Gioco
Livorno, il pareggio col Mantova sta stretto
Sandro Lulli
Corona porta in vantaggio gli ospiti approfittando di un’incertezza difensiva. Labronici in 10 (espulso Diamanti), ma con una gara tutta grinta, creano occasioni e raggiungono meritatamente il pari con Filippini
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LIVORNO. Al Livorno le occasioni, lo spettacolo, persino gli errori di Trefoloni (che ha negato un rigore clamoroso a Tavano), al Mantova un punto che premia oltre misura la sua prestazione. Poteva finire peggio per gli amaranto vista l’infausta serata, dove ha addirittura dovuto recuperare lo svantaggio con l’inferiorità numerica per il doppio giallo a Diamanti.
Corona sfrutta l’unica occasione che gli capita con la complicità dei due centrali amaranto (troppo lenti) ma Filippini scaccia l’incubo, teleguidato da Tavano che gli recapita la palla sul piede. Il Livorno meritava di più, ma intanto ha mostrato nuovamente il carattere.
Lo spessore del Mantova - poi anche apparso baciato dalla fortuna - è emerso subito dopo i primi minuti. Non c’era solo qualità, ma anche un 3-4-3 perfettamente oliato, funzionante. Che aveva completezza per gli inserimenti dei mediani, al di là del prezioso movimento dei tre tre giocatori più avanzati come Locatelli e Caridi (spesso si scambiavano destra e sinistra) e del più lento Corona. Il Livorno ha capito subito che qualora avesse perso palla sulla linea mediana del campo sarebbero stati dolori perché le ripartenze dei virgiliani scattavano velocissimi.
È c’è voluto quasi mezz’ora di tempo agli amaranto per venire a capo del quadro tattico un po’ sornione, attendistico e appropriato degli avversari. Cosicché dopo i guizzi di Locatelli e la botta di Corona - respinta di pugno da De Lucia - il Livorno s’è scosso, per quando sia stato costretto a “bruciare” la prima sostituzione per l’infortunio occorso a Terranova (18’) e sostituito dal centrale difensivo Perticone.
Diamanti e Tavano, bene innescati, hanno fatto danni alla difesa con la loro velocità, Bonetto è salito, Bergvold ha trovato posizione. Il Mantova s’è abbassato, il Livorno ha insistito e avrebbe meritato di passare in vantaggio due volte con Tavano che ha visto le sue conclusioni salvate da Handanovic; strepitosa la parata del virgiliano al 27’: Diamanti aveva ben lanciato Tavano, il destro del quale è stato intercettato. Tutto nel giro di 2’: a Avellino furono due reti.
Non è mancato l’errore dell’arbitro Trefoloni che pure era ben piazzato quando Notari ha respinto con la mano in area un destro fulminante di Tavano: logiche le proteste per un’azione che avrebbe potuto mandare negli spogliatoi in vantaggio.
Invece in vantaggio, immeritatamente c’è andato all’inizio di ripresa il Mantova con un contropiede suggerito da Locatelli e Perticone e Miglionico incapaci di opporsi a Corona a segno con un sinistro angolato. La reazione è stata inutile e poco dopo è arrivato anche il doppio giallo a Diamanti. L’ingresso di Volpe per un Paulinho spaesato ha dato brio. Tavano poi ha creato il pareggio sbucando da destra per mettere sul piede di Filippini la palla dorata del pareggio. Il Mantova ha arrancato, subito ed ha pure chiuso in dieci per l’espulsione di Passoni. Ma ci sta di lusso con l’1-1.
Corona sfrutta l’unica occasione che gli capita con la complicità dei due centrali amaranto (troppo lenti) ma Filippini scaccia l’incubo, teleguidato da Tavano che gli recapita la palla sul piede. Il Livorno meritava di più, ma intanto ha mostrato nuovamente il carattere.
Lo spessore del Mantova - poi anche apparso baciato dalla fortuna - è emerso subito dopo i primi minuti. Non c’era solo qualità, ma anche un 3-4-3 perfettamente oliato, funzionante. Che aveva completezza per gli inserimenti dei mediani, al di là del prezioso movimento dei tre tre giocatori più avanzati come Locatelli e Caridi (spesso si scambiavano destra e sinistra) e del più lento Corona. Il Livorno ha capito subito che qualora avesse perso palla sulla linea mediana del campo sarebbero stati dolori perché le ripartenze dei virgiliani scattavano velocissimi.
È c’è voluto quasi mezz’ora di tempo agli amaranto per venire a capo del quadro tattico un po’ sornione, attendistico e appropriato degli avversari. Cosicché dopo i guizzi di Locatelli e la botta di Corona - respinta di pugno da De Lucia - il Livorno s’è scosso, per quando sia stato costretto a “bruciare” la prima sostituzione per l’infortunio occorso a Terranova (18’) e sostituito dal centrale difensivo Perticone.
Diamanti e Tavano, bene innescati, hanno fatto danni alla difesa con la loro velocità, Bonetto è salito, Bergvold ha trovato posizione. Il Mantova s’è abbassato, il Livorno ha insistito e avrebbe meritato di passare in vantaggio due volte con Tavano che ha visto le sue conclusioni salvate da Handanovic; strepitosa la parata del virgiliano al 27’: Diamanti aveva ben lanciato Tavano, il destro del quale è stato intercettato. Tutto nel giro di 2’: a Avellino furono due reti.
Non è mancato l’errore dell’arbitro Trefoloni che pure era ben piazzato quando Notari ha respinto con la mano in area un destro fulminante di Tavano: logiche le proteste per un’azione che avrebbe potuto mandare negli spogliatoi in vantaggio.
Invece in vantaggio, immeritatamente c’è andato all’inizio di ripresa il Mantova con un contropiede suggerito da Locatelli e Perticone e Miglionico incapaci di opporsi a Corona a segno con un sinistro angolato. La reazione è stata inutile e poco dopo è arrivato anche il doppio giallo a Diamanti. L’ingresso di Volpe per un Paulinho spaesato ha dato brio. Tavano poi ha creato il pareggio sbucando da destra per mettere sul piede di Filippini la palla dorata del pareggio. Il Mantova ha arrancato, subito ed ha pure chiuso in dieci per l’espulsione di Passoni. Ma ci sta di lusso con l’1-1.
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