Gioco
Il Pd fa il pieno ma sparisce la sinistra
Alessandro Guarducci
A Senato e Camera i democratici (più Di Pietro) volano al 59%. Bene il Pdl
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LIVORNO. Perfettamente riuscito l'esperimento del Pd, crollo di dimensioni catastrofiche per le forze della sinistra, bene il Popolo delle Libertà. Questa, in sintesi, l'analisi del voto a Livorno che, da ieri sera, è una roccaforte un po' meno rossa nel panorama politico nazionale. Già, perché al mancato sfodamento al centro del Pd (com'è avvenuto in buona parte del Paese), ha corrisposto un più marcato successo ai danni degli Arcobaleno, che hanno visto dilapidare il consistente patromonio di voti conquistato appena due anni fa.
Exploit del Pd. La novità del Partito Democratico è stata accolta positivamente dai livornesi, che hanno premiato la formazione di Veltroni con uno storico 55% (per la precisione 54,86% al Senato e 54,93 alla Camera) che va al di là di qualsiasi previsione. Basti pensare che nelle vittoriose elezioni del 2006 i Ds avevano ottenuto al Senato il 35,4% e la Margherita era arrivata al 7%: in totale il 42,4% dei voti, qualcosa come 12,47% in meno rispetto al verdetto delle urne di ieri. Nel complesso al Senato il Pd ha raccolto 53.956 voti, mentre nel 2006 la somma dei voti dei Ds e della Margherita si era fermata a quota 43.131: oltre diecimila voti in più. E pensare che nel frattempo gli ex diessini hanno incassato anche la fuoriuscita dei compagni di Sinistra democratica.
Di Pietro ok. A questo punto è da aggiungere l'eccellente risultato dell'Italia dei Valori (4,03% al Senato, rispetto al 2,7% del 2006), che ha incassato ben 3.968 voti rispetto ai 2.918 di due anni fa. Facciamo quindi due calcoli e scopriamo così che la coalizione che sosteneva Veltroni al Senato ha sfiorato addirittura il sessanta per cento. Per la precisione Pd e Idv hanno raggiunto il 58,89%, circa 14 punti in più rispetto alla sommatoria dei singoli partiti nel 2006.
La sinistra scompare. Ricordiamoci di questi 14 punti in più. Perché poco più in là, e ci riferiamo alla Sinistra Arcobaleno, troviamo 15 punti percentuali, ma in meno rispetto al 2006. Un crollo che ha del clamoroso. Già, perché appena due anni fa, Rifondazione comunista aveva conquistato al Senato il record di di 17.199 voti pari al 16,2%. Un risultato storico, all'epoca. Contemporaneamente Comunisti Italiani e Verdi raggiunsero il 5,2% con 5.452. La mutazione in Sinistra Arcobaleno, con la scomparsa - tra l'altro - del simbolo della falce e martello, ha penalizzato in maniera impressionante le forze della sinistra che potevano contare anche sull'apporto di Sd: solo 6.04% al Senato, pari ad appena 5.942 voti. Peggio ancora è andata alla Camera, dove gli Arcobaleno si sono fermati al 5,5%. Che queste elezioni politiche sarebbero state un banco di prova difficile per le forze della sinistra si sapeva, ma nessuno avrebbe mai immaginato una simile débacle. Soprattutto nella rossa Livorno. E invece è successo. Al punto che, limitandosi a guardare i numeri, sembrerebbe esserci stato un travaso automatico di voti da sinistra verso il Pd. Ma serebbe troppo semplicistico e fuorviante.
L'astensione. Probabilmente è vero che il Pd abbia intercettato una buona parte dei voti che due anni fa erano andati alle forze della sinistra - è infatti evidente il mancato recupero di consensi da parte del Pd nell'area moderata, a fronte di un successo a sinistra a spese degli Arcobaleno - ma non si può fare a meno di tenere di conto del dato dell'astensionismo. A Livorno hanno infatti votato 8mila elettori in meno al Senato e poco più alla Camera: un fenomeno che con tutta probabilità ha penalizzato del forze della Sinistra.
Ripercussioni. Da oggi, dopo un'analisi più approfondita del voto, si dovrà cominciare a valutare le possibili ripercussioni che il voto delle Politiche potrebbe avere sulle amministrazioni comunali e provinciali. Il rischio è che quanto avvenuto in questa tornata elettorale possa aumentare la distanza tra centrosinistra (Pd + Idv) e Rifondazione comunista, e che qualche tensione possa nascere anche con Verdi (in Provincia), Comunisti Italiani e Sinistra Democratica. Vedremo.
Il Pdl regge bene. Nel centrodestra livornese si esulta per la vittoria alle Politiche e per il risultato locale soddisfacente. Il Pdl al Senato ha ottenuto il 25,37% dei voti: un punto e mezzo in più rispetto al 2006 quando Forza Italia aveva preso il 13,6% e An il 10,1%. Soddisfatta anche la Lega Nord che ha raddoppiato i propri consensi: dallo 0,6 di due anni fa all'1,19 di ieri. Più del Partito comunista dei lavoratori (guidato Ferrando) che si è fermato all'1,08 e più del Partito Socialista, che non è andato oltre lo 0,90% tanto per fare due esempi.
Exploit del Pd. La novità del Partito Democratico è stata accolta positivamente dai livornesi, che hanno premiato la formazione di Veltroni con uno storico 55% (per la precisione 54,86% al Senato e 54,93 alla Camera) che va al di là di qualsiasi previsione. Basti pensare che nelle vittoriose elezioni del 2006 i Ds avevano ottenuto al Senato il 35,4% e la Margherita era arrivata al 7%: in totale il 42,4% dei voti, qualcosa come 12,47% in meno rispetto al verdetto delle urne di ieri. Nel complesso al Senato il Pd ha raccolto 53.956 voti, mentre nel 2006 la somma dei voti dei Ds e della Margherita si era fermata a quota 43.131: oltre diecimila voti in più. E pensare che nel frattempo gli ex diessini hanno incassato anche la fuoriuscita dei compagni di Sinistra democratica.
Di Pietro ok. A questo punto è da aggiungere l'eccellente risultato dell'Italia dei Valori (4,03% al Senato, rispetto al 2,7% del 2006), che ha incassato ben 3.968 voti rispetto ai 2.918 di due anni fa. Facciamo quindi due calcoli e scopriamo così che la coalizione che sosteneva Veltroni al Senato ha sfiorato addirittura il sessanta per cento. Per la precisione Pd e Idv hanno raggiunto il 58,89%, circa 14 punti in più rispetto alla sommatoria dei singoli partiti nel 2006.
La sinistra scompare. Ricordiamoci di questi 14 punti in più. Perché poco più in là, e ci riferiamo alla Sinistra Arcobaleno, troviamo 15 punti percentuali, ma in meno rispetto al 2006. Un crollo che ha del clamoroso. Già, perché appena due anni fa, Rifondazione comunista aveva conquistato al Senato il record di di 17.199 voti pari al 16,2%. Un risultato storico, all'epoca. Contemporaneamente Comunisti Italiani e Verdi raggiunsero il 5,2% con 5.452. La mutazione in Sinistra Arcobaleno, con la scomparsa - tra l'altro - del simbolo della falce e martello, ha penalizzato in maniera impressionante le forze della sinistra che potevano contare anche sull'apporto di Sd: solo 6.04% al Senato, pari ad appena 5.942 voti. Peggio ancora è andata alla Camera, dove gli Arcobaleno si sono fermati al 5,5%. Che queste elezioni politiche sarebbero state un banco di prova difficile per le forze della sinistra si sapeva, ma nessuno avrebbe mai immaginato una simile débacle. Soprattutto nella rossa Livorno. E invece è successo. Al punto che, limitandosi a guardare i numeri, sembrerebbe esserci stato un travaso automatico di voti da sinistra verso il Pd. Ma serebbe troppo semplicistico e fuorviante.
L'astensione. Probabilmente è vero che il Pd abbia intercettato una buona parte dei voti che due anni fa erano andati alle forze della sinistra - è infatti evidente il mancato recupero di consensi da parte del Pd nell'area moderata, a fronte di un successo a sinistra a spese degli Arcobaleno - ma non si può fare a meno di tenere di conto del dato dell'astensionismo. A Livorno hanno infatti votato 8mila elettori in meno al Senato e poco più alla Camera: un fenomeno che con tutta probabilità ha penalizzato del forze della Sinistra.
Ripercussioni. Da oggi, dopo un'analisi più approfondita del voto, si dovrà cominciare a valutare le possibili ripercussioni che il voto delle Politiche potrebbe avere sulle amministrazioni comunali e provinciali. Il rischio è che quanto avvenuto in questa tornata elettorale possa aumentare la distanza tra centrosinistra (Pd + Idv) e Rifondazione comunista, e che qualche tensione possa nascere anche con Verdi (in Provincia), Comunisti Italiani e Sinistra Democratica. Vedremo.
Il Pdl regge bene. Nel centrodestra livornese si esulta per la vittoria alle Politiche e per il risultato locale soddisfacente. Il Pdl al Senato ha ottenuto il 25,37% dei voti: un punto e mezzo in più rispetto al 2006 quando Forza Italia aveva preso il 13,6% e An il 10,1%. Soddisfatta anche la Lega Nord che ha raddoppiato i propri consensi: dallo 0,6 di due anni fa all'1,19 di ieri. Più del Partito comunista dei lavoratori (guidato Ferrando) che si è fermato all'1,08 e più del Partito Socialista, che non è andato oltre lo 0,90% tanto per fare due esempi.
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