Gioco
«Noi, nel mirino dei tagli choc»
Gianluca della Maggiore
Anche l’università targata Livorno nell’“Onda” della protesta
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LIVORNO. Alla fine l’“Onda” del malcontento degli atenei è arrivata a lambire anche Livorno e la sua “enclave” universitaria. Anzi quella che ieri a Palazzo della Gherardesca ha bagnato l’inaugurazione dell’anno accademico del corso di scienza della formazione primaria era una doppia onda. Perché il guaio è che il corso di laurea attivo da quattro anni a Livorno sforna proprio quei maestri e maestre che sono i più colpiti dalla scure dei tagli della Gelmini.
Così si sommano i malumori degli universitari a quella delle future maestre e dei tanti precari del mondo scuola che frequentano i corsi per guadagnare punteggi in graduatoria. Per capire il clima basta riferire quanto detto nel discorso inaugurale da Simonetta Ulivieri, preside della facoltà di scienze della facoltà di scienze della formazione di Firenze (casa madre del polo decentrato livornese). Un breve saggio di quanto succede negli atenei dove vanno a braccetto studenti, prof e rettori: «C’è un paradosso nelle mosse di questo governo, - dice - prima conferma che il nostro corso di laurea abilita all’insegnamento, poi taglia i posti di lavoro nelle scuole primarie. Allora che si abilita a fare? Qualcuno mi spieghi come si possano moltiplicare i maestri tagliandoli». E la sferzata continua parlando con i giornalisti: «La Provincia è coraggiosa a insistere nella formazione degli insegnanti quando a livello nazionale ci si tira indietro. La Gelmini ha pure tagliato la scuola di specializzazione per gli insegnanti medi e superiori. Una cosa indegna: oggi i laureati di lettere o matematica non hanno un modo per abilitarsi e andare a insegnare. Viene stoppata un’intera generazione».
Che l’investimento della Provincia sia importante è un dato di fatto: grazie a una rinnovata convenzione, che risponde alle tante richieste piovute su Palazzo Granducale, quest’anno l’offerta formativa si è allargata all’intero primo biennio del corso di laurea in scienza della formazione primaria: articolato in 11 insegnamenti annuali, due semestrali, 14 laboratori didattici e due gruppi di supervisione del tirocinio. C’è poi l’esperienza dei tirocini formativi negli istituti scolastici della Provincia («unica in Toscana», sottolinea la preside) a dare ulteriore forza all’offerta per i 300 iscritti.
Il presidente della Provincia Giorgio Kutufà parla della scelta controcorrente della sua amministrazione: «Noi allarghiamo l’offerta - afferma - e ci poniamo in controtendenza con le scelte del governo che opera tagli indiscriminati dalle scuole di infanzia fino all’Università. Senza nessun progetto educativo ma con l’unico obiettivo del risparmio economico».
Kutufà ieri ha anche tagliato il nastro per intitolare un’aula del polo universitario a Aldo Moro. E nel suo discorso cita proprio lo statista dc, uno dei padri costituenti per dire che in pericolo c’è proprio la magna charta nazionale: «Nella Costituzione c’è scritto che è necessario rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono allo sviluppo della persona: ecco perché nella scuola bisogna investire e non risparmiare».
Concetti ribaditi anche dall’assessore comunale all’istruzione, Carla Roncaglia, che ricoprendo lo stesso ruolo in giunta provinciale era stata una delle artefici dell’approdo del corso a Livorno: «Non sono momenti facili, bisogna stare vigili: farsi difensori di questo bene prezioso che è l’università. Noi ci stiamo impegnando a fondo per costruire quella società della conoscenza che l’unica via per salvare il futuro dell’Europa. Rattrista e indigna vedere che il governo non condivide queste idee».
Così si sommano i malumori degli universitari a quella delle future maestre e dei tanti precari del mondo scuola che frequentano i corsi per guadagnare punteggi in graduatoria. Per capire il clima basta riferire quanto detto nel discorso inaugurale da Simonetta Ulivieri, preside della facoltà di scienze della facoltà di scienze della formazione di Firenze (casa madre del polo decentrato livornese). Un breve saggio di quanto succede negli atenei dove vanno a braccetto studenti, prof e rettori: «C’è un paradosso nelle mosse di questo governo, - dice - prima conferma che il nostro corso di laurea abilita all’insegnamento, poi taglia i posti di lavoro nelle scuole primarie. Allora che si abilita a fare? Qualcuno mi spieghi come si possano moltiplicare i maestri tagliandoli». E la sferzata continua parlando con i giornalisti: «La Provincia è coraggiosa a insistere nella formazione degli insegnanti quando a livello nazionale ci si tira indietro. La Gelmini ha pure tagliato la scuola di specializzazione per gli insegnanti medi e superiori. Una cosa indegna: oggi i laureati di lettere o matematica non hanno un modo per abilitarsi e andare a insegnare. Viene stoppata un’intera generazione».
Che l’investimento della Provincia sia importante è un dato di fatto: grazie a una rinnovata convenzione, che risponde alle tante richieste piovute su Palazzo Granducale, quest’anno l’offerta formativa si è allargata all’intero primo biennio del corso di laurea in scienza della formazione primaria: articolato in 11 insegnamenti annuali, due semestrali, 14 laboratori didattici e due gruppi di supervisione del tirocinio. C’è poi l’esperienza dei tirocini formativi negli istituti scolastici della Provincia («unica in Toscana», sottolinea la preside) a dare ulteriore forza all’offerta per i 300 iscritti.
Il presidente della Provincia Giorgio Kutufà parla della scelta controcorrente della sua amministrazione: «Noi allarghiamo l’offerta - afferma - e ci poniamo in controtendenza con le scelte del governo che opera tagli indiscriminati dalle scuole di infanzia fino all’Università. Senza nessun progetto educativo ma con l’unico obiettivo del risparmio economico».
Kutufà ieri ha anche tagliato il nastro per intitolare un’aula del polo universitario a Aldo Moro. E nel suo discorso cita proprio lo statista dc, uno dei padri costituenti per dire che in pericolo c’è proprio la magna charta nazionale: «Nella Costituzione c’è scritto che è necessario rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono allo sviluppo della persona: ecco perché nella scuola bisogna investire e non risparmiare».
Concetti ribaditi anche dall’assessore comunale all’istruzione, Carla Roncaglia, che ricoprendo lo stesso ruolo in giunta provinciale era stata una delle artefici dell’approdo del corso a Livorno: «Non sono momenti facili, bisogna stare vigili: farsi difensori di questo bene prezioso che è l’università. Noi ci stiamo impegnando a fondo per costruire quella società della conoscenza che l’unica via per salvare il futuro dell’Europa. Rattrista e indigna vedere che il governo non condivide queste idee».
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