Gioco
Incarico senza gara all’azienda con i parenti
Luciano De Majo
Un dirigente rassegna le dimissioni, trasferita all'archivio una funzionaria
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LIVORNO. C’è qualcosa che non convince nella gestione dei progetti Interreg da parte della Provincia. L’attacco sferrato dall’opposizione di centrodestra (ma del caso si è occupato anche il capogruppo del Pdci) riguarda l’affidamento senza gara dell’incarico dell’assistenza tecnica per questi progetti, che toccano Toscana, Sardegna e Corsica, a una società livornese nata appena otto giorni prima di ottenere la commessa e registrata in Camera di commercio il giorno stesso nel quale il dirigente della Provincia Gino Fantozzi ha firmato il provvedimento che assegnava l’incarico. Lui, il dirigente, ha già consegnato al presidente della Provincia la lettera di dimissioni. Lascerà palazzo Granducale, scegliendo la pensione o il ritorno alla Regione, dei cui ranghi fa ancora parte. Il direttore generale della Provincia, invece, ha trasferito dal settore programmazione economica all’ufficio archivio e protocollo la funzionaria Danila Vannucci, un atto del quale, in qualche modo, lo stesso presidente della Provincia Giorgio Kutufà rivendica la paternità. «Il punto - afferma - è che di questa storia non conoscevo assolutamente niente. Almeno, non conoscevo i particolari.
E questo credo valga per tutti gli amministratori». Domani tornerà a riunirsi su questo tema la commissione garanzia e controllo del Consiglio provinciale, alla quale il presidente ha già partecipato nella sua ultima seduta. Ciò che l’opposizione contesta è l’affidamento dell’incarico alla società Css, nella quale lavorano peraltro anche alcuni parenti dei funzionari in questione, senza gara d’appalto. Prima dell’entrata in scena della Css, questo compito era svolto dall’Isri, l’Istituto di studi per le relazioni industriali di Roma, che a fine 2005 lasciò l’incarico. A quel punto, Fantozzi e Vannucci scrissero alla giunta un rapporto nel quale, confermando la strategicità dei progetti Interreg, consigliarono l’amministrazione di proseguire in questo settore. La giunta prese atto di questo rapporto il 28 dicembre del 2005 con una decisione ufficiale. E il 13 gennaio 2006 lo stesso Fantozzi scrisse il provvedimento d’incarico alla Css, che venne costituita dai collaboratori livornesi dell’Isri, definendolo «applicazione della decisione di giunta» di sedici giorni prima. «Ma leggendo il rapporto che era stato inviato alla giunta - puntualizza Kutufà - non si poteva certo capire che ci sarebbe stato un cambio di società con tutto quello che ne conseguiva».
E questo credo valga per tutti gli amministratori». Domani tornerà a riunirsi su questo tema la commissione garanzia e controllo del Consiglio provinciale, alla quale il presidente ha già partecipato nella sua ultima seduta. Ciò che l’opposizione contesta è l’affidamento dell’incarico alla società Css, nella quale lavorano peraltro anche alcuni parenti dei funzionari in questione, senza gara d’appalto. Prima dell’entrata in scena della Css, questo compito era svolto dall’Isri, l’Istituto di studi per le relazioni industriali di Roma, che a fine 2005 lasciò l’incarico. A quel punto, Fantozzi e Vannucci scrissero alla giunta un rapporto nel quale, confermando la strategicità dei progetti Interreg, consigliarono l’amministrazione di proseguire in questo settore. La giunta prese atto di questo rapporto il 28 dicembre del 2005 con una decisione ufficiale. E il 13 gennaio 2006 lo stesso Fantozzi scrisse il provvedimento d’incarico alla Css, che venne costituita dai collaboratori livornesi dell’Isri, definendolo «applicazione della decisione di giunta» di sedici giorni prima. «Ma leggendo il rapporto che era stato inviato alla giunta - puntualizza Kutufà - non si poteva certo capire che ci sarebbe stato un cambio di società con tutto quello che ne conseguiva».
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