La protesta
L'ha tradito quella maglietta a strisce
Gabriele Dini
◗
L'attimo dello scippoLo scippatore, un 23enne livornese, era a casa all'arrivo della polizia
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LIVORNO. Quella maglietta a strisce. Era possibile vederla chiaramente nelle immagini riprese dalle telecamere del “Tirreno” mentre lo scippatore si piegava agilmente dal suo scooter per sfilare la borsetta di una signora. Prima della fuga del giovane tra le auto - inseguito dalla donna scioccata e arrabbiata - con un bottino di poche decine di euro e un cellulare.
E così quando i poliziotti della squadra mobile di Livorno hanno visto anche quella vistosa t-shirt nell'appartamento di uno dei sospettati per il colpo del 29 agosto, hanno capito di essere sulla pista giusta. Quando il giovane è stato portato in questura ha subito confessato di essere lui il responsabile dello scippo del viale Alfieri.
Le indagini che hanno portato all'individuazione di un giovane livornese di 23 anni residente nella zona del mercato centrale sono iniziate immediatamente dopo il colpo. Subito uomini della Scientifica e della squadra mobile sono intervenuti per acquisire le immagini girate dalle telecamere del “Tirreno”.
Nell'impressionante sequenza si vede il giovane che, dopo averle seguite sin da via Tripoli, si avvicina a due donne - madre e figlia dirette all'ospedale per un controllo oncologico della più anziana - e poi dal suo scooter afferra la borsa prima di fuggire.
Gli investigatori hanno visto e rivisto quelle immagini decine di volte al rallentatore, mandando avanti e indietro il file per riuscire a vedere il volto (in parte nascosto dal casco) dello scippatore. E alla fine hanno capito che quella fisionomia poteva appartenere a qualcuno a loro noto.
Ma i fotogrammi dello scippo “in diretta” non sono l'unica “arma” investigativa utilizzata dalla squadra mobile. Con attenzione hanno incrociato dati su tutti i tossicodipendenti e i possibili scippatori operanti in città. Poi si sono mossi nel sottobosco frequentato da questi personaggi per cercare conferme e ulteriori indicazioni.
Alla fine gli investigatori si sono ritrovati con due piste possibili. Una portava ad un cittadino straniero già autore di colpi simili; l'altra all'appartamento dell'edificio vicino al mercato centrale.
Così ieri mattina gli uomini della Squadra mobile livornese hanno suonato il campanello della casa dove il giovane livornese sospettato vive con la madre. Gli agenti hanno chiesto di fare una perquisizione e così, dopo pochi minuti di ricerche, hanno trovato diversi elementi che collegavano il 23enne allo scippo. Tra questi anche la maglietta a strisce vista nella sequenza del furto.
Portato in questura il giovane - messo davanti all'evidenza - ha confessato. Poi ha accompagnato gli agenti in un luogo appartato dove aveva nascosto la borsetta rubata alla signora Moira Di Paoli. I soldi erano già spariti e il cellulare venduto, probabilmente per acquistare droga (il giovane è già conosciuto come consumatore di stupefacenti e per reati connessi alla droga). Il giovane è stato denunciato a piede libero per furto aggravato. L'arresto non è stato possibile per la mancanza di flagranza di reato. Ma il fascicolo sul caso è già stato passato alla magistratura che potrebbe anche decidere (anche se è improbabile) misure cautelari. Adesso gli investigatori stanno cercando di capire se il ragazzo sia responsabile di altri scippi. Intanto oggi la refurtiva verrà riconsegnata alla signora derubata.
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E così quando i poliziotti della squadra mobile di Livorno hanno visto anche quella vistosa t-shirt nell'appartamento di uno dei sospettati per il colpo del 29 agosto, hanno capito di essere sulla pista giusta. Quando il giovane è stato portato in questura ha subito confessato di essere lui il responsabile dello scippo del viale Alfieri.
Le indagini che hanno portato all'individuazione di un giovane livornese di 23 anni residente nella zona del mercato centrale sono iniziate immediatamente dopo il colpo. Subito uomini della Scientifica e della squadra mobile sono intervenuti per acquisire le immagini girate dalle telecamere del “Tirreno”.
Nell'impressionante sequenza si vede il giovane che, dopo averle seguite sin da via Tripoli, si avvicina a due donne - madre e figlia dirette all'ospedale per un controllo oncologico della più anziana - e poi dal suo scooter afferra la borsa prima di fuggire.
Gli investigatori hanno visto e rivisto quelle immagini decine di volte al rallentatore, mandando avanti e indietro il file per riuscire a vedere il volto (in parte nascosto dal casco) dello scippatore. E alla fine hanno capito che quella fisionomia poteva appartenere a qualcuno a loro noto.
Ma i fotogrammi dello scippo “in diretta” non sono l'unica “arma” investigativa utilizzata dalla squadra mobile. Con attenzione hanno incrociato dati su tutti i tossicodipendenti e i possibili scippatori operanti in città. Poi si sono mossi nel sottobosco frequentato da questi personaggi per cercare conferme e ulteriori indicazioni.
Alla fine gli investigatori si sono ritrovati con due piste possibili. Una portava ad un cittadino straniero già autore di colpi simili; l'altra all'appartamento dell'edificio vicino al mercato centrale.
Così ieri mattina gli uomini della Squadra mobile livornese hanno suonato il campanello della casa dove il giovane livornese sospettato vive con la madre. Gli agenti hanno chiesto di fare una perquisizione e così, dopo pochi minuti di ricerche, hanno trovato diversi elementi che collegavano il 23enne allo scippo. Tra questi anche la maglietta a strisce vista nella sequenza del furto.
Portato in questura il giovane - messo davanti all'evidenza - ha confessato. Poi ha accompagnato gli agenti in un luogo appartato dove aveva nascosto la borsetta rubata alla signora Moira Di Paoli. I soldi erano già spariti e il cellulare venduto, probabilmente per acquistare droga (il giovane è già conosciuto come consumatore di stupefacenti e per reati connessi alla droga). Il giovane è stato denunciato a piede libero per furto aggravato. L'arresto non è stato possibile per la mancanza di flagranza di reato. Ma il fascicolo sul caso è già stato passato alla magistratura che potrebbe anche decidere (anche se è improbabile) misure cautelari. Adesso gli investigatori stanno cercando di capire se il ragazzo sia responsabile di altri scippi. Intanto oggi la refurtiva verrà riconsegnata alla signora derubata.
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