Il Tirreno

Livorno

«Ma le nostre aule sono sicure»

Marialaura Rossiello
«Ma le nostre aule sono sicure»

L’assessore provinciale rassicura dopo la tragedia di Rivoli

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LIVORNO. «Le scuole superiori di questa provincia sono sicure perché periodicamente controllate e monitorate. Non c’è alcun tipo di preoccupazione per la sicurezza». A dirlo è l’assessore provinciale ai lavori pubblici Renzo Cioni, a seguito della tragedia verificatasi nei giorni scorsi a Torino. L’obiettivo è quello di tranquillizzare la cittadinanza livornese e in particolare genitori e figli, maggiormente coinvolti in queste tematiche, sulla sicurezza e l’agibilità delle scuole di competenza della Provincia per le quali nell’arco di dieci anni, lo stesso ente, ha investito 15 milioni di euro per la loro messa a norma, garantendo agibilità e sicurezza.

«Per il 2009 - ha spiegato ancora Cioni - è in progetto un altro finanziamento di trecento mila euro per continuare il nostro percorso nelle 6o strutture di nostra competenza e garantire sicurezza e tranquillità a chi va a scuola». «Per quanto riguarda gli impianti tecnologici - ha detto Walter Stefanini, responsabile del servizio impianti tecnici, presente all’incontro insieme a Carlo Pierobon, dirigente dipartimento provinciale delle infrastrutture e Fabio Giachetti, responsabile settore edilizio della Provincia - come ad esempio elettricità, uscite di sicurezza e ascensori possiamo dire che siano stati messi tutti a norma di legge. Il certificato di prevenzione incendi, invece, si ha per quasi la totalità delle strutture. Ma con l’ultimo finanziamento del 2009 contiamo di concludere la pratica di regolamentazione e prevenzione incendi così come vuole il decreto del 1992».

Tranquillità per quanto riguarda la sicurezza sismica anche in quegli edifici nati prima del 1982 che non sono stati costruiti con sistemi antisismici come invece si è fatto per quelli più recenti. Tutti sono periodicamente e costantemente controllati.

«Abbiamo fatto dei monitoraggi - ha chiarito Pierobon - calcolando in ogni struttura l’indice di vulnerabilità. Siamo molto attenti a questi aspetti, come a tutti gli altri. I casi drammatici come quello accaduto giorni fa sono cose che colpiscono molto e che vanno di certo evitate».

Situazione bloccata per quanto riguarda il liceo Foresi di Portoferraio, il cui terzo piano - dove si trovano i laboratori - è stato chiuso per presunti problemi di sicurezza. Ma l’assessore assicura che si tratta di una misura che «non rispecchia la realtà perché il liceo è sicuro e non esistono impedimenti per la riapertura del piano». E chiarisce che in ogni caso a oggi non è stata inviata alcuna comunicazione a riguardo. Il terzo piano, quindi, continua a restare chiuso a causa di un “provvedimento totalmente ingiustificato”.

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