Gioco
Per il gas offshore una cordata che parla livornese
Cristiano Meoni
Neri e Labromare si accordano a Belleli per competere in un affare da decine di milioni di euro all’anno
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LIVORNO. Il termine è ostico, oltrechè straniero: «Maintenance and logistic». Ma è molto concreto. In soldoni è il lavoro che ci sarà da fare sulla piattaforma offshore del gas dopo la sua entrata in funzione, prevista per la metà del 2009 al largo di Tirrenia. «Maintenance and logistic» è la gestione della piattaforma, dal primo operaio all’ultimo bullone. Una torta di decine di milioni di euro l’anno che fa gola a molti. Anche agli imprenditori livornesi che intravedono nel «bombolone» del gas l’occasione per grassi guadagni.
La cordata di Belleli. Ecco, così, che cominciano a delinearsi le prime cordate per aggiudicarsi quella torta. La primissima l’ha messa in piedi il finanziere Aldo Belleli, cui si deve la concezione del progetto. Fu lui a costituire Olt Lng Toscana, salvo poi venderne la maggioranza all’attuale «patto di sindacato» costituito da Asa, Iride ed Endesa. Belleli è ancora socio di Olt Lng Toscana, al 25%, attraverso la controllata Olt Energy Toscana. E sembra che tutto voglia fare meno quello che gli accreditano, cioè uscirsene e intascare la plusvalenza. E’ riuscito, infatti, a procurarsi due importanti alleati per ambire ai servizi di manutenzione e logistica della piattaforma. Due aziende livornesi che primeggiano nella loro nicchia: la Fratelli Neri (rimorchiatori) e la Labromare (servizi ambientali e portuali).
Molti incontri, pochi sì. Nel 2006 Belleli ha costituito la «Olt M & L Maintenance and Logistic» e ha cominciato a cercare partner. A Livorno ha bussato a più porte, da quella della Confindustria a quella della Cna e delle più importanti aziende. Lo hanno aperto, ma poche volte si è andati oltre la cortesia di rito. Due volte solo si è cagliato un risultato. Il 19 giugno 2006 ha venduto il 10 per cento della società alla Fratelli Neri; il 6 ottobre 2006 ha bissato, cedendo un altro 10% alla Labromare. Il rimanente 80% è rimasto alla sua Discal Management, registrata negli Stati Uniti. A capo della «Olt M & L» Belleli ha messo un livornese, Michele Barzagli, 51 anni, ex sindacalista, presidente della Labroplastic (società che rientra nell’orbita della Labromare) nonchè dell’Uisp.
Forniture navali e rimorchiatori. La Labromare è il partner che assicura alla cordata i servizi ambientali e le forniture navali. Amministrata da Amerigo Cafferata, 69 anni, è posseduta al 100% dal gruppo triestino Tripnavi, controllato a sua volta dalla società lussemburghese Nordviking Gesellschaft Reederei. La Fratelli Neri porta in dote alla Olt M & L i rimorchiatori, e non solo. «La nostra società - sta scritto nel bilancio 2006 - per diversificare i servizi in ambito portuale ed extraportuale ha acquisito il 10% dei una società del gruppo Crossgas» (il riferimento è alla Olt M & L). «Una società che - si aggiunge - potrebbe operare al terminal galleggiante offshore». Anche per questo sono stati ordinati ai cantieri spagnoli Astilleros Gondan due nuovi rimorchiatori, che si aggiungono ai due “tractor” comprati al Cantiere Rosetti di Ravenna. La Fratelli Neri ha appena ottenuto il rinnovo della concessione per le acque portuali: ma la piattaforma del gas è prevista in alto mare. E dunque Neri se la dovrà giocare.
Il finanziere anello debole?. I partner industriali garantiscono il legame con il territorio e sono di primissimo piano. L’anello debole della cordata potrebbe essere proprio il suo azionista di maggioranza: Belleli. Nel capitale di Olt Lng Toscana è infatti fuori dal patto di sindacato che la governa, formato da Asa (2,77%), Iride (la società nata dalla fusione tra le aziende del gas di Torino e Genova, 22,73%) ed Endesa Europa (asset di Endesa che dovrebbe passare alla tedesca E.on, 25,5%). E ad affidare la «manutenzione» e la «logistica» dell’impianto sarà appunto il patto maggioritario. «C’è solo un caso di quasi omonimia - precisano da Olt Toscana Lng - la nostra società è completamente estranea rispetto all’entità e all’operato di una società denominata Olt M & L».
Una seconda cordata. Una dichiarazione che non lascia presagire granchè per Belleli. Ecco che si sta organizzando una seconda cordata per la gestione dell’impianto, di cui potrebbe far parte Asa assieme ad altri operatori locali e non: si pensa a Golar, l’armatore che fornirà la gasiera modificata, al 20% nel capitale di Olt Lng Toscana. E’ anche vero che per il servizio di rimorchio difficilmente si potrà prescindere da Neri: ne serve uno fisso per sorvegliare la piattaforma più quelli per il traino delle gasiere ch scaricheranno il gas liquido. E dunque non è improbabile un rimescolamento di carte. La posta in palio è altissima: vent’anni - tanto dura la concessione di Olt - di lavoro garantito.
La cordata di Belleli. Ecco, così, che cominciano a delinearsi le prime cordate per aggiudicarsi quella torta. La primissima l’ha messa in piedi il finanziere Aldo Belleli, cui si deve la concezione del progetto. Fu lui a costituire Olt Lng Toscana, salvo poi venderne la maggioranza all’attuale «patto di sindacato» costituito da Asa, Iride ed Endesa. Belleli è ancora socio di Olt Lng Toscana, al 25%, attraverso la controllata Olt Energy Toscana. E sembra che tutto voglia fare meno quello che gli accreditano, cioè uscirsene e intascare la plusvalenza. E’ riuscito, infatti, a procurarsi due importanti alleati per ambire ai servizi di manutenzione e logistica della piattaforma. Due aziende livornesi che primeggiano nella loro nicchia: la Fratelli Neri (rimorchiatori) e la Labromare (servizi ambientali e portuali).
Molti incontri, pochi sì. Nel 2006 Belleli ha costituito la «Olt M & L Maintenance and Logistic» e ha cominciato a cercare partner. A Livorno ha bussato a più porte, da quella della Confindustria a quella della Cna e delle più importanti aziende. Lo hanno aperto, ma poche volte si è andati oltre la cortesia di rito. Due volte solo si è cagliato un risultato. Il 19 giugno 2006 ha venduto il 10 per cento della società alla Fratelli Neri; il 6 ottobre 2006 ha bissato, cedendo un altro 10% alla Labromare. Il rimanente 80% è rimasto alla sua Discal Management, registrata negli Stati Uniti. A capo della «Olt M & L» Belleli ha messo un livornese, Michele Barzagli, 51 anni, ex sindacalista, presidente della Labroplastic (società che rientra nell’orbita della Labromare) nonchè dell’Uisp.
Forniture navali e rimorchiatori. La Labromare è il partner che assicura alla cordata i servizi ambientali e le forniture navali. Amministrata da Amerigo Cafferata, 69 anni, è posseduta al 100% dal gruppo triestino Tripnavi, controllato a sua volta dalla società lussemburghese Nordviking Gesellschaft Reederei. La Fratelli Neri porta in dote alla Olt M & L i rimorchiatori, e non solo. «La nostra società - sta scritto nel bilancio 2006 - per diversificare i servizi in ambito portuale ed extraportuale ha acquisito il 10% dei una società del gruppo Crossgas» (il riferimento è alla Olt M & L). «Una società che - si aggiunge - potrebbe operare al terminal galleggiante offshore». Anche per questo sono stati ordinati ai cantieri spagnoli Astilleros Gondan due nuovi rimorchiatori, che si aggiungono ai due “tractor” comprati al Cantiere Rosetti di Ravenna. La Fratelli Neri ha appena ottenuto il rinnovo della concessione per le acque portuali: ma la piattaforma del gas è prevista in alto mare. E dunque Neri se la dovrà giocare.
Il finanziere anello debole?. I partner industriali garantiscono il legame con il territorio e sono di primissimo piano. L’anello debole della cordata potrebbe essere proprio il suo azionista di maggioranza: Belleli. Nel capitale di Olt Lng Toscana è infatti fuori dal patto di sindacato che la governa, formato da Asa (2,77%), Iride (la società nata dalla fusione tra le aziende del gas di Torino e Genova, 22,73%) ed Endesa Europa (asset di Endesa che dovrebbe passare alla tedesca E.on, 25,5%). E ad affidare la «manutenzione» e la «logistica» dell’impianto sarà appunto il patto maggioritario. «C’è solo un caso di quasi omonimia - precisano da Olt Toscana Lng - la nostra società è completamente estranea rispetto all’entità e all’operato di una società denominata Olt M & L».
Una seconda cordata. Una dichiarazione che non lascia presagire granchè per Belleli. Ecco che si sta organizzando una seconda cordata per la gestione dell’impianto, di cui potrebbe far parte Asa assieme ad altri operatori locali e non: si pensa a Golar, l’armatore che fornirà la gasiera modificata, al 20% nel capitale di Olt Lng Toscana. E’ anche vero che per il servizio di rimorchio difficilmente si potrà prescindere da Neri: ne serve uno fisso per sorvegliare la piattaforma più quelli per il traino delle gasiere ch scaricheranno il gas liquido. E dunque non è improbabile un rimescolamento di carte. La posta in palio è altissima: vent’anni - tanto dura la concessione di Olt - di lavoro garantito.
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