Gioco
Gli anti-offshore in azione
Luciano De Majo
Clamorosa protesta a Effetto Venezia per l'arrivo delle ruspe al cantiere di Stagno
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Hanno deciso di bloccare per un po’ di tempo, diciamo un’oretta, il Palio remiero delle circoscrizioni, l’evento clou della serata di Effetto Venezia. Troppo ghiotto quel palcoscenico per rinunciare alla protesta: il Comitato anti-offshore, che si oppone alla realizzazione dell’impianto di rigassificazione al largo della costa fra Pisa e Livorno, ieri sera ha manifestato contro l’inizio dei lavori a terra, avvenuto in via Ajaccia, a Stagno, dove nel campo finora solo recintato ha fatto la sua comparsa una ruspa che ha preso a scavare. Da qui, la protesta esplosa fra migliaia di persone.
«Non ce l’abbiamo con chi organizza questa manifestazione - spiegavano i manifestanti - ma era l’unico modo per far sentire le nostre ragioni». E così, al transitare del gozzo della Circoscrizione 1, dal ponte di via della Venezia è stata calata una sagoma in legno che raffigura una nave gasiera come quella che sarà posizionata al largo della nostra costa. Da quel momento, la gara è stata bloccata. E’ arrivato l’assessore allo sport Attilio D’Alesio, oltre a polizia e vigili urbani. Ed è cominciato un lungo tira e molla.
La protesta è finita dopo che i manifestanti hanno parlato con i giornalisti presenti, consegnando loro un durissimo comunicato, il cui titolo è «Iniziano i lavori, finisce la festa! No rigassificatore». E la cui conclusione, «Per noi Effetto Venezia finisce stasera» la dice lunga sulla volontà di continuare a manifestare anche in queste serate per le strade del quartiere storico della città animato da spettacoli e mercatini. «Vogliamo sensibilizzare i cittadini su ciò che sta avvenendo - dicono gli anti-offshore - perché hanno iniziato i lavori di quest’impianto in pieno agosto, cercando di cogliere tutti di sorpresa».
Gli argomenti di coloro che si oppongono al rigassificatore sono quelli già spiegati in tante altre occasioni: parlano di antieconomicità e di pericolosità dell’impianto, ricordano che il Comune «ha cambiato in extremis il regolamento comunale per impedirci di fare un referendum cittadino» e attaccano gli amministratori passati e presenti dell’Asa. Anche loro, secondo i manifestanti, hanno lavorato per tenere la popolazione all’oscuro di certi particolari. Sotto il ponte della Venezia si era presentata anche una barca con a bordo l’amministratore diocesano, monsignor Paolo Razzauti, i presidenti delle Circoscrizioni 2 e 5 Maurizio Paolini e Giuseppe Scavazzon e il consigliere comunale di Rifondazione Otello Chelli. Ma neanche la loro opera di mediazione era servita per far riprendere la gara.
A un certo punto, una volta terminata la protesta, è apparso per le strade della Venezia anche il sindaco Alessandro Cosimi, al suo primo giorno di vacanza. Visibilmente contrariato per quanto stava accadendo, si è intrattenuto con alcuni assessori e dirigenti del Comune. Ha detto poche parole, riferite al fatto che «impianti come questo vengono sostenuti in tutto il mondo». «Sulla sicurezza non facciamo sconti a nessuno: stiamo aspettando le valutazioni della commissione internazionale della Regione», conclude. La notte porterà consiglio, a lui e agli altri.
«Non ce l’abbiamo con chi organizza questa manifestazione - spiegavano i manifestanti - ma era l’unico modo per far sentire le nostre ragioni». E così, al transitare del gozzo della Circoscrizione 1, dal ponte di via della Venezia è stata calata una sagoma in legno che raffigura una nave gasiera come quella che sarà posizionata al largo della nostra costa. Da quel momento, la gara è stata bloccata. E’ arrivato l’assessore allo sport Attilio D’Alesio, oltre a polizia e vigili urbani. Ed è cominciato un lungo tira e molla.
La protesta è finita dopo che i manifestanti hanno parlato con i giornalisti presenti, consegnando loro un durissimo comunicato, il cui titolo è «Iniziano i lavori, finisce la festa! No rigassificatore». E la cui conclusione, «Per noi Effetto Venezia finisce stasera» la dice lunga sulla volontà di continuare a manifestare anche in queste serate per le strade del quartiere storico della città animato da spettacoli e mercatini. «Vogliamo sensibilizzare i cittadini su ciò che sta avvenendo - dicono gli anti-offshore - perché hanno iniziato i lavori di quest’impianto in pieno agosto, cercando di cogliere tutti di sorpresa».
Gli argomenti di coloro che si oppongono al rigassificatore sono quelli già spiegati in tante altre occasioni: parlano di antieconomicità e di pericolosità dell’impianto, ricordano che il Comune «ha cambiato in extremis il regolamento comunale per impedirci di fare un referendum cittadino» e attaccano gli amministratori passati e presenti dell’Asa. Anche loro, secondo i manifestanti, hanno lavorato per tenere la popolazione all’oscuro di certi particolari. Sotto il ponte della Venezia si era presentata anche una barca con a bordo l’amministratore diocesano, monsignor Paolo Razzauti, i presidenti delle Circoscrizioni 2 e 5 Maurizio Paolini e Giuseppe Scavazzon e il consigliere comunale di Rifondazione Otello Chelli. Ma neanche la loro opera di mediazione era servita per far riprendere la gara.
A un certo punto, una volta terminata la protesta, è apparso per le strade della Venezia anche il sindaco Alessandro Cosimi, al suo primo giorno di vacanza. Visibilmente contrariato per quanto stava accadendo, si è intrattenuto con alcuni assessori e dirigenti del Comune. Ha detto poche parole, riferite al fatto che «impianti come questo vengono sostenuti in tutto il mondo». «Sulla sicurezza non facciamo sconti a nessuno: stiamo aspettando le valutazioni della commissione internazionale della Regione», conclude. La notte porterà consiglio, a lui e agli altri.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google