Gioco
Oggi in Collinaia i funerali di Vito Inghilleri
Dissequestrato il corpo ieri mattina, cerimonia organizzata in poche ore
LIVORNO. E’ arrivato il giorno del funerale di Vito Inghilleri. Oggi i familiari e gli amici potranno salutarlo per l’ultima volta: la cerimonia religiosa si svolgerà alle 15,30, nella chiesa di Nostra Signora di Lourdes, in Collinaia. La salma è stata dissequestrata ieri mattina da Carmen Santoro, il sostituto procuratore che dirige l’indagine della Procura della Repubblica. I familiari, e l’impresa alla quale si sono affidati, hanno organizzato la cerimonia funebre a tempo di record. Ieri pomeriggio il corpo di Vito Inghilleri era ancora a Pisa, all’Istituto di medicina legale, dove si è svolta l’autopsia fino alla tarda serata di venerdì. Nel giro di poche ore, la salma è stata trasferita a Livorno, dove è stata esposta non all’obitorio comunale dei Lupi, come sembrava previsto in un primo momento, ma alla camera mortuaria dell’ospedale per tutto il pomeriggio: dalla Procura, infatti, è giunta l’autorizzazione anche per questo. I familiari di Inghilleri hanno ricevuto la visita degli amici più stretti: per loro, immersi nel dolore dalla terribile sera nella quale si è consumato l’omicidio in via dell’Uliveta, questi due giorni sono quelli caratterizzati dalla necessità di accogliere tutti coloro, e sono molti, che hanno conosciuto Vito per motivi di lavoro o per chissà quali altre ragioni, ma anche dalla voglia di rimanere soli per poter salutare il proprio caro nel modo che ritengono più adeguato.
Poi, nelle settimane che verranno, ci sarà anche il tempo per affrontare la battaglia processuale: i familiari di Vito Inghilleri, che si sono costituiti naturalmente parte offesa in questo procedimento, hanno affidato la loro tutela agli avvocati Anna Francini (dello studio Padovani) e Saverio Mannini. Fino a questo momento non hanno avuto reazioni ufficiali davanti ai fatti che stavano accadendo. Non hanno risposto alle affermazioni di Salvatore Inghilleri, l’omicida, che al momento è ufficialmente indagato per omicidio volontario premeditato aggravato dal vincolo di parentela della vittima. Durante l’udienza di convalida del fermo, nella quale la giudice Sandra Lombardi ha disposto la custodia cautelare in carcere accogliendo la richiesta della Procura, Salvatore ha nuovamente detto che vorrebbe morire. E che se ha fatto quello che ha fatto, è perché si è sentito ingannato e tradito dal fratello per le ormai note questioni legate all’eredità. Parole che, ovviamente, non trovano d’accordo i familiari della vittima. Forse nei prossimi giorni, una volta terminati i funerali, anche loro parleranno.
Al momento, restano alcuni fatti incontestabili: prima di tutto l’accordo firmato davanti al giudice il 22 gennaio scorso, che metteva fine al contenzioso con reciproca soddisfazione da parte di tutti, come ha ricordato anche l’avvocato Marco Vitalizi, che assiste l’omicida. E poi, i due colpi di doppietta con i quali l’omicida ha messo fine alla vita del fratello Vito. Il resto è una serie di ipotesi, di «forse» che ancora non hanno conferme. Forse quell’accordo non ha mai soddisfatto fino in fondo Salvatore. Forse l’ha firmato e, dal giorno dopo, ha pensato di aver subito un’ingiustizia insopportabile. Forse a influire sulla sua decisione di imbracciare il fucile sono le sue condizioni psiciche, a dir poco instabili. Tutti interrogativi ai quali gli investigatori stanno cercando di dare risposta ascoltando persone e spulciando nei documenti sequestrati.
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