Il Tirreno

Livorno

Divise da parà in vendita, inchiesta a Livorno

Divise da parà in vendita, inchiesta a Livorno

Sequestrato magazzino indagato un negoziante

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LIVORNO. Divise originali da parà dell’Esercito Italiano abusivamente in vendita. E un grande capannone-magazzino, all’interno della caserma Pisacane della Folgore, in via Marconi a Livorno, messo sotto sequestro dai carabinieri. Un’inchiesta, coordinata dalla Procura militare di La Spezia (ma con risvolti anche civili) e condotta dai militari livornesi, che ha lo scopo di chiarire l’origine di una serie di divise da paracadutista trovate all’interno di un punto vendita all’Ardenza. Con un commerciante indagato, e indagini in corso sulla posizione di alcuni militari della Folgore. Da dove vengono quelle divise da paracadutisti dell’Esercito esposte per la vendita nel negozio di articoli militari? È questo l’interrogativo che si sono posti gli investigatori che stanno seguendo il caso.

Per accertare la provenienza e soprattutto per capire se i militari della Folgore siano o no implicati nella vicenda, un intero magazzino di centinaia di metri quadri, all’interno della caserma Gamerra di Livorno, è stato sigillato nei giorni scorsi dai carabinieri. Un sequestro scattato per verificare a quale carico appartiene il materiale custodito all’interno del capannone, e in particolare per inventariare le divise. Il controllo ha lo scopo di accertare se la partita a cui appartengono le divise coincida con quella degli articoli che erano esposti nel negozio. I carabinieri sono quindi al lavoro per capire se ci sia un collegamento tra il materiale contenuto nel capannone alla Pisacane e quello presente all’interno del negozio. Ogni articolo militare, infatti, ha una “matricola” che individua il lotto di appartenenza.

L’inchiesta è partita lo scorso anno: nell’aprile 2006 sono state sequestrate dai carabinieri una trentina di divise da lancio da paracadutista all’interno del negozio “Para center”. Una vendita non consentita, trattandosi di materiale timbrato dall’Esercito Italiano, con tanto di matricola, e come tale non vendibile. Dopo il sequestro, il titolare del negozio è stato indagato dalla Procura militare per alienazione di effetti di vestiario di equipaggiamento militare e dalla procura civile per ricettazione, avendo acquistato materiale di illecita origine. Procedimenti tuttora in corso. In base a quanto emerso, il commerciante avrebbe rivenduto le divise a circa 140-150 euro. L’uomo è stato quindi interrogato dagli investigatori e l’indagine è andata avanti in questi mesi per capire la provenienza di quelle divise. Finché l’altro giorno sono scattati i sigilli al capannone della Pisacane. L’indagine quindi ruota intorno ai magazzinieri militari, sia del territorio livornese, sia di altre parti d’Italia, che potrebbero aver fornito il materiale.

Secondo indiscrezioni, le indagini degli inquirenti si sarebbero focalizzate su un militare della caserma Vannucci, ma resta ancora tutto aperto, i fatti da chiarire. Il cerchio si sarebbe dunque ristretto, ma non ancora chiuso. Ad oggi nessun militare della Folgore risulta comunque indagato. Le indagini sono tuttora in corso. Il lancio resta in sospeso. «Il mio assistito, Marco Barzotti, ha solo commesso l’errore di aver acquistato in maniera incauta delle divise dell’Esercito Italiano che gli sono state proposte da un rivenditore. Era in buona fede». Così l’avvocato Paolo Bassano difende il suo cliente, titolare del Para Center a Livorno.

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