Sicurezza
Finalmente la fumata bianca: è Giusti
Pierpaolo Poggianti
Alla guida della diocesi arriva un prete-architetto pisano di 52 anni
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LIVORNO. Si chiama Simone Giusti, ha 52 anni e viene da Cascine di Buti, in provincia di Pisa, il nuovo vescovo della chiesa livornese. A darne l’annuncio, anticipato ieri dal nostro giornale, è stato l’amministratore diocesano, Paolo Razzauti, che davanti a tutto il clero e ai rappresentanti degli uffici diocesani chiamati a raccolta, ha letto l’atto di nomina firmato dal pontefice Benedetto XVI. Il suo nome era circolato solamente negli ultimi giorni scalzando tutte quelle candidature che, fino a poco tempo prima, sembravano a un passo dal traguardo. La nomina, per la verità, ha sorpreso chi si aspettava nomi più quotati, ma forse, proprio per questo, destinati a diocesi più grandi. «Conosco il nuovo vescovo da oltre trenta anni - ammette l’amministratore diocesano Razzauti - visto che frequentavamo assieme il seminario. Non solo. Era stato proprio lui l’artefice del progetto di ristrutturazione interna della chiesa vecchia di Antignano dove ero parroco».
Tra i segni particolari nella carta di identità del nuovo vescovo colpisce, infatti, la sua laurea in architettura, una specializzazione che ha portato avanti anche dopo essere entrato in seminario realizzando i progetti di molte chiese. In diocesi qualcuno aspettava la conferma di monsignor Razzauti che, in questi mesi, aveva ben condotto la nave nelle acque non sempre calme della diocesi. «Mi sono sempre messo al servizio di tutti - ha detto Paolo Razzauti - ma non ho mai creduto di poter succedere a monsignor Coletti. Sono mesi che ogni mattina apro la posta aspettando una lettera da Roma. Adesso che finalmente è arrivata, non posso che esserne contento». L’attesa, infatti, è durata oltre dieci mesi, un tempo che ha destato qualche sospetto in merito a possibili rifiuti. «Per quanto mi hanno detto - racconta ancora Razzauti - non ci sono state dichiarazioni di indisponibilità. Nessun caso, quindi, di prescelti che abbiano rifiutato l’incarico.
La nomina è caduta, forse su una persona inaspettata, ma sicuramente retta e preparata. Spetterà a lui affrontare con fermezza i problemi della diocesi». A ringraziare l’amministratore diocesano del lavoro svolto anche il vescovo emerito, Alberto Ablondi che ha sottolineato l’impegno e i risultati raggiunti in un ruolo non comodo. «Le belle parole del vescovo Ablondi - continua - mi hanno commosso. Ho provato a dare tutto me stesso, avrò commesso anche qualche errore e me ne scuso, ma ho sempre agito in buona fede per il bene della diocesi». Clero e rappresentanti degli uffici diocesani, in realtà, hanno accolto in maniera piuttosto “freddina” il nome della nuova guida: un timido applauso e qualche sguardo interrogativo. Molti si aspettavano altre nomine e i più non conoscevano il, fino a ieri, parroco di Cascine di Buti. Più soddisfatti invece i giovani preti.
Per molti di loro, Simone Giusti è un volto noto, in quanto docente nei loro recenti studi in seminario. L’interregno tra l’episcopato di Diego Coletti, andato a guidare la diocesi di Como, e quello di Simone Giusti, si concluderà ufficialmente il 2 dicembre, quando il presule entrerà nella cattedrale di piazza Grande. Fino a quel momento sarà ancora Razzauti a tenere le redini limitandosi agli atti di ordinaria amministrazione
Tra i segni particolari nella carta di identità del nuovo vescovo colpisce, infatti, la sua laurea in architettura, una specializzazione che ha portato avanti anche dopo essere entrato in seminario realizzando i progetti di molte chiese. In diocesi qualcuno aspettava la conferma di monsignor Razzauti che, in questi mesi, aveva ben condotto la nave nelle acque non sempre calme della diocesi. «Mi sono sempre messo al servizio di tutti - ha detto Paolo Razzauti - ma non ho mai creduto di poter succedere a monsignor Coletti. Sono mesi che ogni mattina apro la posta aspettando una lettera da Roma. Adesso che finalmente è arrivata, non posso che esserne contento». L’attesa, infatti, è durata oltre dieci mesi, un tempo che ha destato qualche sospetto in merito a possibili rifiuti. «Per quanto mi hanno detto - racconta ancora Razzauti - non ci sono state dichiarazioni di indisponibilità. Nessun caso, quindi, di prescelti che abbiano rifiutato l’incarico.
La nomina è caduta, forse su una persona inaspettata, ma sicuramente retta e preparata. Spetterà a lui affrontare con fermezza i problemi della diocesi». A ringraziare l’amministratore diocesano del lavoro svolto anche il vescovo emerito, Alberto Ablondi che ha sottolineato l’impegno e i risultati raggiunti in un ruolo non comodo. «Le belle parole del vescovo Ablondi - continua - mi hanno commosso. Ho provato a dare tutto me stesso, avrò commesso anche qualche errore e me ne scuso, ma ho sempre agito in buona fede per il bene della diocesi». Clero e rappresentanti degli uffici diocesani, in realtà, hanno accolto in maniera piuttosto “freddina” il nome della nuova guida: un timido applauso e qualche sguardo interrogativo. Molti si aspettavano altre nomine e i più non conoscevano il, fino a ieri, parroco di Cascine di Buti. Più soddisfatti invece i giovani preti.
Per molti di loro, Simone Giusti è un volto noto, in quanto docente nei loro recenti studi in seminario. L’interregno tra l’episcopato di Diego Coletti, andato a guidare la diocesi di Como, e quello di Simone Giusti, si concluderà ufficialmente il 2 dicembre, quando il presule entrerà nella cattedrale di piazza Grande. Fino a quel momento sarà ancora Razzauti a tenere le redini limitandosi agli atti di ordinaria amministrazione
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