Gioco
Otto anni, muore sotto le ruote di un camion
Gabriele Dini
Dopo una lezione di tennis tornava a casa sul motorino condotto dal nonno
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Aveva in testa il suo piccolo casco. E stava viaggiando abbracciato al nonno che lo stava riportando a casa con lo scooter dopo una mattinata trascorsa a giocare allo Junior Club. Ma in via Nazario Sauro il motorino - per motivi ancora da chiarire - si è scontrato con un camion. Il nonno e il bambino sono caduti a terra. L’uomo è finito sotto il paraurti del mezzo pesante ed è rimasto miracolosamente illeso. Ma per il piccolo Michele Baroni, quasi otto anni, non c’è stato niente da fare. Il bambino è finito sotto una delle ruote del camion subendo ferite gravissime.
Drammatica la corsa verso l’ospedale con l’ambulanza scortata dai vigili urbani per salvare il bambino. Nonostante l’intervento chirurgico a cui è stato sottoposto, il piccolo è morto poco prima delle 15 a causa delle lesioni subite al torace. Quella che si è presentata agli occhi dei soccorritori chiamati in via Nazario Sauro alle 12 e 40 di ieri pomeriggio è stata una scena agghiacciante. Quando i volontari e il medico della Misericordia si sono presentati all’incrocio con via Cattaneo hanno visto il motorino - un Sh grigio - sdraiato davanti al muso del camion. A terra due persone.
Un uomo anziano - Italo Baroni 70 anni rimasto praticamente illeso a parte qualche escoriazione nonostante il motorino gli si fosse rovesciato addosso - e un bambino. A preoccupare i sanitari sono state le condizioni del piccolo. L’autista del camion - che stava procedendo a bassa velocità a causa del traffico - non aveva fatto in tempo a frenare davanti a quel motorino apparso all’improvviso. Questione di pochi centimetri. Purtroppo fatali. La pesante ruota nera - come una nube da incubo - ha investito il bambino lesionandogli gravemente tutta la parte destra del corpo. Quando il piccolo è stato liberato da quella ruota che lo teneva prigioniero era ancora cosciente ma presentava un trauma cranico, una lesione profonda a un braccino e soprattutto uno schiacciamento del torace.
Subito gli uomini della Misericordia - mentre il nonno disperato era in stato di shock e piangeva seduto a terra - hanno cercato di prestare le prime cure a Michele. Poi la corsa a sirene spiegate verso l’ospedale scortati da un’auto dei vigili urbani. Il pronto soccorso era già stato allertato e la sala operatoria preparata. Dopo pochi minuti Michele è stato trasportato al blocco operatorio dove lo attendeva l’équipe guidata dal dottor Gianfranco Menconi delle sezione di chirurgia toracica. Ma l’intervento purtroppo è stato inutile. Il piccolo aveva gravi lesioni vascolari al braccio che interessavano anche i nervi. Ma soprattutto è stato il gravissimo trauma toracico a provocare l’emorragia che - alle 14,40, due ore dopo l’incidente - ha ucciso il bimbo.
Alla ricostruzione della dinamica dell’incidente - che dovrà essere chiarita in diversi punti - stanno adesso lavorando i vigili urbani. Secondo le prime ricostruzioni il camion guidato da un venezuelano di 38 anni dipendente della ditta «Toscana Scavi» di Avenza aveva appena scaricato alcuni blocchi di marmo al porto commerciale. E seguito da un collega stava tornando dal viale Italia verso l’autostrada. All’altezza di via Cattaneo lo scontro. Testimoni raccontano di aver visto il camion incolonnato procedere per pochi metri quando è scattato il verde al semaforo di via Ardenza e poi frenare bruscamente quando si è trovato davanti il motorino che a quanto pare lo aveva appena sorpassato.
Non si sa se il motorino abbia toccato il camion durante il sorpasso perdendo poi l’equilibrio o se il camion abbia investito lo scooter dopo una brusca frenata del mezzo a due ruote nel traffico. Ma quando l’autista si è fermato ed è sceso dalla cabina di guida la scena che gli si è presentata davanti è stata sconvolgente. A colpire è il fatto che quando il motorino è stato rialzato era appena graffiato. Come se non fosse successo nulla. Ora l’indagine sul caso è affidata al rapporto dei vigili e alle decisioni del pm Antonella Tenerani che per oggi ha disposto l’autopsia sul corpo di Michele.
Drammatica la corsa verso l’ospedale con l’ambulanza scortata dai vigili urbani per salvare il bambino. Nonostante l’intervento chirurgico a cui è stato sottoposto, il piccolo è morto poco prima delle 15 a causa delle lesioni subite al torace. Quella che si è presentata agli occhi dei soccorritori chiamati in via Nazario Sauro alle 12 e 40 di ieri pomeriggio è stata una scena agghiacciante. Quando i volontari e il medico della Misericordia si sono presentati all’incrocio con via Cattaneo hanno visto il motorino - un Sh grigio - sdraiato davanti al muso del camion. A terra due persone.
Un uomo anziano - Italo Baroni 70 anni rimasto praticamente illeso a parte qualche escoriazione nonostante il motorino gli si fosse rovesciato addosso - e un bambino. A preoccupare i sanitari sono state le condizioni del piccolo. L’autista del camion - che stava procedendo a bassa velocità a causa del traffico - non aveva fatto in tempo a frenare davanti a quel motorino apparso all’improvviso. Questione di pochi centimetri. Purtroppo fatali. La pesante ruota nera - come una nube da incubo - ha investito il bambino lesionandogli gravemente tutta la parte destra del corpo. Quando il piccolo è stato liberato da quella ruota che lo teneva prigioniero era ancora cosciente ma presentava un trauma cranico, una lesione profonda a un braccino e soprattutto uno schiacciamento del torace.
Subito gli uomini della Misericordia - mentre il nonno disperato era in stato di shock e piangeva seduto a terra - hanno cercato di prestare le prime cure a Michele. Poi la corsa a sirene spiegate verso l’ospedale scortati da un’auto dei vigili urbani. Il pronto soccorso era già stato allertato e la sala operatoria preparata. Dopo pochi minuti Michele è stato trasportato al blocco operatorio dove lo attendeva l’équipe guidata dal dottor Gianfranco Menconi delle sezione di chirurgia toracica. Ma l’intervento purtroppo è stato inutile. Il piccolo aveva gravi lesioni vascolari al braccio che interessavano anche i nervi. Ma soprattutto è stato il gravissimo trauma toracico a provocare l’emorragia che - alle 14,40, due ore dopo l’incidente - ha ucciso il bimbo.
Alla ricostruzione della dinamica dell’incidente - che dovrà essere chiarita in diversi punti - stanno adesso lavorando i vigili urbani. Secondo le prime ricostruzioni il camion guidato da un venezuelano di 38 anni dipendente della ditta «Toscana Scavi» di Avenza aveva appena scaricato alcuni blocchi di marmo al porto commerciale. E seguito da un collega stava tornando dal viale Italia verso l’autostrada. All’altezza di via Cattaneo lo scontro. Testimoni raccontano di aver visto il camion incolonnato procedere per pochi metri quando è scattato il verde al semaforo di via Ardenza e poi frenare bruscamente quando si è trovato davanti il motorino che a quanto pare lo aveva appena sorpassato.
Non si sa se il motorino abbia toccato il camion durante il sorpasso perdendo poi l’equilibrio o se il camion abbia investito lo scooter dopo una brusca frenata del mezzo a due ruote nel traffico. Ma quando l’autista si è fermato ed è sceso dalla cabina di guida la scena che gli si è presentata davanti è stata sconvolgente. A colpire è il fatto che quando il motorino è stato rialzato era appena graffiato. Come se non fosse successo nulla. Ora l’indagine sul caso è affidata al rapporto dei vigili e alle decisioni del pm Antonella Tenerani che per oggi ha disposto l’autopsia sul corpo di Michele.
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