Gioco
Le sue più grandi passioni erano il calcio, la moto e girare il mondo
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LIVORNO. Amava viaggiare Mattia e con i suoi genitori aveva già girato mezzo mondo. Recentemente era stato negli Stati Uniti e a Londra, posti dei quali aveva raccontato cose meravigliose ai suoi amici. Per questa estate non aveva ancora programmi precisi. L’unica certezza era l’abbonamento, già fatto, per i bagni Lido dove avrebbe trovato la solita compagnia di mille avventure. Proprio quella stessa compagnia che si è riversata in massa, ieri sera, alla camera mortuaria. Il passaparola ha attraversato la città in pochissimo tempo e già dalle 22 il cancello del viale Alfieri era assediato da ragazzi in lacrime in cerca di un perché. Le due passioni di Mattia erano sicuramente il calcio e i motori. Ne andava pazzo e anche l’ultimo suo giorno l’ha diviso equamente tra una gabbionata con gli amici in Banditella e una corsa in moto. «Era un ragazzo fantastico - ricorda Aleandro Ricciardi, il suo allenatore negli Allievi del Picchi - uno di quelli con la testa sulle spalle che non ha mai dato un problema. Se n’è andata una persona davvero speciale». Mattia faceva il portiere e quando indossava i guanti tra i pali del campo sognava il grande salto, quello che lo avrebbe portato sui campi più importanti a giocare tra i professionisti. Mattia era bravo, ma il destino per lui aveva altri programmi.
A scuola se la cavava bene e dopo aver fatto le scuole medie alle Marconi di Baditella aveva scelto il liceo Enriques di via della Bassata. Mattia, poi, adorava le moto. Andava fiero della sua Aprilia e anche per quella sognava il salto di qualità. Fra poco avrebbe compiuto sedici anni e, a quel punto, il passaggio di “categoria” verso il 125 sembrava davvero scontato. Molto conosciuto in città anche il nonno del ragazzo, Mauro Pelagatti, un ex dirigente della Cgil che adesso è presidente del consiglio d’amministrazione della Tred Livorno. È stato uno dei primi, dopo i genitori, ad accorre sul posto. Si è fatto forza sorreggendosi sul figlio, ma ha raccolto tutte le su energie per dare conforto all’altra figlia. In serata la madre di Mattia è voluta tornare sul posto dell’incidente. Ha avuto anche un piccolo malore, ma nonostante l’intervento di un’ambulanza della Misericordia, ha preferito rifiutare le cure mediche. Per lei solo un sostegno psicologico per il momento più difficile per una mamma. Come tutti i ragazzi della sua età bazzicava su internet e di lui è rimasto un messaggio che, ieri sera, sapeva tanto di triste presagio. «E se mi vedrete sfrecciare e non avrete il tempo di salutarmi, sappiate che io vi saluto con affetto».
A scuola se la cavava bene e dopo aver fatto le scuole medie alle Marconi di Baditella aveva scelto il liceo Enriques di via della Bassata. Mattia, poi, adorava le moto. Andava fiero della sua Aprilia e anche per quella sognava il salto di qualità. Fra poco avrebbe compiuto sedici anni e, a quel punto, il passaggio di “categoria” verso il 125 sembrava davvero scontato. Molto conosciuto in città anche il nonno del ragazzo, Mauro Pelagatti, un ex dirigente della Cgil che adesso è presidente del consiglio d’amministrazione della Tred Livorno. È stato uno dei primi, dopo i genitori, ad accorre sul posto. Si è fatto forza sorreggendosi sul figlio, ma ha raccolto tutte le su energie per dare conforto all’altra figlia. In serata la madre di Mattia è voluta tornare sul posto dell’incidente. Ha avuto anche un piccolo malore, ma nonostante l’intervento di un’ambulanza della Misericordia, ha preferito rifiutare le cure mediche. Per lei solo un sostegno psicologico per il momento più difficile per una mamma. Come tutti i ragazzi della sua età bazzicava su internet e di lui è rimasto un messaggio che, ieri sera, sapeva tanto di triste presagio. «E se mi vedrete sfrecciare e non avrete il tempo di salutarmi, sappiate che io vi saluto con affetto».
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