Il Tirreno

Livorno

«Lo faccio per 20 euro al giorno»

G. D.

Ferdinand non si lamenta: in Romania ero muratore e prendevo la metà

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LIVORNO. Ferdinand Monteanu ha un nome da calciatore e indossa una maglia bianca e rossa dell'Atletico Madrid. Lui però fa il lavavetri e viene dalla Romania. Da qualche giorno è stato raggiunto a Livorno dalla moglie Gabriela Kogiocaro. I loro tre figli il più piccolo ha appena un anno, il più grande sette - sono rimasti con i nonni nel loro paese. Ferdinand e Gabriela restano per ore sotto il sole chiedendo agli automobilsti qualche spicciolo e offrendo di lavare i vetri. Poi a sera tornano alla loro roulotte nella zona del Cisternino. Il guadagno? Ferdinand dice di mettersi in tasca in media 15-20 euro al giorno. Un incasso che gli permette di guadagnare molto di più di quanto facesse in Romania dove lavorava a giornata come muratore. «Alla fine del mese - racconta Ferdinand - mettevo insieme uno stipendio di circa 200 euro. Una cifra che certo non bastava a far vivere bene me e la mia famiglia».

Mentre si muove tra le auto in fila Ferdinand chiede di poter lavare il vetro o di avere qualche spicciolo. Qualcuno invece gli offre qualche cosa da mangiare. lui lo prende e ringrazia. Ferdinand si considera un lavavetri gentiluomo e critica i suoi colleghi che approfittano degli automobilisti - soprattutto appartenenti al gentil sesso - più timidi. «Io chiedo sempre prima di mettermi a pulire - racconta Ferdinand alzando la sua spazzola gocciolante - lo potete chiedere a tutti quelli che mi conoscono. Non va bene ciò che fanno altre persone che si impongono di forza. Se sei tranquillo la gente ti dà le cose e alla fine puoi portare a casa qualche soldo». Ferdinand si infila le mani in tascva e tira fuori qualche spicciolo. Ci sono anche monetine da un euro, ma soprattutto spicca la doratura dei centesimi. «Non scrivere che guadagno tanto - si raccomanda Ferdinand- devi dire la verità. Questi soldi bastano a malapena per vivere e per inviare qualcosa ai nostri bambini».

Mentre Ferdinand parla in maniera animata la moglie, preoccupata, si avvicina. quando si accorge che non sta accadendo niente di male, sorride in maniera timida. La ragazza ha 24 anni ed è arrivata da appena una settimana. «Prima non poteva - racconta Ferdinand in sua vece - perché stava accudendo il nostro bambino più piccolo». E i bambini? «Certo non possiamo portarli qui - racconta - vedi che vita facciamo? Se ne stanno coi nonni. Il più grande l'8 settembre torna a scuola». Ferdinand spera di trovare al più presto un lavoro vero. «Stare qui è dura - racconta - spero di poter dare un futuro ai miei figli in qualche maniera».
Più difficile la comunicazione con il gruppetto di rom che si piazzano lungo il viale Nazrio Sauro. Loro gravitano attorno al parchetto e al parcheggio Atl. E la sera si ritrovano nei dintorni della chiesa di Sant'agostino dove si trova un centro Caritas. «Non vogliamo andare sul giornale - fanno capire in un italiano stentato - noi non facciamo niente di male».

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