Gioco
Beve detersivo, in coma titolare di una baracchina
Pierpaolo Poggianti
E' Christian Mauri, 36 anni. I medici hanno dovuto asportargli lo stomaco
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Sono bastate poche gocce di detersivo per lavastoviglie, ingerite per errore, a ridurrre in fin di vita Christian Mauri, 36 anni, il gestore della nota baracchina sul viale Italia. Ha bevuto da un bicchiere di plastica un liquido incolore e inodore che ha scambiato per acqua, ma una volta arrivato alla gola ha cominciato i suoi effetti devastanti. All'uomo, adesso in coma farmacologico, è stato immediatamenbte asportato tutto lo stomaco.
«È accaduto tutto in pochi attimi» racconta una delle dipendenti che stava lavorando con lui nel retro del locale. Non erano ancora le 14 quando Christian ha bevuto pochi sorsi da un bicchiere lasciato sul lavandino e, subito, ha cominciato a urlare. «All'inizio pensavamo a uno scherzo - racconta ancora sotto choc la ragazza - e conoscendolo, ci poteva stare. Poi ci siamo resi subito conto che la situazione era grave».
L'uomo ha sputato immediatamente il liquido che aveva in bocca ed è corso subito al lavandino. «Ha provato a buttare acqua a fiumi nella gola che si sentiva bruciare - ricordano - ma oramai ne aveva già inghiottita una quantità che, seppur minima, ci hanno spiegato, era già passata per l'esofago arrivando fino allo stomaco».
Liquido micidiale. Il problema, inizialmente, sembrava riguardare solo lo bocca. La sua lingua, infatti, è diventata subito rossa. Ha cominciato a sanguinare, vomitare, ma presto sono cominciati forti dolori anche in tutto il corpo. «Abbiamo chiamato immediatamente il 118 - dice la dipendente - e dobbiamo dire che in pochi minuti è arrivata l'ambulanza della Misericordia. Christian è rimasto sempre cosciente, ma l'atteggiamento del medico ci ha fatto subito capire che la situazione era preoccupante».
Come da prassi, infatti, il personale medico ha voluto subito vedere la confezione del liquido comprendendo la gravità del rischio. Sull'etichetta, infatti, campeggiava il poco rassicurante simbolo arancione del teschio a indicare l'estremo pericolo di un uso improprio. «Quel liquido è micidiale - racconta un'altra commessa - la scorsa settimana una goccia mi era finita sul palmo della mano, mentre caricavo la lavastoviglie. In pochi attimi la pelle si è ustionata lasciando un segno bianco ancora evidente».
Asportato lo stomaco. Christian, adesso, lotta tra la vita e la morte in ospedale. Ieri pomeriggio i medici hanno dovuto operarlo asportando, per intero lo stomaco. Un intervento estremamente invasivo, che viene fatto nei casi di tumori diffusi all'apparato digerente, ma che non pregiudica, comunque, le possibilità di vivere. Il tentativo di fare una lavanda gastrica, come da prassi in questi casi, era subito fallito. Il gonfiore che si era creato in tutta la gola non permetteva, infatti, di intubare l'uomo e svuotare, in maniera indotta, lo stomaco. Così, peggiorando la situazione, il medico ha preferito intervenire chirurgicamente. L'uomo non è più stato svegliato, ed è, attualmente, tenuto in condizione di coma farmacologico, una scelta necessaria anche per sottrarlo ai dolori ai quali, altrimenti, sarebbe sottoposto. Decisive saranno le prossime ore. Il decorso dipenderà molto dalla sua capacità di reazione e anche da una valutazione più approfondita dei danni subiti, in particolare, dall'esofago.
Fatalità o colpa? È tutto da capire il motivo per il quale in un bicchiere di plastica si trovassero anche poche gocce di quel pericoloso detersivo. Nessuno ricorda con esattezza chi lo abbia messo in quel contenitore e soprattutto chi lo abbia lasciato alla portata di tutti. L'ipotesi più probabile, dalle ricostruzioni fatte fino ad ora, è che nel turno di pulizie della sera precedente sia stato usato per versarlo con più facilità, visti appunto anche i precedenti, nello spazio all'interno della lavastavoglie.
Il liquido è trasparante, insapore e completamente inodore, quindi, se lasciato in un bicchiere, può essere facilmente confuso con della semplice acqua. Sarà necessario far chiarezza, quindi, per capire se esiste una qualche responsabilità per l'incidente o si sia trattata di una tragica e comunque inevitabile fatalità.
«È accaduto tutto in pochi attimi» racconta una delle dipendenti che stava lavorando con lui nel retro del locale. Non erano ancora le 14 quando Christian ha bevuto pochi sorsi da un bicchiere lasciato sul lavandino e, subito, ha cominciato a urlare. «All'inizio pensavamo a uno scherzo - racconta ancora sotto choc la ragazza - e conoscendolo, ci poteva stare. Poi ci siamo resi subito conto che la situazione era grave».
L'uomo ha sputato immediatamente il liquido che aveva in bocca ed è corso subito al lavandino. «Ha provato a buttare acqua a fiumi nella gola che si sentiva bruciare - ricordano - ma oramai ne aveva già inghiottita una quantità che, seppur minima, ci hanno spiegato, era già passata per l'esofago arrivando fino allo stomaco».
Liquido micidiale. Il problema, inizialmente, sembrava riguardare solo lo bocca. La sua lingua, infatti, è diventata subito rossa. Ha cominciato a sanguinare, vomitare, ma presto sono cominciati forti dolori anche in tutto il corpo. «Abbiamo chiamato immediatamente il 118 - dice la dipendente - e dobbiamo dire che in pochi minuti è arrivata l'ambulanza della Misericordia. Christian è rimasto sempre cosciente, ma l'atteggiamento del medico ci ha fatto subito capire che la situazione era preoccupante».
Come da prassi, infatti, il personale medico ha voluto subito vedere la confezione del liquido comprendendo la gravità del rischio. Sull'etichetta, infatti, campeggiava il poco rassicurante simbolo arancione del teschio a indicare l'estremo pericolo di un uso improprio. «Quel liquido è micidiale - racconta un'altra commessa - la scorsa settimana una goccia mi era finita sul palmo della mano, mentre caricavo la lavastoviglie. In pochi attimi la pelle si è ustionata lasciando un segno bianco ancora evidente».
Asportato lo stomaco. Christian, adesso, lotta tra la vita e la morte in ospedale. Ieri pomeriggio i medici hanno dovuto operarlo asportando, per intero lo stomaco. Un intervento estremamente invasivo, che viene fatto nei casi di tumori diffusi all'apparato digerente, ma che non pregiudica, comunque, le possibilità di vivere. Il tentativo di fare una lavanda gastrica, come da prassi in questi casi, era subito fallito. Il gonfiore che si era creato in tutta la gola non permetteva, infatti, di intubare l'uomo e svuotare, in maniera indotta, lo stomaco. Così, peggiorando la situazione, il medico ha preferito intervenire chirurgicamente. L'uomo non è più stato svegliato, ed è, attualmente, tenuto in condizione di coma farmacologico, una scelta necessaria anche per sottrarlo ai dolori ai quali, altrimenti, sarebbe sottoposto. Decisive saranno le prossime ore. Il decorso dipenderà molto dalla sua capacità di reazione e anche da una valutazione più approfondita dei danni subiti, in particolare, dall'esofago.
Fatalità o colpa? È tutto da capire il motivo per il quale in un bicchiere di plastica si trovassero anche poche gocce di quel pericoloso detersivo. Nessuno ricorda con esattezza chi lo abbia messo in quel contenitore e soprattutto chi lo abbia lasciato alla portata di tutti. L'ipotesi più probabile, dalle ricostruzioni fatte fino ad ora, è che nel turno di pulizie della sera precedente sia stato usato per versarlo con più facilità, visti appunto anche i precedenti, nello spazio all'interno della lavastavoglie.
Il liquido è trasparante, insapore e completamente inodore, quindi, se lasciato in un bicchiere, può essere facilmente confuso con della semplice acqua. Sarà necessario far chiarezza, quindi, per capire se esiste una qualche responsabilità per l'incidente o si sia trattata di una tragica e comunque inevitabile fatalità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
