Il Tirreno

Livorno

Gli studenti pronti per una nuova avventura sul mare

Gianfranco Grossi

Viaggio nei segreti della goletta (varata in Francia negli anni ’30) su cui si addestrano i futuri sottufficiali

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. E anche quest’anno il concorso «Il Mare, le Vele» edizione numero 16 è arrivato alla sua conclusione. E si avvicina il momento per i vincitori dell’uscita in mare a bordo della nave scuola Palinuro, al comando del capitano di fregata Mario Greco). Questa unità negli anni ha accolto gli studenti i loro insegnanti. Tre studenti delle medie superiori saranno ospiti (con un accompagnatore) della barca a vela Stella Polare (anch’essa una nave scuola), al comando del capitano di fregata Giovanni Schiavoni. Il concorso si svolge in occasione del 26º Trofeo velico Accademia navale e Città di Livorno ed è stata molto importante la collaborazione con l’Accademia e il suo comandante, ammiraglio di divisione Raffaele Caruso.
 

Grande collaborazione anche con il presidente del comitato organizzatore del Tan capitano di vascello David Volpe, il responsabile dell’ufficio stampa capitano di corvetta Luca Anconelli e il capitano di corvetta Salvatore Mazzitelli che con noi ha «lavorato» per sei mesi per predisporre tutte le fasi dell’organizzazione.
 
Il varo. Ma vediamo di scoprire qualche segreto della nave scuola Palinuro che fu varata nel 1934 nei cantieri «Anciens Chantiers Dubigeon» di Nantes mentre già si stava approssimando la fine di un’epoca, quella della marineria velica.
 
Al termine del secondo conflitto mondiale la Marina, a seguito della perdita della nave scuola Cristoforo Colombo (gemella della Vespucci) consegnata all’Urss quale risarcimento dei danni di guerra, si interrogò sulla necessità di continuare ad addestrare i propri equipaggi sulle navi a vela. Lo Stato maggiore decise di mantenere l’esperienza di vita e marinaresca che si persevera sui velieri per l’addestramento dei propri equipaggi.

La trasformazione. E così la nave «Commandant Louis Richard» fu acquistata nel 1950 e dopo i grandi lavori nel Cantiere di Castellammare di Stabia e poi nell’Arsenale della Spezia, fu trasformata in nave scuola e ribattezzata «Palinuro». Entrata in servizio il 16 luglio 1955 da allora è impiegata per l’addestramento degli allievi sottufficiali delle categorie nocchieri, nocchieri di porto, meccanici e motoristi navali.

Lo scafo. Quello della Palinuro fu realizzato con il solo ponte di coperta, un castello prodiero ed un esteso cassero poppiero sormontato dalla piccola «tuga» della timoneria. Dopo l’acquisto da parte della Marina nelle stive è stato aggiunto un interponte per realizzare gli alloggi degli allievi e dell’equipaggio. Il timone, con la ruota azionata a mano, è del tipo a vite senza fine.

L’equipaggio. E’ composto da 61 uomini: 5 ufficiali, 25 sottufficiali e 31 marinai. Durante le campagne addestrative imbarcano altri 3 ufficiali, un sottufficiale e 30 marinai oltre agli allievi (fino a 140 uomini). Il motore ausiliario da 600 Cv a gasolio, assicura una velocità di 6 nodi (massima otto).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web