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Livorno patria dei greco cattoliciIl vescovo: "E ora serve l'imam"
Il vescovo di Livorno, Simone Giusti, annuncia la nascita della prima parrocchia della Toscana dedicata ai fedeli cristiani greco ortodossi, che sul territorio della diocesi sono circa 3.000, per lo più provenienti dall'Europa dell'Est. E torna sulla questione della presenza in città di un imam riconosciuto, entrando così nel dibattito sull'esigenza di realizzare una moschea più accogliente per i molti stranieri di fede islamica
Monsignor Simone Giusti, presentando il suo prossimo viaggio ecumenico in Ucraina che si svolgerà dal 25 al 29 aprile, ha detto che sul territorio della diocesi, sono circa 3.000 i fedeli cristiani di rito ortodosso, per lo più provenienti dall'Europa dell'Est. La nuova chiesa riservata ai greci si trova all'interno della Fortezza Vecchia e sarà il primo punto di riferimento dei fedeli di tutta la Toscana.
Il viaggio di Giusti in Ucraina, effettuato su espresso invito della Chiesa Greco-Cattolica, avrà il duplice obiettivo di rinsaldare i rapporti di amicizia e sancire un gemellaggio tra il Santuario della Madonna di Montenero e quello della Madonna di Zarvaniza, ovvero il più importante santuario mondo greco-cattolico. Ad accompagnare il vescovo ci sarà anche don Piotr Kownacki, responsabile dell'ufficio diocesano per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso.
Rivolgendo il suo pensiero alla comunità musulmana, invece, il vescovo ha sottolineato l'importanza della presenza di un rappresentante dell'islam. "A Livorno serve un portavoce della comunità musulmana - ha dichiarato entrando nel dibattito apertosi in città sull'esigenza di realizzare una moschea più accogliente per i molti stranieri di fede islamica presenti nell'area - un imam con il quale parlare e confrontarsi sui diversi temi della fede e non solo legati agli aspetti religiosi".
"Con il mondo islamico - ha spiegato Giusti - serve un dialogo franco, aperto e senza pregiudizi. Per questo serve un interlocutore con il quale confrontarsi anche a Livorno e al quale spiegare che, come loro hanno diritto a un luogo di culto, lo stesso deve essere garantito ai cristiani e ai cattolici che vivono nei Paesi musulmani e che invece troppo spesso subiscono persecuzioni gravissime".
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