Gioco
«Mio fratello è innocente, rimandatelo a casa»
Lara Loreti
«Vedere il suo letto vuoto non mi fa respirare». Al suo fianco tanti amici
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Matteo è innocente». Ha preso la forma di un intervento sul blog del Tirreno il dolore della famiglia di Fioriti, il giovane accusato di aver ucciso il padre Fabrizio. Uno sfogo nella notte di cui è stato protagonista il fratello acquisito di Matteo, Andrea. Dal suo cuore lo sdegno e la rabbia, mescolati all’angoscia, hanno dato vita a una lettera in cui il ragazzo difende la bontà e la non colpevolezza del suo amato fratello. «Oggi credo che la verità e la giustizia abbiamo fatto mille passi indietro. Si è deciso di accanirsi contro l’unica persona che davvero è stata lesa e rimarrà segnata per il resto della propria vita, solo perché le stesse forze pubbliche non sanno dove sbattere la testa! Grazie a prove campate in aria, fantomatici testimoni adesso, un ragazzo innocente rischia di scontare ciò che dovrebbe scontare il vero assassino». «Ma in casi come questi - prosegue la lettera - io non riesco a capire chi con semplici supposizioni e teorie dell’ultima ora, ha deciso di indagare su colui che ha avuto l’unica colpa di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato, tentando semplicemente di soccorrere suo padre. Per questo, adesso Matteo non è a casa con noi.
E vedere il suo letto vuoto mi crea un senso di vuoto interiore che non mi fa respirare! Voglio che quest’incubo finisca subito e che lui torni a casa da noi, immediatamente! Ti voglio un mondo di bene... Il tuo fratellino». Parole commosse e che commuovono chi sa leggere la disperazione e la sofferenza profonda di un ragazzo che si vede improvvisamente privato di un affetto stretto e intimo come quello fraterno, che si sente travolto da qualcosa a cui non crede. Matteo e Andrea, quasi coetanei, vivono insieme quasi da sempre e sono legati da un rapporto bello e intenso. Per la famiglia del giovane Fioriti questi sono giorni terribili. Ore di immenso dolore per la mamma Antonella e soprattutto per la sorella Beatrice, che piange il padre morto e il fratello in cella. Su tutti veglia, pur distrutto dal dolore, il padre Roberto Viaggi che, in casa, ha sempre considerato tutti i ragazzi come suoi figli. In queste ore intorno alla famiglia colpita dalla tragedia si sono stretti tutti gli amici e i parenti che vogliono far sentire il proprio abbraccio e la vicinanza a chi in questo momento è in preda alla sofferenza. Gli amici non riescono ancora ad accettare che Matteo sia in carcere e a farsi una ragione di una situazione che per loro ha i contorni dell’assurdo.
«È sempre stato un ragazzo buono ed equilibrato», è il commosso ricordo di un amico degli scout. Sì perché Matteo nella sua infanzia e adolescenza aveva dedicato tanto del suo tempo libero a questa splendida attività ricreativa e sociale che svolgeva con la sorella. Aveva trascorso tanti anni con numerosi giovani che con lui condividevano la passione per l’avventura nel segno della religiosità e del rapporto con la natura.
E vedere il suo letto vuoto mi crea un senso di vuoto interiore che non mi fa respirare! Voglio che quest’incubo finisca subito e che lui torni a casa da noi, immediatamente! Ti voglio un mondo di bene... Il tuo fratellino». Parole commosse e che commuovono chi sa leggere la disperazione e la sofferenza profonda di un ragazzo che si vede improvvisamente privato di un affetto stretto e intimo come quello fraterno, che si sente travolto da qualcosa a cui non crede. Matteo e Andrea, quasi coetanei, vivono insieme quasi da sempre e sono legati da un rapporto bello e intenso. Per la famiglia del giovane Fioriti questi sono giorni terribili. Ore di immenso dolore per la mamma Antonella e soprattutto per la sorella Beatrice, che piange il padre morto e il fratello in cella. Su tutti veglia, pur distrutto dal dolore, il padre Roberto Viaggi che, in casa, ha sempre considerato tutti i ragazzi come suoi figli. In queste ore intorno alla famiglia colpita dalla tragedia si sono stretti tutti gli amici e i parenti che vogliono far sentire il proprio abbraccio e la vicinanza a chi in questo momento è in preda alla sofferenza. Gli amici non riescono ancora ad accettare che Matteo sia in carcere e a farsi una ragione di una situazione che per loro ha i contorni dell’assurdo.
«È sempre stato un ragazzo buono ed equilibrato», è il commosso ricordo di un amico degli scout. Sì perché Matteo nella sua infanzia e adolescenza aveva dedicato tanto del suo tempo libero a questa splendida attività ricreativa e sociale che svolgeva con la sorella. Aveva trascorso tanti anni con numerosi giovani che con lui condividevano la passione per l’avventura nel segno della religiosità e del rapporto con la natura.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
