Il Tirreno

Livorno

Si pagavano anche i massaggi...

Cristiano Meoni
Si pagavano anche i massaggi...

Gli ex manager clienti fissi di un chiroprata (coi soldi della Porto 2000)

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LIVORNO. Non solo borse griffate, profumi per le mogli, giocattoli per i nipotini, cene al ristorante più o meno "di rappresentanza". Con i soldi pubblici della Porto 2000 gli ex-dirigenti della società si sono pagati pure i massaggi: 46mila euro di prestazioni massofisioterapiche, pagate a uno specialista livornese tra il 2003 e il 2006. Non finisce di regalare sorprese il maxi-verbale che la Guardia di Finanza ha redatto, dopo aver spulciato per un anno nella contabilità della società che gestisce il porto passeggeri. "Least but not last", un sacco di soldi pagati a un chiroprata per sedute di massaggi di cui hanno fruito - come ammesso dallo specialista - l'ex presidente della Porto 2000 Lenzi, alcuni suoi familiari, l'ex direttore Crocchi e qualche dipendente della società. Si è già parlato di abiti, di arredi pagati coi soldi pubblici. Ora nuovi fatti arricchiscono la già copiosa aneddotica di uno shopping sfrenato, che spazia dai quadri di Madiai al Patek Oro Rosa.
 Rate. Il 15 aprile 2005 dal conto anticipi della Porto 2000, una specie di pronta cassa nella disponibilità del presidente, furono ritirati 1.036 euro. Singolare il fine per cui - secondo la Finanza - furono utilizzati quei soldi: 339 euro per pagare una rata di finanziamento della Immobiliare delle Speranze, di proprietà di Bruno Lenzi; 696 euro per onorare una rata di Banca Antonveneta. Causale: «pagamento rata febbraio». Intestatario, Bruno Lenzi.
 Credit card. E' solo l'inizio. Il 18 marzo 2005 dalla cassa della società vengono prelevati altri 4620 euro. «La cifra - si legge nel verbale - è servita per rimborsare spese fatte da Bruno Lenzi con la sua carta di credito». Acquisti fatti in negozi di giocattoli, di pelletteria, di profumi, di articoli sportivi; pagato pure un abbonamento di Sky.
 Versamento. Il 26 aprile 2005 sono stati ritirati dal conto anticipi 4 mila euro. Lo stesso giorno la Finanza ha riscontrato un versamento di pari valore, effettuato da un dipendente della Porto 2000, su un conto di Lenzi. Identico percorso hanno seguito 5mila euro presi dal conto anticipi il 5 settembre 2005.
 Il figlio. La Finanza scrive che «alcuni prelievi consistenti sono stati verosimilmente effettuati a favore del figlio del Lenzi, Riccardo Lenzi». Sui titoli emessi in corrispondenza dell'uscita di somme dal conto anticipo spese è annotata la dicitura «R. Lenzi». Numerosi piccoli acquisti di medicinali, giocattoli, articoli di pelletteria, per evitare uno stillicidio di prelievi minimi, sono stati accorpati e annotati analiticamente a parte in un registro tipo "prima nota cassa" e denominato "Cassa Lenzi".
 Banche e banchine. Per il servizio alle navi passeggeri, la Danimar Service di Marraccini Franco, nel periodo giugno-luglio 2003, ha emesso due fatture per complessivi 20.217 euro: fatture - secondo la Finanza - «relative a prestazioni inesistenti». L'assegno bancario della Cassa di Risparmio di Firenze (2.490 euro) emesso dalla Porto 2000 a pagamento della prima fattura è stato versato su un conto intestato a Bruno Lenzi: idem per il secondo assegno. Su un conto dell'ex presidente sono finiti anche due assegni bancari della Porto 2000 e un prelievo dal conto anticipi, per altri 13.200 euro, relativi a lavori di ristrutturazione di un edificio annesso al magazzino Sgarallino.
 Il pittore. Tutte le fatture emesse da un noto pittore livornese (9mila euro per la cessione di 150 litografie nel 2003, 5700 euro per 75 litografie nel 2004, 9500 euro per 55 olii su carta nel 2006) sono state regolarmente pagate dalla Porto 2000. Ma non al pittore, bensì ad Armando Totini, ex responsabile sicurezza della società, e a Bruno Lenzi, con versamenti su due conti a loro intestati alla Cassa di Risparmio di Firenze.
 Bimbi e bimbe. Il conto anticipi della Porto 2000 è servito anche a vestire bimbi e bimbe, dal capo a piedi. In un negozio del centro, solo nel 2003, sono stati acquistati capi per bambini per 4241 euro: 9546 euro sono stati spesi nel 2004, 8794 euro nel 2005 e 5306 nel 2006. La commerciante ha dichiarato ai finanzieri che al «negozio si recavano indifferentemente sia dipendenti della Porto 2000 che Riccardo Lenzi e sua moglie» e che «venivano acquistati prevalentemente capi per bambini, ma anche capi aventi taglie per ragazzi corrispondenti alla taglia 40 per donna». Le fatture venivano intestate alla Porto 2000 su «indicazione della segreteria» e del commercialista Garzelli.
 La boutique. La Porto 2000 ha pagato fatture per 5621 euro nel 2005 e 7454 euro nel 2006 a un noto negozio di abbigliamento del centro (non è Cuccuini, di cui parliamo altrove in questa pagina). Il commerciante ha detto che a recarsi in negozio per la scelta dei capi da acquistare era Lenzi, spesso col figlio Riccardo.
 Occhiali. Coi soldi pubblici della società sono stati comprati decine di occhiali (per 400 euro nel 2003, 2664 euro nel 2004, 3554 nel 2005). Il titolare del negozio dove sono stati fatti gli acquisti, in pieno centro, ha detto ai finanzieri che «i rapporti commerciali erano direttamente con Bruno Lenzi» ma che in qualche caso «Lenzi si era presentato in negozio con il figlio riccardo». Ha anche aggiunto che era Lenzi a indicargli di fatturare gli acquisti alla Porto 2000.
 La casa a Montenero. La Porto 2000 ha pagato una fattura di 11.175 euro a favore di una nota agenzia immobiliare. Il titolare dell'agenzia ha detto agli uomini del Nucleo di polizia tributaria di aver svolto una consulenza sulla valutazione e l'acquisto di un immobile, in costruzione, a Montenero: un'abitazione che l'agente aveva visionato assieme a Bruno Lenzi e al figlio Riccardo.
 Lavori edili. Quattro fatture relative a lavori edili, che sarebbero stati effettuati dalla Ala srl nel 2005, secondo la Finanza sono relative a prestazioni inesistenti. ebbene, le somme non sono mai state pagate alla Ala. Gli assegni - come hanno riscontrato i finanzieri - sono stati effettivamente tratti dai conti della Porto 2000, ma sono finiti a Bruno Lenzi, per la bellezza di 100mila euro. Altri assegni a saldo di fatture emesse dalla Ala hanno invece come ultima girata il nome di Armando Totini: in tutto l'ex responsabile sicurezza della Porto 2000, fra marzo e giugno 2006, avrebbe ricevuto 178mila euro.

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