Gioco
Celerino: Vi porterò in serie A con i miei gol
LIVORNO. Non sappiamo se sarà un fenomeno. Ma ci piace conservare quel pizzico di poesia del calcio che ti fa ancora sognare quando la tua squadra acquista un attaccante sudamericano. Benvenuto Gaston Cellerino, 23 anni ancora da compiere, corazziere di 1 metro e 85 per 80 chili. «Sono a Livorno per dare una mano alla squadra a tornare in serie A. Loro hanno creduto in me, adesso voglio ricambiare con quello che so fare meglio: segnare».
E bravo Cellerino (cognome di origini spagnole, da pronunciare "Sellerino"), poche parole ma chiare. Per lui maglia 15, il numero che l'ha sempre accompagnato in tutta la carriera.
Il contratto. La firma è arrivata ieri dopo la partita. Spinelli sperava nella scena ad affetto, la ciliegina dopo una bella vittoria. Per questo aveva nascosto il giocatore anche durante la partita.
Cellerino è stato acquistato a titolo definitivo: 4 anni e mezzo di contratto (dunque fino a giugno 2013). L'operazione non è stata poi troppo onerosa: in mattinata si era parlato di 2 milioni di euro, in realtà il giocatore sarebbe stato pagato "solo" 800mila euro.
Chi è Cellerino. Se avete un po' di tempo, su Youtube trovate raffiche di video di questo ragazzo. È cresciuto nelle giovanili del Boca Juniors, poi nel 2007 è andato in Perù all'Universidad San Martin de Porres segnando 11 reti in 13 partite. Media strepitosa bissata quest'anno in Cile: 24 reti in 33 partite. Non sarà un campionato di fenomeni, ma segnare non è mai semplice, soprattutto per un ragazzo così giovane.
«Sono una prima punta - ha confidato ieri - mi piace lavorare per la squadra e cercare il gol». Adesso è fermo da un mese. «Mi metterò subito a lavorare con i compagni, non vedo l'ora di iniziare questa avventura». Il fisico è asciutto, un ragazzo di 23 anni non può certo avere la ruggine nei muscoli dopo qualche settimana senza il ritmo-partita. Anzi, meglio riposato che magari un po' bollito.
I segreti di Cellegol. In Cile l'avevano ribattezzato "Cellegol", i numeri dicono perché. Per pronunciare il nome per intero serve un giorno di ferie: Gaston, Andres, Javier Cellerino Graso. Ha sette fratelli, è fidanzato con Erica che tra qualche giorno lo raggiungerà qui a Livorno.
È stato un vecchio compagno del Boca a consigliare Cellerino ai Rangers. Qui è diventato in un amen l'idolo dei tifosi di casa. Tra l'altro un suo gol di rovesciata al Palestino è stato eletto il miglior gol sudamericano del 2008. Anche l'arbitro in quella partita andò a complimentarsi con lui, «mi disse che non aveva mai visto un gol così bello».
Una curiosità. Se mettiamo in fila tutti gli attaccanti argentini in giro per il mondo per reti segnate nell'anno solare 2008, si scopre che Cellerino è sesto con 21 gol, gli stessi di Milito, dietro Messi e Aguero.
In una recente intervista al giornale cileno El Grafico ha dichiarato: «Mi hanno espulso da diverse scuole perché dimenticavo i libri. No, il pallone lo portavo sempre con me. Tanto che un giorno mia madre mi disse: "il calcio o la scuola, scegli tu ma vai fino in fondo". E così ho fatto».
La trattativa. Cellerino è in Italia da quattro giorni insieme al suo procuratore Gerardo Rabajda e all'amico fraterno Juan Arandilla. Su di lui c'erano almeno quattro società di serie A: Lazio, Palermo, Cagliari e Catania, anche se in precedenza si era parlato pure dell'Udinese (sempre attenta al sudamerica).
Giovedì la mossa decisiva sembra quella della Lazio: Lotito chiama Rabajda e gli propone di chiudere l'affare la mattina seguente. All'incontro grandi sorrisi e strette di mano, poi Lotito gela Rabaija: «Lo prendo ma solo in prestito secco fino a giugno. Poi fissiamo il diritto di riscatto. Ma se non mi convince, lo rimando a casa». Giro di telefonate, altro incontro nel primo pomeriggio, poi alle cinque della sera il clan di Cellerino alza i tacchi e dice addio alla Lazio.
E qui si inserisce Spinelli. Capisce che adesso Cellerino è a piedi, rischia di restare senza squadra perché non si intavola una trattativa in venti minuti. E allora spara: «Vieni a Livorno, ti faccio quattro anni mezzo di contratto. Ti offro 800mila euro e un ottimo stipendio».
Gerardo Rabajda tentenna, anche perché per il suo assistito chiedeva 2milioni e 200mila euro. «Presidente, ma io per Cellerino ho altre richieste, anche in Francia e Portogallo...». Spinelli non ci sente: «800mila euro, domani lo presento allo stadio. Prendere o lasciare». La parola decisiva la mette proprio Gaston Cellerino: «Voglio giocare in Italia. Dite sì al Livorno».
Nascondino. La notizia si è diffusa ieri mattina, Spinelli ha smentito fino all'ultimo. Pensate che all'ora di pranzo aveva dichiarato a un'agenzia: «Cellerino? No, non lo possiamo prendere. So che ha già firmato con la Lazio». In realtà l'argentino era già allo stadio Armando Picchi.
Status comunitario. Il nuovo acquisto amaranto è nato a Viedma, in Argentina. Ma non esiste alcun problema per il tesseramento. Cellerino ha un bisnonno di Alessandria, giovedì mattina ha ricevuto dal comune di Catania (città dove opera uno dei legali del giocatore) tutti i documenti per lo status di comunitario.
E Martinetti? Sabato Spinelli aveva dato per fatto l'affare-Martinetti. Adesso salterà? «Ne riparliamo martedì - ha detto il presidente - ora mi gusto l'arrivo di Cellerino». Ma Martinetti potrebbe arrivare lo stesso.
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