Gioco
Salva un cucciolo buttato nel cassonetto
Juna Goti
Ha una quarantina di giorni e qualcuno l’aveva gettato via come immondizia: invece un ragazzo l’ha trovato e portato a casa e ora lo terrà insieme all’altro suo cane
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LIVORNO. Ha gli occhi chiari, le orecchie rivolte verso il basso e il musetto dolcissimo ma ancora un po’ provato. Clash è un meticcio di appena quaranta giorni, con il pelo marrone e qualche “spruzzata” di bianco sulla pancia e sulla punta della coda: se ne sta avvolto in una coperta di lana mentre si lascia coccolare da Antonio, il suo nuovo proprietario. Il ragazzo che pochi giorni fa lo ha tirato fuori da quel cassonetto dell’immondizia in cui qualcuno lo aveva gettato, chiuso in una busta di plastica, condannandolo a una morte certa. Un gesto atroce che per fortuna non è andato a “buon” fine.
Tutto è accaduto lo scorso lunedì, intorno alle 19.30: Antonio, 19 anni, sta per tornare a casa dopo aver trascorso il pomeriggio in centro con alcuni amici. Si ferma in via dei Mulini per gettare in un contenitore dell’Aamps qualche cartaccia. Ma quando il ragazzo apre il coperchio si accorge subito che qualcosa non va: sente un rumore strano, “simile al pianto di un neonato” e, preoccupato, inizia a rovistare tra i rifiuti. Non crede ai suoi occhi quando a tuffarglisi tra le braccia è un cucciolo di cane: un esserino spaventato e affamato che continua a piangere. Antonio non ci pensa due volte: lo avvolge nei panni che riesce a trovare e lo porta con sé.
Ora Clash - è questo il nome scelto per lui dal suo salvatore - ha finalmente trovato una casa e una famiglia. È piccolo e vivace, tanto che porta il nome di uno dei più importanti gruppi di musica punk rock della Gran Bretagna. La veterinaria che lo ha visitato poche ore dopo il ritrovamento ha confermato che non dovrebbe avere più di trenta o quaranta giorni di vita: può mangiare solo croccantini e per le vaccinazioni dovrà aspettare ancora qualche settimana. È salvo e sta bene: diventerà bellissimo.
E il suo aguzzino? Di lui per ora non c’è traccia. In città non scatterà una campagna di solidarietà del tipo “adottiamo il cucciolo gettato nella spazzatura”, perché Antonio, come dice anche la madre Cinzia, ha subito deciso di tenerlo con sé. Di non farlo sentire di nuovo abbandonato. «In casa - spiega - abbiamo già un altro cane: si chiama Winnie, è un pincher di cinque anni. Faremo qualche sacrificio in più, ma li terremo tutti e due». Poi la rabbia: «È mai possibile che esistano persone così, assassini senza cuore? Non oso pensare al modo atroce in cui sarebbe morta questa bestiolina se mio figlio non l’avesse trovata: spero che ora, leggendo, l’autore del gesto sappia almeno di avere fallito».
Tutto è accaduto lo scorso lunedì, intorno alle 19.30: Antonio, 19 anni, sta per tornare a casa dopo aver trascorso il pomeriggio in centro con alcuni amici. Si ferma in via dei Mulini per gettare in un contenitore dell’Aamps qualche cartaccia. Ma quando il ragazzo apre il coperchio si accorge subito che qualcosa non va: sente un rumore strano, “simile al pianto di un neonato” e, preoccupato, inizia a rovistare tra i rifiuti. Non crede ai suoi occhi quando a tuffarglisi tra le braccia è un cucciolo di cane: un esserino spaventato e affamato che continua a piangere. Antonio non ci pensa due volte: lo avvolge nei panni che riesce a trovare e lo porta con sé.
Ora Clash - è questo il nome scelto per lui dal suo salvatore - ha finalmente trovato una casa e una famiglia. È piccolo e vivace, tanto che porta il nome di uno dei più importanti gruppi di musica punk rock della Gran Bretagna. La veterinaria che lo ha visitato poche ore dopo il ritrovamento ha confermato che non dovrebbe avere più di trenta o quaranta giorni di vita: può mangiare solo croccantini e per le vaccinazioni dovrà aspettare ancora qualche settimana. È salvo e sta bene: diventerà bellissimo.
E il suo aguzzino? Di lui per ora non c’è traccia. In città non scatterà una campagna di solidarietà del tipo “adottiamo il cucciolo gettato nella spazzatura”, perché Antonio, come dice anche la madre Cinzia, ha subito deciso di tenerlo con sé. Di non farlo sentire di nuovo abbandonato. «In casa - spiega - abbiamo già un altro cane: si chiama Winnie, è un pincher di cinque anni. Faremo qualche sacrificio in più, ma li terremo tutti e due». Poi la rabbia: «È mai possibile che esistano persone così, assassini senza cuore? Non oso pensare al modo atroce in cui sarebbe morta questa bestiolina se mio figlio non l’avesse trovata: spero che ora, leggendo, l’autore del gesto sappia almeno di avere fallito».
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