Il Tirreno

Livorno

Caro-libri, stangata di 300 euro per le prime

Pierpaolo Poggianti

Cominciata la corsa all’acquisto. Classico e linguistico gli indirizzi più costosi

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LIVORNO. Avete un figlio che sta per frequentare il primo anno delle scuole superiori? Cominciate a preoccuparvi, per l’acquisto di nuovi libri si spendono mediamente trecento euro. Qualcosa di meno alle professionali, ma in alcune classi si arriva ai 400 euro. Vocabolari esclusi. Mancano ancora diverse settimane alla prima campanella dell’anno, ma la corsa all’acquisto dei nuovi libri, complice forse il maltempo, è già ripartita.

Le librerie cominciano così ad affollarsi di genitori oppressi dall’ansia del caro-libri. Rispetto allo scorso anno i prezzi sono saliti circa del 2-3 per cento, per un aumento complessivo di poche decine di euro. Ma quello che fa paura è il totale della spesa. Salatissimo Cecioni. Ad aggiudicarsi la palma tra le matricole delle superiori per conto da saldare in libreria è la 1 A con indirizzo linguistico del liceo Cecioni. Tra le cinque scuole prese in esame (Niccolini-Palli, Cecioni, Enriques, Galilei e Vespucci) è propria questa, infatti, a pagare la fattura più salata con quasi 410 euro.

Pesano sul totale le tre lingue che moltiplicano la spesa di grammatiche e libri di esercizi. Ma l’esborso, in questo caso, sarà, probabilmente, ancora più caro visto che ci sarà bisogno anche di altrettanti dizionari bilingue e magari anche monolingua. Lingue morte, spese vive. Un po’ meglio va alla quarta ginnasio con indirizzo archeologico dell’istituto Niccolini-Palli, la scuola nata dalla fusione tra il liceo classico e il magistrale. Le matricole, aspiranti “Indiana Jones”, dovranno chiedere ai loro genitori circa 340 euro. A pesare sono, in particolar modo proprio i libri di settore, come quello di greco o di storia dell’arte che da soli costano 80 euro, quasi un quarto del totale.

Anche per loro la mazzata sarà completata dai tre vocabolari necessari, ovvero oltre a quello di inglese, anche quelli di greco e latino, due lingue morte che continuano, però, a pungere sul vivo dei portafogli. Salasso “patentato”. A 312,15 euro si ferma il totale della spesa per la 1 A dell’istituto tecnico industriale Galilei, la classe più cara, tra quelle entranti, dell’Iti. La cifra, in questo caso, può anche aumentare nel caso in cui si decida di acquistare anche un volume definito “consigliato”. L’osservanza delle indicazioni costa circa altri venti euro, ma garantisce la certezza di scoprire tutti i trucchi e i segreti sulla patente europea del computer. Qualcuno vorrà davvero sbattere in faccia al proprio figlio le porte dell’Europa? Quattro vocabolari. Dello stesso tenore il conto di chi frequenterà la 1 A del liceo scientifico Enriques con indirizzo per il potenziamento dello studio della lingua straniera.

In questo caso, il totale sarà poco più di 300 euro, ma anche in questo caso a raddoppiare la cifra potrebbero pensarci i dizionari. La scuola ne consiglia alcuni e supponendo di doverne comprare tutti non se ne esce con meno di altri 280 euro visto che stavolta saranno addirittura quattro i volumi da acquistare per italiano, latino, inglese e francese. Diploma in economia. Sembreranno a questo punto, molto pochi i 243 euro con i quali se la caveranno i nuovi alunni della 1 A dell’Igea Vespucci dove evidentemente l’economia non si insegna e basta. Il numero dei libri è praticamente identico a quelle delle altre scuole, ma il costo medio dei volumi è più basso.

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