Il Tirreno

Livorno

Guerra aperta a chi sporca la città

Cristiana Grasso
Guerra aperta a chi sporca la città

Dalla cicca al frigorifero, una task-force per il decoro urbano

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LIVORNO. In una mano la 24 ore firmata, nell'altra un fazzolettino di carta appallottolato gettato con noncuranza e nessun senso di colpa per terra, in via Grande. Piumino altrettanto firmato per la signora che la sigaretta la spegne sul marciapiede, professione importante ma senso civico zero per il signore attempato che il vecchio televisore lo sistema di soppiatto dietro un cassonetto e il motorino vecchio del figlio lo lascia in una stradina della Rosa. Quelli che sporcano Livorno, il centro in modo particolare, la zona più maltrattata.
 Tanti, e non è sempre solo questione di marginalità, di punkabbestia, di siringhe. «Piuttosto è una questione di scarsa abitudine a sentirsi responsabili della cosa pubblica, pensando che alla fine il Comune, l'Aamps o chi per loro risolveranno tutti i problemi, è non è certo la nostra cicca a fare la differenza. Una mentalità che deve cambiare perché senza la partecipazione dei cittadini noi non possiamo farcela a tenere la città pulita».

 Lo dice il sindaco Alessandro Cosimi e gli fa eco il presidente dell'Aamps Filippo Di Rocca. Che snocciola tutti gli interventi che l'azienda mette in campo per fronteggiare il caos rifiuti pur riconoscendo, insieme al sindaco, «un certo salto di qualità nell'atteggiamento della gente che sta cominciando a capire che se sporchi una strada, una spiaggia, sporchi anche casa tua. E che pulire costa soldi pubblici».

Sporcare costa. Costa, e tanto. Lo raccontano appunto Cosimi, Di Rocca, Sonia Filippi dirigente dell'Ufficio Ambiente del Comune, Fabio Ferroni responsabile del progetto Città Pulita e Sicura del Comune, due rappresentanti della Polizia Munucipale, Massimo Susini e Aldo Baldeschi. Tutti insieme a presentare la campagna 2008 per il decoro urbano, una raffica di iniziative per cercare di combattere piccole e grandi infrazioni, piccoli e grandi rifiuti. Con le buone, ossia numeri verdi per facilitare lo smaltimento dei rifiuti pesanti, agevolazioni economiche per i più "virtuosi", tanta prevenzione e tanta educazione. Ma anche con le cattive. Ossia multe, e sono multe anche consistenti, a chi getta il frigo per strada, sparge volantini sui tergicristallo delle auto, affigge manifesti abusivi, non raccatta la cacca del cane, e insomma tratta la città come la sua pattumiera personale.

Insomma, un bell'investimento di denaro ed energia nella speranza di convincere la gente a comportarsi con senso civico, arrivare a spendere meno per far pulizia, risparmiare e poter quindi ridurre l'odiatissima Tia, ossia l'imposta per la "spazzatura".
Costi, ambientali e soprattutto economici. L'Aamps li mette sul tavolo, come dire che se Livorno spesso è "poco decorosa" non bisogna dare la colpa a loro e ai loro dipendenti, «e tra le novità abbiamo anche dei sistemi elettronici che ci permettono di vedere se i cestini sono stati svuotati regolarmente, se i camion sono passati veramente dai cassonetti del loro itinerario, insomma vogliamo avere risposte precise per i cittadini che a volte si lamentano del servizio». Servizio che comunque appunto costa assai. Per fornire qualche cifra, Aamps realizza per conto del Comune 25mila interventi l'anno per eliminare i rifiuti abusivi e ingombranti lasciati in prossimità delle isole ecologiche (o micro-discariche) per un costo per la comunità che si aggira intorno ai 600 mila.

Le zone dell'emergenza. In aggiunta a questa cifra, compresa nel contratto di servizio, l'amministrazione comunale ha dovuto spendere come "extra" nel corso del 2007, ben 55 mila euro per dare risposta ad altre emergenze ambientali (rimozione rifiuti abbandonati in via di Tramontana, area parco Pertini-ex Pirelli, Vallin Buio, via dei Pazzi). Sono già impegnati per lavori da effettuarsi da qui alla fine del 2007, sempre per smantellare le discariche abusive, ben 25 mila euro per via degli Arrotini, via dei Materassai, via della Padula. Già impegnati inoltre per il 2008 interventi su Montenero, Castellaccio, via di Quercianella, via del Levante, per circa 30 mila euro. «Cifre enormi - ribadiscono Comune e Aamps -, che potrebbero essere impiegate in altri servizi, se i cittadini non abbandonassero i rifiuti ingombranti, ma li portassero nei luoghi deputati». E poi oltre al danno economico e di immagine, l'abbandono di rifiuti specie se ingombranti o tossici (tipo eternit) rappresenta un consistente danno ambientale.

 La task force. E allora ecco al lavoro pure una task force, composta da due agenti della Polizia Municdipale, un accertatore per i tributi, un operatori dell'Ufficio Ambiente, un addetto al servizio di defissione e un operatore ecologico, che sarà operativa per tutto il 2008 con cadenza mensile, con il compito di perlustrare le zone più investite dal fenomeno e procedere alla rimozione. Saranno anche elevate sanzioni, a chi continua ad attaccare manifestini abusivi così come prevede la legge.

Numero Verde. «Ma la repressione è l'ultima tappa del nostro percoro, per prima cosa vogliamo prevenire ede ducare» spiega il sindaco. E allora ecco il potenziamento del numero verde per il decoro urbano" (800031266). «Rispondono operatori competenti - spiega Di Rocca - nostri dipendenti e non impiegati di un call center esterno. Chi deve eliminare oggetti ingombranti verrà aiutato, abbiamo anche l'intenzione di stipulare una sorta di convenzione con la ditta che risulterà più conveniente, così da calmierare i prezzi. È chiaro che smaltire costa, in futuro, con le nuove leggi, sarà tutto più semplice, nel prezzo di un elettrodomestico è compreso anche lo smaltimento. Per ora cerchiamo di fare il possibile per aiutare i cittadini. E intanto lavoriamo nelle suole, perché sono i bambini e i ragazzi i nostri maggiori potenziali alleati».

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