Gioco
Disabili, troppi permessi-auto e pochi controlli
Pierpaolo Poggianti
Ce ne sono in giro 2.600, li usa tutta la famiglia e nessuno li restituisce
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LIVORNO. Sono 2.600 i permessi auto per disabili rilasciati in città. Troppi? Forse. Usati male? Sicuramente. Il tagliando rosso pensato per salvaguardare il diritto a muoversi delle persone con difficoltà varie, sembra essersi trasformato in un lasciapassare universale. I vigili urbani sembra che nulla possano contro le auto che espongono il cartoncino rosso. A loro il Codice della Strada concede di parcheggiare in divieto di sosta, entrare nelle zone a traffico limitato e non pagare sulle strisce blu. Non rileva che a bordo ci sia effettivamente la persona titolare del permesso o, invece, il suo giovane nipote che lo utilizza sul Suv lasciato sul marciapiede.
Una crescita esponenziale. La questione è stata riproposta all'attenzione da una interpellanza fatta del consigliere comunale Salvatore Capuozzo (Udc) nella quale si chiedono spiegazioni sulla "abbondante" presenza dei pass per le auto. La crescita incontrollata dei tagliandi è confermata anche dall'Ufficio Permessi del Comune. «Negli ultimi anni - ammettono - il numero dei permessi è lievitato. Questo, però, non vuol dire necessariamente che sia più facile ottenerne uno, anzi. Le norme sono sempre più ferree».
Il ruolo delle associazioni. Due sono i motivi che apparentemente stanno portando a questo risultato. Da una parte una maggiore consapevolezza dei propri diritti legata anche allo sviluppo delle associazioni dei disabili. L'opera di questi gruppi permette di far conoscere, in modo più capillare, le possibilità messe a disposizione dagli enti pubblici e così più persone fanno domanda.
Dall'altra parte l'innalzamento dell'età media della popolazione porta un numero maggiore di persone a trovarsi nella condizione di poter chiedere, legittimamente, il rilascio del tagliando.
Poche restituzioni. «Uno dei problemi principali - dicono dall'Ufficio Permessi - è imporre la restituzione del pass nel caso in cui il titolare non ne abbia più diritto o, ad esempio, muoia. In quel caso capita spesso che i parenti si "dimentichino" di restituirlo e continuino a utilizzarlo per anni. Proprio per risolvere questo problema stiamo lavorando, in questi giorni, ad incrociare i dati con quelli dell'anagrafe. Sono già emersi alcuni utilizzatori illegittimi che dovranno al più presto riportarci il loro cartoncino la cui durata massima, comunque, è fissata in cinque anni».
Si parcheggia ovunque. Il tagliando comporta una serie di possibilità pensate giustamente per agevolare gli spostamenti delle persone con difficoltà motorie o comunque diversamente abili. Tra queste, oltre al parcheggio nelle aree riservate e delimitate da strisce gialle, anche il passaggio nelle zone a traffico limitato, l'utilizzo delle corsie preferenziali, la possibilità di sostare nelle aree con disco orario senza limiti di tempo, nelle strisce blu senza pagare se il posto "giallo" è occupato, il parcheggio nei tratti con divieto di sosta semplice ovvero quelli senza rimozione forzata o senza divieto anche di fermata. Provvedimenti giusti e necessari se il permesso è usato dal disabile o da un familiare che lo sta aiutando.
Difficile punire. Ma c'è un grosso problema nella guerra ai furbetti del tagliando, che sta nella difficoltà a punire gli abusi. La legge prevede, infatti, che il suo utilizzo sia genericamente rivolto "a servizio delle persone disabili". Questo vuol dir che anche chi fermato, ad esempio, in una Ztl senza il titolare dell'autorizzazione a bordo, non corre nessun pericolo. Potrà semplicemente dichiarare di aver appena portato o di star andando a prendere la persona con difficoltà motorie.
Una crescita esponenziale. La questione è stata riproposta all'attenzione da una interpellanza fatta del consigliere comunale Salvatore Capuozzo (Udc) nella quale si chiedono spiegazioni sulla "abbondante" presenza dei pass per le auto. La crescita incontrollata dei tagliandi è confermata anche dall'Ufficio Permessi del Comune. «Negli ultimi anni - ammettono - il numero dei permessi è lievitato. Questo, però, non vuol dire necessariamente che sia più facile ottenerne uno, anzi. Le norme sono sempre più ferree».
Il ruolo delle associazioni. Due sono i motivi che apparentemente stanno portando a questo risultato. Da una parte una maggiore consapevolezza dei propri diritti legata anche allo sviluppo delle associazioni dei disabili. L'opera di questi gruppi permette di far conoscere, in modo più capillare, le possibilità messe a disposizione dagli enti pubblici e così più persone fanno domanda.
Dall'altra parte l'innalzamento dell'età media della popolazione porta un numero maggiore di persone a trovarsi nella condizione di poter chiedere, legittimamente, il rilascio del tagliando.
Poche restituzioni. «Uno dei problemi principali - dicono dall'Ufficio Permessi - è imporre la restituzione del pass nel caso in cui il titolare non ne abbia più diritto o, ad esempio, muoia. In quel caso capita spesso che i parenti si "dimentichino" di restituirlo e continuino a utilizzarlo per anni. Proprio per risolvere questo problema stiamo lavorando, in questi giorni, ad incrociare i dati con quelli dell'anagrafe. Sono già emersi alcuni utilizzatori illegittimi che dovranno al più presto riportarci il loro cartoncino la cui durata massima, comunque, è fissata in cinque anni».
Si parcheggia ovunque. Il tagliando comporta una serie di possibilità pensate giustamente per agevolare gli spostamenti delle persone con difficoltà motorie o comunque diversamente abili. Tra queste, oltre al parcheggio nelle aree riservate e delimitate da strisce gialle, anche il passaggio nelle zone a traffico limitato, l'utilizzo delle corsie preferenziali, la possibilità di sostare nelle aree con disco orario senza limiti di tempo, nelle strisce blu senza pagare se il posto "giallo" è occupato, il parcheggio nei tratti con divieto di sosta semplice ovvero quelli senza rimozione forzata o senza divieto anche di fermata. Provvedimenti giusti e necessari se il permesso è usato dal disabile o da un familiare che lo sta aiutando.
Difficile punire. Ma c'è un grosso problema nella guerra ai furbetti del tagliando, che sta nella difficoltà a punire gli abusi. La legge prevede, infatti, che il suo utilizzo sia genericamente rivolto "a servizio delle persone disabili". Questo vuol dir che anche chi fermato, ad esempio, in una Ztl senza il titolare dell'autorizzazione a bordo, non corre nessun pericolo. Potrà semplicemente dichiarare di aver appena portato o di star andando a prendere la persona con difficoltà motorie.
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