Gioco
Spinelli fa le valigie, Cosimi corre a Genova
◗
Cellino abbraccia Spinelli e la delusione di Protti (foto Pentafoto)"Però voglio un segnale forte sulla vendita"
3 MINUTI DI LETTURA
Quante volte Aldo Spinelli ha annunciato che se ne sarebbe andato: tre, quattro, cinque o sei volte? Abbiamo perso il conto. Per la verità due mesi fa disse che sarebbe rimasto altri dieci anni. Domenica sera invece ha gettato la spugna, ferito nell'orgoglio da alcuni cori nei suoi confronti. E ieri, a freddo, ha ribadito: «Sono stati nove anni bellissimi, quattro in serie A e una qualificazione Uefa, ma quando i tifosi ti contestano è come se ti avessero esonerato in diretta. Ritengo che la mia avventura a Livorno sia finita e la decisione è irrevocabile».
Il comandante abbandona la nave, mentre l'acqua riempie le stive, e prima di salire sulla scialuppa lancia l'SoS al sindaco Alessandro Cosimi. «Il mio ultimo giorno di presidenza sarà il 30 giugno, poi ho finito. Però mi piacerebbe chiudere prima se si fa avanti qualcuno. Comunque se il sindaco tiene alla squadra si attivi, altrimenti dopo il 30 giugno sarà nominato qualcuno». Praticamente il Livorno sarà mandato avanti con un programma di minima.
Ieri Spinelli ha cercato di mettersi in contatto con Cosimi che era impegnato per le elezioni e gli ha inviato anche un dossier sugli arbitraggi; carteggio spedito anche a altre destinazioni e poi ritirato dalla circolazione. Come dire: c'è nervosismo, stress, confusione. Lo stesso Camolese è andato vicinissimo all'esonero: è restato perché non è stato trovato un tecnico che volesse farsi carico di queste cinque partite (né Oddo, né Gentile).
Otto anni belli, è vero: vediamo di non sciupare l'ultima stagione con decisioni affrettate e incoerenti. La squadra va avanti nell'incomprensibile silenzio stampa, la partenza per la Borghesiana sa più di fuga dalla città che di ritiro. Comunque Aldo Spinelli da mercoledì sarà per due giorni con la squadra che poi gioca sabato alle 18 all'Olimpico contro la Roma (e trova Totti che doveva essere espulso da Rizzoli mandato a quel paese per ben tre volte a Udine). E come si fa a voler lasciare la società e poi abbandonare il lavoro a Genova per andare in ritiro? Non a caso alcuni giocatori sono convinti che Spinelli resterà anche questa volta.
Però il presidente ha nuovamente attivato il sindaco che domani di ritorno da un impegno di lavoro a Milano (importante perché riguarda la tutela di numerosi posti di lavoro) dovrebbe fare una sosta a Genova per fare il punto con Spinelli. «Vado a parlare ma voglio che il presidente mi consegni un messaggio ben definito per l'esterno (leggasi gruppo Berrighi ndr), perché adesso c'è da far capire le reali intenzioni». Insomma, il capitolo è quasi chiuso. Cinque partite, cinque pagine. Dopodiché la gestione Spinelli passerà agli archivi. E con essa la struttura dirigenziale peraltro già abbozzata da parte di coloro che da gennaio lavorano nell'ombra (con l'aiuto di un personaggio di spicco presente col Cagliari) e che si sono resi conto di pregi, difetti e disfunzioni.
Il comandante abbandona la nave, mentre l'acqua riempie le stive, e prima di salire sulla scialuppa lancia l'SoS al sindaco Alessandro Cosimi. «Il mio ultimo giorno di presidenza sarà il 30 giugno, poi ho finito. Però mi piacerebbe chiudere prima se si fa avanti qualcuno. Comunque se il sindaco tiene alla squadra si attivi, altrimenti dopo il 30 giugno sarà nominato qualcuno». Praticamente il Livorno sarà mandato avanti con un programma di minima.
Ieri Spinelli ha cercato di mettersi in contatto con Cosimi che era impegnato per le elezioni e gli ha inviato anche un dossier sugli arbitraggi; carteggio spedito anche a altre destinazioni e poi ritirato dalla circolazione. Come dire: c'è nervosismo, stress, confusione. Lo stesso Camolese è andato vicinissimo all'esonero: è restato perché non è stato trovato un tecnico che volesse farsi carico di queste cinque partite (né Oddo, né Gentile).
Otto anni belli, è vero: vediamo di non sciupare l'ultima stagione con decisioni affrettate e incoerenti. La squadra va avanti nell'incomprensibile silenzio stampa, la partenza per la Borghesiana sa più di fuga dalla città che di ritiro. Comunque Aldo Spinelli da mercoledì sarà per due giorni con la squadra che poi gioca sabato alle 18 all'Olimpico contro la Roma (e trova Totti che doveva essere espulso da Rizzoli mandato a quel paese per ben tre volte a Udine). E come si fa a voler lasciare la società e poi abbandonare il lavoro a Genova per andare in ritiro? Non a caso alcuni giocatori sono convinti che Spinelli resterà anche questa volta.
Però il presidente ha nuovamente attivato il sindaco che domani di ritorno da un impegno di lavoro a Milano (importante perché riguarda la tutela di numerosi posti di lavoro) dovrebbe fare una sosta a Genova per fare il punto con Spinelli. «Vado a parlare ma voglio che il presidente mi consegni un messaggio ben definito per l'esterno (leggasi gruppo Berrighi ndr), perché adesso c'è da far capire le reali intenzioni». Insomma, il capitolo è quasi chiuso. Cinque partite, cinque pagine. Dopodiché la gestione Spinelli passerà agli archivi. E con essa la struttura dirigenziale peraltro già abbozzata da parte di coloro che da gennaio lavorano nell'ombra (con l'aiuto di un personaggio di spicco presente col Cagliari) e che si sono resi conto di pregi, difetti e disfunzioni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
