Gioco
Una galleria d'arte sequestratanei ripostigli della Porto 2000
La Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della società Porto 2000 oltre 350 quadri di grandi autori che si trovavano nelle sale e nei ripostigli della società che gestisce il traffico crocieristico e traghetti. Tra i dipinti opere di Madiai, Schifano e Dorario. Ultimo tassello di un’indagine dai contorni clamorosi
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LIVORNO. Di quadri ne sono stati trovati 350. Ma ne sono transitati di più dalla sede della Porto 2000, che l’ex presidente Lenzi ha trasformato in un museo d’arte contemporanea. Quadri arrivati e subito ripartiti. Quadri impacchettati e spediti. Anche a Roma. Anche a influenti politici. Ai finanzieri che indagano sui conti della società i dipendenti della Porto 2000 avrebbero raccontato di «furgoncini» carichi di quadri partiti per Roma. Spesso a Natale.
Quadri importanti, come quelli che adornano la sede e che sono stati sequestrati dalla magistratura. Siamo in grado di dettagliare l’elenco completo delle opere rinvenute alla Porto 2000, di cui abbiamo parlato ieri: sia quelle esposte sia quelle rinchiuse in un ripostiglio. E’ un lungo elenco la cui paziente lettura dà il senso della mutazione genetica che la società ha subito nella precedente gestione: «La Porto 2000 ha effettuato, oltrechè quella prevalente, un’attività ulteriore: quella di compravendita di opere d’arte» scrivono, in un verbale, gli uomini del Nucleo della Guardia di Finanza.
Le opere inventariate dalle Fiamme Gialle, e sotto sequestro preventivo, sono quasi tutte di proprietà di Bruno Lenzi. Sono di proprietà della Porto 2000, invece, i 15 quadri di Madiai, sequestrati al rientro dal corniciaio, più 15 opere di vari artisti esposti nell’ufficio dell’ex vicepresidente. Venticinque, infine, le opere a cui non si è riusciti ad attribuire una proprietà.
Quadri importanti, come quelli che adornano la sede e che sono stati sequestrati dalla magistratura. Siamo in grado di dettagliare l’elenco completo delle opere rinvenute alla Porto 2000, di cui abbiamo parlato ieri: sia quelle esposte sia quelle rinchiuse in un ripostiglio. E’ un lungo elenco la cui paziente lettura dà il senso della mutazione genetica che la società ha subito nella precedente gestione: «La Porto 2000 ha effettuato, oltrechè quella prevalente, un’attività ulteriore: quella di compravendita di opere d’arte» scrivono, in un verbale, gli uomini del Nucleo della Guardia di Finanza.
Le opere inventariate dalle Fiamme Gialle, e sotto sequestro preventivo, sono quasi tutte di proprietà di Bruno Lenzi. Sono di proprietà della Porto 2000, invece, i 15 quadri di Madiai, sequestrati al rientro dal corniciaio, più 15 opere di vari artisti esposti nell’ufficio dell’ex vicepresidente. Venticinque, infine, le opere a cui non si è riusciti ad attribuire una proprietà.
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