Il dolore
Per Matteo arriva il primo cd
Dopo il successo ad X-Factor per il livornese arriva il primo cd. Si chiama "Impossibile" e contiene la canzone inedita scritta da Becucci
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MILANO. Come si cambia per non farsi scappare l’occasione della vita, l’occasione di fare il musicista per davvero invece che l’impiegato-musicista della domenica, dopo diciotto anni passati in giro per la provincia livornese, ma anche italiana, a suonare e cantare nei locali con gruppi che si chiamano Check Beck o Pitiful, Rien a Faire o Bubble Sound Orchesta, gruppi di amici che lavorano con il cuore e la testa ma non è da qui che passa la strada per il successo.
Come si cambia se si è intelligenti e flessibili, se si sa di avere un grande talento, se l’handicap di una maturità che non è il massimo per sfondare nel mondo dello spettacolo lo si sa trasformare in un vantaggio, autocontrollo e saggezza, look rassicurante e proprietà di linguaggio. E sarà anche vero che in fondo Matteo Becucci, dal primo giorno di X-Factor è sempre stato se stesso, ma su se stesso ha lavorato assai e bene in questi tre mesi.
E quello che ti ritrovi ora davanti ha poco a che fare con il ragazzo cresciuto che sembrava un leone quando cantava ma poi sembrava un pesce fuor d’acqua nella boccia della tv, un pulcino bagnato quando Morgan lo strapazzava («ah, ora ho capito perché hai 38 anni e non hai combinato ancora niente»), uno che insomma aveva tanto talento ma «non bucava il video». Gli occhi azzurri che sembravano quasi sfuggire le telecamere ora il video lo bucano eccome, il treno dei desideri finalmente lo ha caricato su e lui ha capito al volo come si viaggia.
Alle spalle Matteo si lascia il primo capitolo della favola a lieto fine di una vita diventata da bella, perché comunque il ragazzo Becucci non se l’è mai passata male, a fantastica: da piccolo a suonare il pianoforte con nonna Lea, poi la chitarra, le lezioni, la voce che diventa sempre più bella, perfetta per la black music e lui l’adora. Canta, suona e scrive canzoni Matteo Becucci, nato a Livorno il 4 agosto del 1970, buona famiglia (la mamma è una conosciuta consulente del lavoro), da circa dodici anni insieme a Chiara, campionessa di vela, che lo sostiene e ha sempre creduto nel suo talento: hanno due bambine di 3 e 5 anni, abitano a due passi dal mare. Lui a un certo punto decide che è il momento di rimboccarsi le maniche, e visto che come cantante non sfonda, va a lavorare nell’ufficio della madre come contabile.
Ma non è una resa perché Matteo, che ha studiato al liceo linguistico, che è un ragazzo pieno di interessi, in questi 18 anni non si è mai arreso. Ci prova con Sanremo ma gli va male, partecipa a qualche festival, collabora anche con nomi importanti, registra la colonna sonora di un film che va a Venezia, lo ascolta anche Renato Zero (quel Renato Zero che l’altra sera gli ha detto «benvenuto tra noi interpreti») ma non succede niente. Tutto invece succede in tre mesi, da gennaio a domenica scorsa, grazie a X-Factor e arriva la vita che si è sempre sognato...
Una nuova vita che ti fa paura?
«Ma scherziamo? Paura? Sono 18 anni che cerco di fare il cantante, se ora avessi paura sarei davvero uno stupido».
Il mondo dello spettacolo formato tv è come te lo immaginavi prima di entrarci dentro? Migliore? Peggiore?
«Decisamente migliore. Almeno dall’osservatorio di X-Factor che però è un programma particolare. Io ero un po’ prevenuto nei confronti della tv, invece mi sono trovato benissimo. Certo, ho dovuto adeguarmi, capire i meccanismi. Cambiare qualcosa del mio atteggiamento. Ma mi sono trovato benissimo».
Hai mai perso le speranze in questi 18 anni?
«Certo che le ho perse. Le avevo perse. Poi un giorno, chiacchierando con alcuni amici, è venuto fuori X-Factor. Perché non fai i provini? mi hanno detto loro. E io ci ho pensato un po’, pensavo che mi avrebbero considerato troppo vecchio. ma ho tentato...».
Quanto ha contato la spinta di tua moglie, dei genitori, degli amici?
«È stata fondamentale. Senza la fiducia di tutti loro non ce l’avrei fatta».
Cantante o autore?
«Fino a ora ho soprattutto cantato ma ho anche scritto testi, uno di questi è l’inedito “Impossibile” presentato a X-Factor. Insomma, spero di essere entrambe le cose».
Che disco sarà il tuo primo disco?
«Ci saranno canzoni che ho già scritto, poi sto lavorando ad altre idee, ci saranno delle collaborazioni...»
Stasera a “X-Factor Processo Galà”, su Raidue alle 23.30, duetterai con Karima, altra rivelazione livornese. Potreste essere una bella coppia artistica...
«Io ho già cantato con Karima, è bravissima. Non so come funzioniamo insieme, vedremo...».
Quando Morgan, invitando il pubblico a votarti, ha tirato fuori il tuo status di padre di famiglia, hai avuto un gesto quasi di stizza, di imbarazzo. Perché?
«Era un gesto scherzoso, però volevo far capire che non ci tenevo ad essere votato per “pietismo”, perché padre di famiglia che deve mandare avanti la baracca. Non è questa l’immagine che mi corrisponde. Io sono prima di tutto un cantante e spero di averlo dimostrato».
Come si cambia se si è intelligenti e flessibili, se si sa di avere un grande talento, se l’handicap di una maturità che non è il massimo per sfondare nel mondo dello spettacolo lo si sa trasformare in un vantaggio, autocontrollo e saggezza, look rassicurante e proprietà di linguaggio. E sarà anche vero che in fondo Matteo Becucci, dal primo giorno di X-Factor è sempre stato se stesso, ma su se stesso ha lavorato assai e bene in questi tre mesi.
E quello che ti ritrovi ora davanti ha poco a che fare con il ragazzo cresciuto che sembrava un leone quando cantava ma poi sembrava un pesce fuor d’acqua nella boccia della tv, un pulcino bagnato quando Morgan lo strapazzava («ah, ora ho capito perché hai 38 anni e non hai combinato ancora niente»), uno che insomma aveva tanto talento ma «non bucava il video». Gli occhi azzurri che sembravano quasi sfuggire le telecamere ora il video lo bucano eccome, il treno dei desideri finalmente lo ha caricato su e lui ha capito al volo come si viaggia.
Alle spalle Matteo si lascia il primo capitolo della favola a lieto fine di una vita diventata da bella, perché comunque il ragazzo Becucci non se l’è mai passata male, a fantastica: da piccolo a suonare il pianoforte con nonna Lea, poi la chitarra, le lezioni, la voce che diventa sempre più bella, perfetta per la black music e lui l’adora. Canta, suona e scrive canzoni Matteo Becucci, nato a Livorno il 4 agosto del 1970, buona famiglia (la mamma è una conosciuta consulente del lavoro), da circa dodici anni insieme a Chiara, campionessa di vela, che lo sostiene e ha sempre creduto nel suo talento: hanno due bambine di 3 e 5 anni, abitano a due passi dal mare. Lui a un certo punto decide che è il momento di rimboccarsi le maniche, e visto che come cantante non sfonda, va a lavorare nell’ufficio della madre come contabile.
Ma non è una resa perché Matteo, che ha studiato al liceo linguistico, che è un ragazzo pieno di interessi, in questi 18 anni non si è mai arreso. Ci prova con Sanremo ma gli va male, partecipa a qualche festival, collabora anche con nomi importanti, registra la colonna sonora di un film che va a Venezia, lo ascolta anche Renato Zero (quel Renato Zero che l’altra sera gli ha detto «benvenuto tra noi interpreti») ma non succede niente. Tutto invece succede in tre mesi, da gennaio a domenica scorsa, grazie a X-Factor e arriva la vita che si è sempre sognato...
Una nuova vita che ti fa paura?
«Ma scherziamo? Paura? Sono 18 anni che cerco di fare il cantante, se ora avessi paura sarei davvero uno stupido».
Il mondo dello spettacolo formato tv è come te lo immaginavi prima di entrarci dentro? Migliore? Peggiore?
«Decisamente migliore. Almeno dall’osservatorio di X-Factor che però è un programma particolare. Io ero un po’ prevenuto nei confronti della tv, invece mi sono trovato benissimo. Certo, ho dovuto adeguarmi, capire i meccanismi. Cambiare qualcosa del mio atteggiamento. Ma mi sono trovato benissimo».
Hai mai perso le speranze in questi 18 anni?
«Certo che le ho perse. Le avevo perse. Poi un giorno, chiacchierando con alcuni amici, è venuto fuori X-Factor. Perché non fai i provini? mi hanno detto loro. E io ci ho pensato un po’, pensavo che mi avrebbero considerato troppo vecchio. ma ho tentato...».
Quanto ha contato la spinta di tua moglie, dei genitori, degli amici?
«È stata fondamentale. Senza la fiducia di tutti loro non ce l’avrei fatta».
Cantante o autore?
«Fino a ora ho soprattutto cantato ma ho anche scritto testi, uno di questi è l’inedito “Impossibile” presentato a X-Factor. Insomma, spero di essere entrambe le cose».
Che disco sarà il tuo primo disco?
«Ci saranno canzoni che ho già scritto, poi sto lavorando ad altre idee, ci saranno delle collaborazioni...»
Stasera a “X-Factor Processo Galà”, su Raidue alle 23.30, duetterai con Karima, altra rivelazione livornese. Potreste essere una bella coppia artistica...
«Io ho già cantato con Karima, è bravissima. Non so come funzioniamo insieme, vedremo...».
Quando Morgan, invitando il pubblico a votarti, ha tirato fuori il tuo status di padre di famiglia, hai avuto un gesto quasi di stizza, di imbarazzo. Perché?
«Era un gesto scherzoso, però volevo far capire che non ci tenevo ad essere votato per “pietismo”, perché padre di famiglia che deve mandare avanti la baracca. Non è questa l’immagine che mi corrisponde. Io sono prima di tutto un cantante e spero di averlo dimostrato».
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