti che racconteranno quarant'anni di storia familiare e di costume, fino agli attrezzisti e al giovane montatore Simone Manetti al debutto cinematografico. Ma non sar… un'anima stucchevole: "Non ho in testa una cartolina - spiega Virzì - piuttosto vorrei farla piacere anche attraverso i suoi difetti".
Nessuna anticipazione sulla trama: "Dico solo che sarà un romanzo familiare. Gli attori cercheranno di fare del loro meglio per essere livornesi al 100% e già stanno studiando con passione. Mastandrea più di tutti, visto che gli hanno detto che il suo accento sembra pisano...".
Infine, Virzì si coccola gli attori-bambini, chiamati accanto a sé al Grand Hotel Palazzo per la presentazione ufficiale, e si dice "orgoglioso di avere convinto un mito come la costumista Gabriella Pascucci, rosignanese di nascita, a tornare a casa dopo aver lavorato a Hollywood, e del resto ci sono più artisti qui che a Los Angeles".
"Anzi sono proprio felice - conclude - che, dopo De Niro, Gabriella Pascucci vesta Giacomo Bibbiani, dieci anni, ovvero il protagonista del film negli anni '70 mentre nei panni di oggi ci sarà Mastandrea". "Infine - ha concluso il regista - voglio ringraziare la Film Commission Toscana: è la prima volta che ricevo soldi pubblici per un mio film. Così come ringrazio la produzione (Indiana production e Medusa) che ha creduto nel progetto: 7 milioni di euro che ricadranno direttamente nelle tasche della città. Insomma, cercherò di regalare un'opportunità a tanti artisti, e non solo, miei concittadini".
"Più che un film autobiografico - dice il regista - è un film viscerale, che racconta il mio legame viscerale con la città dalla quale cerco di scappare, senza riuscirci, da 25 anni. Un inno a Livorno, ma anche un'invettiva contro la città, che mette insieme le cose che amo di più e quelle che detesto". La forza espressiva della Livorno "fieramente plebea", ma anche "certa grettezza mentale, certe chiusure" che, secondo Virzì, "oggi alimentano una sorta di scontro generazionale tra chi vuole perpetuare la città, vivace e vitale, e chi vorrebbe invece trasformarla in un condominio per pensionati".
Livorno sarà l'anima del film, non solo per immagini: nella troupe saranno infatti tanti i labronici, a partire dagli attori bambini e adolescenti che racconteranno quarant'anni di storia familiare e di costume, fino agli attrezzisti e al giovane montatore Simone Manetti al debutto cinematografico. Ma non sar… un'anima stucchevole: "Non ho in testa una cartolina - spiega Virzì - piuttosto vorrei farla piacere anche attraverso i suoi difetti".
Nessuna anticipazione sulla trama: "Dico solo che sarà un romanzo familiare. Gli attori cercheranno di fare del loro meglio per essere livornesi al 100% e già stanno studiando con passione. Mastandrea più di tutti, visto che gli hanno detto che il suo accento sembra pisano...".
Infine, Virzì si coccola gli attori-bambini, chiamati accanto a sé al Grand Hotel Palazzo per la presentazione ufficiale, e si dice "orgoglioso di avere convinto un mito come la costumista Gabriella Pascucci, rosignanese di nascita, a tornare a casa dopo aver lavorato a Hollywood, e del resto ci sono più artisti qui che a Los Angeles".
"Anzi sono proprio felice - conclude - che, dopo De Niro, Gabriella Pascucci vesta Giacomo Bibbiani, dieci anni, ovvero il protagonista del film negli anni '70 mentre nei panni di oggi ci sarà Mastandrea". "Infine - ha concluso il regista - voglio ringraziare la Film Commission Toscana: è la prima volta che ricevo soldi pubblici per un mio film. Così come ringrazio la produzione (Indiana production e Medusa) che ha creduto nel progetto: 7 milioni di euro che ricadranno direttamente nelle tasche della città. Insomma, cercherò di regalare un'opportunità a tanti artisti, e non solo, miei concittadini".
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