Italia
Il Comune ha agito su ordine della Procura
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LIVORNO. In Municipio non confermano né smentiscono, ma sembra proprio che la decisione di vietare la sosta sullo spartitraffico di viale Carducci non sia dovuta a una scelta dell'amministrazione comunale ma sia stata dettata da un obbligo giuridico.
Pare infatti che nelle scorse settimane la Procura della Repubblica abbia intimato all'amministrazione comunale di eliminare il parcheggio sullo spartitraffico di viale Alfieri perché pericoloso, ordinando di conseguenza il ripristino delle condizioni di sicurezza. In effetti lo spartitraffico che separa le corsie del viale Alfieri non poteva essere adibito a parcheggio, ma la sosta - anche se vietata - era sempre stata tollerata. Tanto che, anno dopo anno, quella di posteggiare i veicoli sullo spartitraffico - magari per recarsi all'ospedale o al poliambulatorio - era diventata una consuetudine per i livornesi.
Ma dopo l'intimazione della magistratura, il Comune è dovuto subito correre ai ripari transennando il lungo spartitraffico, apponendo segnali di divieto di sosta e sanzionando le violazioni. Eliminando così la presenza di un parcheggio "di fatto", che non poteva esistere secondo le previsioni del codice della strada, e restituendo alla circolazione una situazione formale di sicurezza. Inevitabilmente la soppressione improvvisa di 120-130 auto ha messo ko la sosta lungo il viale Alfieri, che era già affamato di posti auto. Di qui le lamentele di molti cittadini e di operatori della sanità.
E' probabile che il provvedimento della Procura sia scattato in seguito a un esposto, magari conseguente a un incidente avvenuto nella zona, ma anche questo particolare non trova conferma (e nemmeno smentite) a Palazzo Civico. Anche se le parole del direttore generale Riccardo Pucciarelli, seppur indirettamente, confermano l'iniziativa della Procura.
«Visto che dovevamo intervenire per eliminare la sosta dei veicoli sullo spartitraffico - spiega il dirigente del Comune - abbiamo deciso di approfittare delle circostanze anche per procedere alla riqualificazione del viale, sull'esempio di ciò che abbiamo già fatto sul viale Ippolito Nievo». Ed é proprio quel "dovevamo" che fa ipotizzare l'intervento della magistratura.
Intanto agli agenti della polizia municipale spetta il compito di far rispettare il divieto di sosta: dopo un paio di giorni di tolleranza, ecco che le prime multe sono cominciate a fioccare nel pomeriggio di ieri l'altro. Per poi proseguire per tutte la mattina di ieri, quando in molti hanno continuato a lasciare l'auto in sosta sullo spartitraffico per andare all'ospedale o al poliambulatorio. Oltre un centinaio di multe. A cui, probabilmente, se ne aggiungeranno molte altre. (a.gu.)
Pare infatti che nelle scorse settimane la Procura della Repubblica abbia intimato all'amministrazione comunale di eliminare il parcheggio sullo spartitraffico di viale Alfieri perché pericoloso, ordinando di conseguenza il ripristino delle condizioni di sicurezza. In effetti lo spartitraffico che separa le corsie del viale Alfieri non poteva essere adibito a parcheggio, ma la sosta - anche se vietata - era sempre stata tollerata. Tanto che, anno dopo anno, quella di posteggiare i veicoli sullo spartitraffico - magari per recarsi all'ospedale o al poliambulatorio - era diventata una consuetudine per i livornesi.
Ma dopo l'intimazione della magistratura, il Comune è dovuto subito correre ai ripari transennando il lungo spartitraffico, apponendo segnali di divieto di sosta e sanzionando le violazioni. Eliminando così la presenza di un parcheggio "di fatto", che non poteva esistere secondo le previsioni del codice della strada, e restituendo alla circolazione una situazione formale di sicurezza. Inevitabilmente la soppressione improvvisa di 120-130 auto ha messo ko la sosta lungo il viale Alfieri, che era già affamato di posti auto. Di qui le lamentele di molti cittadini e di operatori della sanità.
E' probabile che il provvedimento della Procura sia scattato in seguito a un esposto, magari conseguente a un incidente avvenuto nella zona, ma anche questo particolare non trova conferma (e nemmeno smentite) a Palazzo Civico. Anche se le parole del direttore generale Riccardo Pucciarelli, seppur indirettamente, confermano l'iniziativa della Procura.
«Visto che dovevamo intervenire per eliminare la sosta dei veicoli sullo spartitraffico - spiega il dirigente del Comune - abbiamo deciso di approfittare delle circostanze anche per procedere alla riqualificazione del viale, sull'esempio di ciò che abbiamo già fatto sul viale Ippolito Nievo». Ed é proprio quel "dovevamo" che fa ipotizzare l'intervento della magistratura.
Intanto agli agenti della polizia municipale spetta il compito di far rispettare il divieto di sosta: dopo un paio di giorni di tolleranza, ecco che le prime multe sono cominciate a fioccare nel pomeriggio di ieri l'altro. Per poi proseguire per tutte la mattina di ieri, quando in molti hanno continuato a lasciare l'auto in sosta sullo spartitraffico per andare all'ospedale o al poliambulatorio. Oltre un centinaio di multe. A cui, probabilmente, se ne aggiungeranno molte altre. (a.gu.)
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