Toscana
INCIDENTI SUL LAVORO
"Sono clandestino e lavoravo nel cantiere"
◗
I soccorsi agli operai (foto Pentafoto)Parla uno degli operai feriti nel crollo del palazzo
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. L’albanese ricoverato in gravi condizioni dopo il crollo alla palazzina di via dell’Arena Alfieri, alla fine ha detto che lui era lì a lavorare e non in visita, come invece avevano dichiarato le altre persone che erano nel cantiere.
Ma questa non è la sola novità emersa: la procura ha indagato per crollo e lesioni colpose il titolare dell’impresa e proprietario dell’edificio, Stefano Maisto, anche lui rimasto gravemente ferito nell’incidente sul lavoro, e il progettista e direttore dei lavori, architetto Marcello D’Amato.
Colpo di scena in ospedale. Le novità principali riguardano Leonard Shaba, il trentenne albanese che era stato indicato come una persona che era in visita al cantiere. Invece l’uomo, una volta all’ospedale avrebbe dichiarato che al momento dell’incidente stava lavorando nella palazzina. Una dichiarazione che contraddice quanto dichiarato dagli altri operai, e che rafforza il sospetto che l’uomo, che oltretutto risulterebbe essere un clandestino, stesse lavorando al nero.
L’inchiesta. Questo è uno degli aspetti che sta affrontando l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Gianfranco petralia, e che si avvale delle indagini svolte dal servizio Asl di sicurezza sui luoghi di lavoro, che opera insieme al posto fisso di polizia dell’ospedale, e a cui si sono aggiunti anche gli ispettori della Direzione provinciale del lavoro, e dell’Inail, oltre ai vigili urbani.
L’Asl e gli altri uffici stanno esaminando sia la dinamica dell’incidente e le possibili cause, ma anche la regolarità del cantiere, e in particolare sul versante delle assunzioni. Anche i vigili urbani sono impegnati in un averifica amministrativa, ovvero quella dei doccumenti della concessione e dell’inizio lavori.
In ogni caso sembrano emergere problemi seri rispetto al modo nel quale sono stati condotti i lavori di ristrutturazione, e rilevi sarebbero stati mossi anche al piano delle opere. Oltretutto adesso c’è anche il problema del muro pericolante, che dovrà essere messo in sicurezza, probabilmente abbattendolo, per evitare che si verifichino ulteriori crolli, che potrebbero coinvolgere i cortili delle case vicine, al momento interdetti al passaggio delle persone.
I sindacati. Il drammatico incidente di via dell’Arena Alfieri è stato alcentro di una riunione tra i sindacati confederali degli edili, Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, che dopo aver espresso la propria solidarietà alle persone rimaste ferite nell’incidente sul lavoro, sottolineano l’importanza degli interventi per la sicurezza sui cantieri, A questo proposito si ricrda che nei mesi scorsi è stato sottoscritto connla Provincia il Codice etico per il settore edile, che se «venisse onorato in tutte le sue parti da amministrazioni e appaltatori, porterebbe trasparenza e selezione delle imprese, rispetto dei contratti e contrasto al lavoro irregolare e nero».
I sindacati poi puntano il dito contro la mancanza di controlli e sul fatto che i lavori edili dovrebbero essere richiesti e concessi solo «ad imprese a posto sotto tutti i punti di vista». Per questo si richiede una riunione del nucleo tecnico con associazioni datoriali ed enti appaltanti, un immediato incontro col Comune per attaure il codice etico e avere più controlli sul rilascio permessi a costruire e inizio lavori.
Ma questa non è la sola novità emersa: la procura ha indagato per crollo e lesioni colpose il titolare dell’impresa e proprietario dell’edificio, Stefano Maisto, anche lui rimasto gravemente ferito nell’incidente sul lavoro, e il progettista e direttore dei lavori, architetto Marcello D’Amato.
Colpo di scena in ospedale. Le novità principali riguardano Leonard Shaba, il trentenne albanese che era stato indicato come una persona che era in visita al cantiere. Invece l’uomo, una volta all’ospedale avrebbe dichiarato che al momento dell’incidente stava lavorando nella palazzina. Una dichiarazione che contraddice quanto dichiarato dagli altri operai, e che rafforza il sospetto che l’uomo, che oltretutto risulterebbe essere un clandestino, stesse lavorando al nero.
L’inchiesta. Questo è uno degli aspetti che sta affrontando l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Gianfranco petralia, e che si avvale delle indagini svolte dal servizio Asl di sicurezza sui luoghi di lavoro, che opera insieme al posto fisso di polizia dell’ospedale, e a cui si sono aggiunti anche gli ispettori della Direzione provinciale del lavoro, e dell’Inail, oltre ai vigili urbani.
L’Asl e gli altri uffici stanno esaminando sia la dinamica dell’incidente e le possibili cause, ma anche la regolarità del cantiere, e in particolare sul versante delle assunzioni. Anche i vigili urbani sono impegnati in un averifica amministrativa, ovvero quella dei doccumenti della concessione e dell’inizio lavori.
In ogni caso sembrano emergere problemi seri rispetto al modo nel quale sono stati condotti i lavori di ristrutturazione, e rilevi sarebbero stati mossi anche al piano delle opere. Oltretutto adesso c’è anche il problema del muro pericolante, che dovrà essere messo in sicurezza, probabilmente abbattendolo, per evitare che si verifichino ulteriori crolli, che potrebbero coinvolgere i cortili delle case vicine, al momento interdetti al passaggio delle persone.
I sindacati. Il drammatico incidente di via dell’Arena Alfieri è stato alcentro di una riunione tra i sindacati confederali degli edili, Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, che dopo aver espresso la propria solidarietà alle persone rimaste ferite nell’incidente sul lavoro, sottolineano l’importanza degli interventi per la sicurezza sui cantieri, A questo proposito si ricrda che nei mesi scorsi è stato sottoscritto connla Provincia il Codice etico per il settore edile, che se «venisse onorato in tutte le sue parti da amministrazioni e appaltatori, porterebbe trasparenza e selezione delle imprese, rispetto dei contratti e contrasto al lavoro irregolare e nero».
I sindacati poi puntano il dito contro la mancanza di controlli e sul fatto che i lavori edili dovrebbero essere richiesti e concessi solo «ad imprese a posto sotto tutti i punti di vista». Per questo si richiede una riunione del nucleo tecnico con associazioni datoriali ed enti appaltanti, un immediato incontro col Comune per attaure il codice etico e avere più controlli sul rilascio permessi a costruire e inizio lavori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
