La protesta
LIVORNO NEL CAOS
Gli ultrà contro Spinelli e Orsi
Una giornata ad altissima tensione tra gli ultrà e il vertice del Livorno. Fin dal mattino un gruppo di tifosi si è presentato al Centro Coni e ha avuto un durissimo scambio di opinioni con il presidente amaranto Spinelli. Poi hanno interrotto la conferenza stampa di addio di Camolese, gridando il loro no alla sua sostituzione con Orsi. Quindi si sono diretti in Comune per cercare di incontrare il sindaco e sollecitare un impegno concreto a favorire la vendita della società. Nel pomeriggio ancora tensione alle stelle durante l'allenamento con gli ultrà di nuovo faccia a faccia con Spinelli e Orsi mentre i giocatori si allenavano in disparte.
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TIRRENIA. Arrivano mentre Aldo Spinelli è sull'ingresso del Centro Coni: «Che fate? Dove andate? Igor, pensaci tu...». E poi la disperata quanto inutile intimazione del presidente: «Fermatevi!». Sono una trentina i tifosi della curva nord che varcano i cancelli e si dirigono verso i campi per fermare l'allenamento: «Spinelli, levati dai piedi, si va a dire a Orsi che deve tornare a casa. Tu ci hai rovinato, doveva restare Camolese...».
Ore 14.30, Centro Coni a Tirrenia. Rabbia e contestazione al culmine, dopo una giornata di tensione. Già al mattino la prima incursione dei tifosi e il primo stop all'allenamento seguito alle minacce a Spinelli e ad alcuni giocatori (Tristan, Alvarez e Sidny, poi anche Bogdani e Tavano).
IN COMUNE. Dopo di che il gruppo dei tifosi si è recato all'Hotel Continental da Camolese, esonerato lunedì a tarda sera, che salutava la stampa. Quindi gli ultrà si sono diretti in Comune, ricevuti dall'assessore Piero Santini e dal dirigente Fabio Canaccini, perché Alessandro Cosimi si trovava a Roma. «Vogliamo sapere la verità, Spinelli ci ha detto che Cosimi...», aggiungendo qualcosa che il primo cittadino non ha gradito, tanto che potrebbe adire le vie legali nei confronti del presidente amaranto qualora ci fosse la certezza di una eventuale offesa.
IL SINDACO. Dice Cosimi: «Certe frasi mi sono state riferite anche dall'assessore Santini, mi sa proprio che dovrò dare un segno forte, perché così non va...». Poi in serata Alessandro Cosimi, tramite il suo portavoce Enzo Chioini, ha inviato anche una lunga dichiarazione dove tra l'altro di dice: «Credo non si debba cadere nella trappola del presidente di alzare un polverone intorno alla questione della proprietà, usata per non dare un giudizio su questa annata non positiva, della quale, credo, non possa dare la responsabilità a nessun altro che a se stesso e alla sua struttura. Basta poi leggere i giornali di stamani per vedere che la "cordata" che è interessata al Livorno calcio si è manifestata alla stampa, terrorizzata però da questo modo di fare del presidente, che un giorno vende, un giorno non vende e un altro ancora dice la cifra che vorrebbe ai giornalisti. Probabilmente invece la cosa migliore sarebbe rasserenare un po' l'ambiente, piuttosto che inventarsi un "nemico" sul quale scaricare la responsabilità di ciò che non avviene. E ancora: «Tra le altre cose mi è stato riferito da alcuni giornalisti che sarei stato definito da Spinelli un "chiacchierone": se così fosse sarei costretto a dare mandato agli avvocati di valutare gli elementi di una causa per danni, visto che proprio oggi (ieri ndr) la "cordata" si è manifestata sui giornali, a dimostrazione che questi imprenditori sono interessati...».
CAOS. Due sedute sospese, eccitazione, polemiche e veleni. La società è in vendita, gli acquirenti (la cordata Berrighi) comunque vogliono aspettare il termine del campionato prima di farsi vivi. Eppoi c'è la squadra, che ha mal digerito il siluramento di Camolese e ancor meno il ritorno del tecnico Orsi: questo è il momento che attraversa il Livorno alla ricerca di tre vittorie nelle ultime tre partite, avendone vinta solo una negli ultimi sedici incontri. Una squadra che da oggi va in ritiro nel Bergamasco a preparare la gara della vita.
ORSI. In sostanza il tecnico si è presentato così: «Noi dobbiamo solo pensare alla partita di domenica a Bergamo contro l'Atalanta. E' una finale. Conta solo vincere. Dobbiamo metterci l'elmetto e mordere i talloni degli avversari, il resto non conta». Sempre che l'elmetto non serva in altre poco auspicabili situazioni visto il momento di particolare tensione. Orsi ha puntualizzato ancora: «Tre partite decisive? In realtà è una sola - dice Orsi - perchè se sbagliamo quella, non avremo altri appelli. Adesso dobbiamo solo preparare bene quella sfida». Il tecnico poi ha ringraziato Spinelli: «Non mi aspettavo che mi richiamasse - ha sottolineato - ma comunque non posso fare altro che rinnovargli la mia eterna gratitudine per avermi dato la possibilità di allenare in serie A».
MODULO. Orsi non guarda oltre il match con l'Atalanta. «Parlare del modulo? Non mi interessa perchè qualunque sarà lo schema che faremo non servirà a nulla se non conquisteremo i tre punti. In linea di massima mi piace il 4-4-2 che si applica in tantissime parti ma se utilizzo anche l'1-8-1 e vinco mi va benissimo».
IRRUZIONE. E ancora: «Cosa dirò ai giocatori? Quello che ho detto a voi. Che occorre fare i fatti, puntare alla vittoria, sapere che quella contro l'Atalanta sarà la partita chiave». Mezz'ora dopo la seconda irruzione, dopo quella del mattino. Spinelli si è fatto incontro ai tifosi: «Non hai capito che Orsi se ne deve andare? Noi non lo vogliamo e devi mandarlo via subito perché rischiamo di diventare la barzelletta dell'Italia».
VAI VIA. Pochi minuti, verso le 14,15, il gruppo, vanamente seguito da Spinelli, si è catapultato sul campo centrale del Coni e lì ha affrontato Nando Orsi, già in tuta. «Non ti vogliamo, devi lasciare subito...». E Orsi: «Sono qui per fare il mio lavoro, sono un professionista». I tifosi: «Va a guidare i camion di Spinelli». La risposta: «Perchè non mi avete contestato nella stagione scorsa quando ho fatto quattordici punti in dieci partite salvado la squadra? Io sono stato richiamato e sono qui con entusiasmo e cercherò di salvare la squadra». Spinelli ha difeso Orsi: «Non l'offendete, io lo voglio, con Camolese la squadra non giocava più, si era appiattita, non aveva determinazione e si è visto contro il Milan...».
CAPITANO. Grida anche contro i giocatori a centrocampo a sciogliere le gambe con il vice Luciano Spinosi. Il capitano Davide Balleri usciva dal gruppo: «Noi non siamo da serie C, non meritiamo queste offese...». E loro: «Non lottate, noi vogliamo gente che lotta...».
VENDE. Uno dei «Livornesi» ci chiama da una parte: «Spinelli ha detto che con Orsi ci salviamo, scrivetelo. Ha anche detto che vende a 5 milioni e che se va in B porta le chiavi al sindaco». Quindi ha aggiunto: «Cristiano e Alessandro Lucarelli, con Morrone e Passoni sono disposti a tornare anche in serie B e rifacciamo il gruppo».
CAMALLO. Caos, confusione. Spinelli, che ritrovava la gioventù da camallo, urlava: «Il sindaco mi aveva detto che mi avrebbe chiamato per farmi incontrare quelli della cordata ma i miei cellulari sono rimasti muti. Quando mi chiamerà inviterò anche voi». La risposta: «Va bene, va bene, ma lei Spinelli deve andare via, non può più restare qui. Ha rovinato l'ambiente, ci ha tolto l'entusiasmo...». Qui Tirrenia, a voi Bergamo.
Ore 14.30, Centro Coni a Tirrenia. Rabbia e contestazione al culmine, dopo una giornata di tensione. Già al mattino la prima incursione dei tifosi e il primo stop all'allenamento seguito alle minacce a Spinelli e ad alcuni giocatori (Tristan, Alvarez e Sidny, poi anche Bogdani e Tavano).
IN COMUNE. Dopo di che il gruppo dei tifosi si è recato all'Hotel Continental da Camolese, esonerato lunedì a tarda sera, che salutava la stampa. Quindi gli ultrà si sono diretti in Comune, ricevuti dall'assessore Piero Santini e dal dirigente Fabio Canaccini, perché Alessandro Cosimi si trovava a Roma. «Vogliamo sapere la verità, Spinelli ci ha detto che Cosimi...», aggiungendo qualcosa che il primo cittadino non ha gradito, tanto che potrebbe adire le vie legali nei confronti del presidente amaranto qualora ci fosse la certezza di una eventuale offesa.
IL SINDACO. Dice Cosimi: «Certe frasi mi sono state riferite anche dall'assessore Santini, mi sa proprio che dovrò dare un segno forte, perché così non va...». Poi in serata Alessandro Cosimi, tramite il suo portavoce Enzo Chioini, ha inviato anche una lunga dichiarazione dove tra l'altro di dice: «Credo non si debba cadere nella trappola del presidente di alzare un polverone intorno alla questione della proprietà, usata per non dare un giudizio su questa annata non positiva, della quale, credo, non possa dare la responsabilità a nessun altro che a se stesso e alla sua struttura. Basta poi leggere i giornali di stamani per vedere che la "cordata" che è interessata al Livorno calcio si è manifestata alla stampa, terrorizzata però da questo modo di fare del presidente, che un giorno vende, un giorno non vende e un altro ancora dice la cifra che vorrebbe ai giornalisti. Probabilmente invece la cosa migliore sarebbe rasserenare un po' l'ambiente, piuttosto che inventarsi un "nemico" sul quale scaricare la responsabilità di ciò che non avviene. E ancora: «Tra le altre cose mi è stato riferito da alcuni giornalisti che sarei stato definito da Spinelli un "chiacchierone": se così fosse sarei costretto a dare mandato agli avvocati di valutare gli elementi di una causa per danni, visto che proprio oggi (ieri ndr) la "cordata" si è manifestata sui giornali, a dimostrazione che questi imprenditori sono interessati...».
CAOS. Due sedute sospese, eccitazione, polemiche e veleni. La società è in vendita, gli acquirenti (la cordata Berrighi) comunque vogliono aspettare il termine del campionato prima di farsi vivi. Eppoi c'è la squadra, che ha mal digerito il siluramento di Camolese e ancor meno il ritorno del tecnico Orsi: questo è il momento che attraversa il Livorno alla ricerca di tre vittorie nelle ultime tre partite, avendone vinta solo una negli ultimi sedici incontri. Una squadra che da oggi va in ritiro nel Bergamasco a preparare la gara della vita.
ORSI. In sostanza il tecnico si è presentato così: «Noi dobbiamo solo pensare alla partita di domenica a Bergamo contro l'Atalanta. E' una finale. Conta solo vincere. Dobbiamo metterci l'elmetto e mordere i talloni degli avversari, il resto non conta». Sempre che l'elmetto non serva in altre poco auspicabili situazioni visto il momento di particolare tensione. Orsi ha puntualizzato ancora: «Tre partite decisive? In realtà è una sola - dice Orsi - perchè se sbagliamo quella, non avremo altri appelli. Adesso dobbiamo solo preparare bene quella sfida». Il tecnico poi ha ringraziato Spinelli: «Non mi aspettavo che mi richiamasse - ha sottolineato - ma comunque non posso fare altro che rinnovargli la mia eterna gratitudine per avermi dato la possibilità di allenare in serie A».
MODULO. Orsi non guarda oltre il match con l'Atalanta. «Parlare del modulo? Non mi interessa perchè qualunque sarà lo schema che faremo non servirà a nulla se non conquisteremo i tre punti. In linea di massima mi piace il 4-4-2 che si applica in tantissime parti ma se utilizzo anche l'1-8-1 e vinco mi va benissimo».
IRRUZIONE. E ancora: «Cosa dirò ai giocatori? Quello che ho detto a voi. Che occorre fare i fatti, puntare alla vittoria, sapere che quella contro l'Atalanta sarà la partita chiave». Mezz'ora dopo la seconda irruzione, dopo quella del mattino. Spinelli si è fatto incontro ai tifosi: «Non hai capito che Orsi se ne deve andare? Noi non lo vogliamo e devi mandarlo via subito perché rischiamo di diventare la barzelletta dell'Italia».
VAI VIA. Pochi minuti, verso le 14,15, il gruppo, vanamente seguito da Spinelli, si è catapultato sul campo centrale del Coni e lì ha affrontato Nando Orsi, già in tuta. «Non ti vogliamo, devi lasciare subito...». E Orsi: «Sono qui per fare il mio lavoro, sono un professionista». I tifosi: «Va a guidare i camion di Spinelli». La risposta: «Perchè non mi avete contestato nella stagione scorsa quando ho fatto quattordici punti in dieci partite salvado la squadra? Io sono stato richiamato e sono qui con entusiasmo e cercherò di salvare la squadra». Spinelli ha difeso Orsi: «Non l'offendete, io lo voglio, con Camolese la squadra non giocava più, si era appiattita, non aveva determinazione e si è visto contro il Milan...».
CAPITANO. Grida anche contro i giocatori a centrocampo a sciogliere le gambe con il vice Luciano Spinosi. Il capitano Davide Balleri usciva dal gruppo: «Noi non siamo da serie C, non meritiamo queste offese...». E loro: «Non lottate, noi vogliamo gente che lotta...».
VENDE. Uno dei «Livornesi» ci chiama da una parte: «Spinelli ha detto che con Orsi ci salviamo, scrivetelo. Ha anche detto che vende a 5 milioni e che se va in B porta le chiavi al sindaco». Quindi ha aggiunto: «Cristiano e Alessandro Lucarelli, con Morrone e Passoni sono disposti a tornare anche in serie B e rifacciamo il gruppo».
CAMALLO. Caos, confusione. Spinelli, che ritrovava la gioventù da camallo, urlava: «Il sindaco mi aveva detto che mi avrebbe chiamato per farmi incontrare quelli della cordata ma i miei cellulari sono rimasti muti. Quando mi chiamerà inviterò anche voi». La risposta: «Va bene, va bene, ma lei Spinelli deve andare via, non può più restare qui. Ha rovinato l'ambiente, ci ha tolto l'entusiasmo...». Qui Tirrenia, a voi Bergamo.
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