Gioco
Livorno: dal pareggino al super blitz
Renzo Marmugi
Testa di Miglionico, zampata di Tavano. In un minuto è cambiato il campionato
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SALERNO. Un minuto, o poco più, per cambiare la vita e ritrovare il gusto dei tre punti: è quello fra il 39’ e il 40’ della ripresa. La sfida dell’Arechi sembra avviata verso un altro pareggio, ma all’improvviso gli amaranto piazzano l’uno-due che fa tornare il sole. Testa di Miglionico, zampata di Tavano. Due gol da killer, due montanti alla Mike Tyson. E la banda di Acori rinsalda il suo terzo posto.
L’inizio non prometteva nulla di buono. Quarantacinque minuti di fumo, caldo estivo e poche idee dentro uno stadio farcito da quasi ventiduemila persone, attratte dal richiamo della foresta e dalla “giornata granata”, con biglietti messi in vendita al prezzo di tre euro. La Salernitana, quart’ultima, dopo aver imposto lo 0-0 nel posticipo di Parma, cercava la vittoria, ma gli amaranto quanto a paura e ansia non stavano meglio. Formazione abbottonata come un cappotto nell’inverno russo. Quattro difensori, più Rosi piazzato sulla linea dei centrocampisti, Tavano isolato là davanti, costretto a girare a vuoto e appoggiato saltuariamente da Pulzetti. Risultato: zero emozioni, portieri disoccupati o in cassa integrazione, spettacolo ai minimi termini.
Nell’intervallo Acori buttava via la faccia prudente e decideva che era giusto dare a Tavano un partner vero: dentro l’ariete Rossini, via Rosi. Insomma, un 4-4-2 per provare a rompere la serie di pareggi. Anche la Salernitana ha cercato di scuotere la rete, ma dopo un’occasionissima di Fava sparata sull’esterno della rete dopo una disattenzione dei centrali amaranto nell’applicare il fuorigioco e tante serpentine dell’oriundo Merino entrato al 46’, le occasioni più ghiotte erano state del Livorno. Clamorosa quella capitata al 16’ a Tavano, su calcio d’angolo prolungato da Pulzetti. Sul secondo palo Ciccio-gol, solo, ha colpito di testa con la porta spalancata, ma non ha trovato lo specchio. Il ritorno di Volpe al 27’ (fuori Candreva) è stato un altro atto di coraggio, ripagato più tardi dal ragazzo di Napoli con un delizioso tocco di esterno a liberare Tavano solo davanti a Berni. Prima, però, ecco la mazzata di Martin Leonardo Miglionico. Bonetto, una fabbrica di cross dall’out sinistro, ha messo in mezzo un pallone troppo invitante per non essere scaraventato in porta. Un gol liberatorio, seguito sessanta secondi dopo dalla 22ª perla di Tavano in campionato.
Cinque anni dopo il blitz timbrato da una doppietta di Cristiano Lucarelli il Livorno passa di nuovo all’Arechi, confermandosi più che mai una squadra da trasferta. Aveva vinto il 21 aprile a Treviso, si è ripetuto ieri. Forse lontano dal Picchi c’è meno pressione, di sicuro la squadra appare più sciolta e quando viene messa nelle condizioni di non snaturarsi, sa anche offendere e andare alla cassa. L’ingresso di Rossini è apparso fondamentale, un segnale importante anche dal punto di vista tattico. Stava per nascere il ventunesimo pareggio, invece in quei due minuti del secondo tempo ecco la settima vittoria esterna. Aria pura in vista dei playoff.
L’inizio non prometteva nulla di buono. Quarantacinque minuti di fumo, caldo estivo e poche idee dentro uno stadio farcito da quasi ventiduemila persone, attratte dal richiamo della foresta e dalla “giornata granata”, con biglietti messi in vendita al prezzo di tre euro. La Salernitana, quart’ultima, dopo aver imposto lo 0-0 nel posticipo di Parma, cercava la vittoria, ma gli amaranto quanto a paura e ansia non stavano meglio. Formazione abbottonata come un cappotto nell’inverno russo. Quattro difensori, più Rosi piazzato sulla linea dei centrocampisti, Tavano isolato là davanti, costretto a girare a vuoto e appoggiato saltuariamente da Pulzetti. Risultato: zero emozioni, portieri disoccupati o in cassa integrazione, spettacolo ai minimi termini.
Nell’intervallo Acori buttava via la faccia prudente e decideva che era giusto dare a Tavano un partner vero: dentro l’ariete Rossini, via Rosi. Insomma, un 4-4-2 per provare a rompere la serie di pareggi. Anche la Salernitana ha cercato di scuotere la rete, ma dopo un’occasionissima di Fava sparata sull’esterno della rete dopo una disattenzione dei centrali amaranto nell’applicare il fuorigioco e tante serpentine dell’oriundo Merino entrato al 46’, le occasioni più ghiotte erano state del Livorno. Clamorosa quella capitata al 16’ a Tavano, su calcio d’angolo prolungato da Pulzetti. Sul secondo palo Ciccio-gol, solo, ha colpito di testa con la porta spalancata, ma non ha trovato lo specchio. Il ritorno di Volpe al 27’ (fuori Candreva) è stato un altro atto di coraggio, ripagato più tardi dal ragazzo di Napoli con un delizioso tocco di esterno a liberare Tavano solo davanti a Berni. Prima, però, ecco la mazzata di Martin Leonardo Miglionico. Bonetto, una fabbrica di cross dall’out sinistro, ha messo in mezzo un pallone troppo invitante per non essere scaraventato in porta. Un gol liberatorio, seguito sessanta secondi dopo dalla 22ª perla di Tavano in campionato.
Cinque anni dopo il blitz timbrato da una doppietta di Cristiano Lucarelli il Livorno passa di nuovo all’Arechi, confermandosi più che mai una squadra da trasferta. Aveva vinto il 21 aprile a Treviso, si è ripetuto ieri. Forse lontano dal Picchi c’è meno pressione, di sicuro la squadra appare più sciolta e quando viene messa nelle condizioni di non snaturarsi, sa anche offendere e andare alla cassa. L’ingresso di Rossini è apparso fondamentale, un segnale importante anche dal punto di vista tattico. Stava per nascere il ventunesimo pareggio, invece in quei due minuti del secondo tempo ecco la settima vittoria esterna. Aria pura in vista dei playoff.
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