Gioco
Street art regina di periferia
Clarissa Tempesini
"Margini", l'arte giovane conquista i quartieri nord
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LIVORNO. Livorno che cambia, si trasforma, culla la sua cultura e non lascia indietro niente e nessuno. Sulla scia del fermento artistico e di riqualificazione urbanistica e culturale della città, è stato presentato in conferenza stampa il Festival “Margini”, la manifestazione che abbraccia e invade i quartieri di periferici di Livorno. Che diventeranno un cantiere d’arte a cielo aperto. Il 15, 16 e 17 Maggio l’arte marginale, l’art brut, quella fatta dai non professionisti, dai disabili, delle installazioni pittoriche, quell’arte che non è chiusa in un museo a fare la muffa, ma che vive e si sviluppa insieme alla città, sui muri e sulle strade, che pulsa e respira con gli abitanti, trasformerà i quartieri dei Corea e Shangay, li colorerà, li animerà con creatività, divertimento e con un occhio alla riflessione. Perché l’evento è una festa, un ritrovo, ma è anche una voce, un richiamo a venire a dare un’occhiata a questi quartieri sempre considerati marginali e a vedere come sono cambiati rispetto a dieci anni fa. I quartieri nord della città dove si pensa che non c’è nulla, solo case popolari, stanno riferendo. Sessantaquattro sono i milioni investiti negli ultimi dieci anni, tra finanziamenti pubblici e privati, che stanno rendendo Corea e Shangay gradualmente irriconoscibili da quello che erano trant’anni fa.
Il recupero è generale, e non più soltanto con gli aiuti delle assistenze sociali: ci sono piani urbanistici, architettonici, culturali, che stanno rendendo questi luoghi di grande interesse sotto molti punti di vista. L’amministrazione comunale si è prefissa questo rilancio già ampiamente in atto, che viene celebrato proprio con “Margini”. Presenti alla conferenza gli Assessori Alfio Baldi (politiche sociali), Fabio Canaccini (turismo e sport), Carla Roncaglia (istruzione), il Presidente della Circoscrizione 1 Massimo Guli’, l’architetto Nicla Tragni, e i rappresentanti delle preziose associazioni che hanno organizzato e curato gli eventi, la cooperativa Itinera, Blu Cammello e l’Arci Livorno. Presente anche il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi che ha così commentato la manifestazione: «Questo evento è uno dei tasselli del progetto che stiamo portando avanti, ovvero lo sviluppo di energie per produrre e costruire qualcosa di veramente positivo in questa nostra città».
E continua: «Diversamente Liberi, il progetto Costernino 2020, l’Italia Wave nella nostra città, sono tutte manifestazione mirate alla lavorazione di un progetto città dove i protagonisti assoluti sono i cittadini e la loro volontà. Per fare questo partiamo dal presupposto che se non sviluppiamo la cultura non ci può essere futuro. Sviluppo e tolleranza, nel rispetto e nell’esaltazione del diverso, che non deve spaventare ma valorizzato con spirito costruttivo».
Il recupero è generale, e non più soltanto con gli aiuti delle assistenze sociali: ci sono piani urbanistici, architettonici, culturali, che stanno rendendo questi luoghi di grande interesse sotto molti punti di vista. L’amministrazione comunale si è prefissa questo rilancio già ampiamente in atto, che viene celebrato proprio con “Margini”. Presenti alla conferenza gli Assessori Alfio Baldi (politiche sociali), Fabio Canaccini (turismo e sport), Carla Roncaglia (istruzione), il Presidente della Circoscrizione 1 Massimo Guli’, l’architetto Nicla Tragni, e i rappresentanti delle preziose associazioni che hanno organizzato e curato gli eventi, la cooperativa Itinera, Blu Cammello e l’Arci Livorno. Presente anche il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi che ha così commentato la manifestazione: «Questo evento è uno dei tasselli del progetto che stiamo portando avanti, ovvero lo sviluppo di energie per produrre e costruire qualcosa di veramente positivo in questa nostra città».
E continua: «Diversamente Liberi, il progetto Costernino 2020, l’Italia Wave nella nostra città, sono tutte manifestazione mirate alla lavorazione di un progetto città dove i protagonisti assoluti sono i cittadini e la loro volontà. Per fare questo partiamo dal presupposto che se non sviluppiamo la cultura non ci può essere futuro. Sviluppo e tolleranza, nel rispetto e nell’esaltazione del diverso, che non deve spaventare ma valorizzato con spirito costruttivo».
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