Il Tirreno

Livorno

Bentornato fra gli umani

Giancarlo Dotto
Bentornato fra gli umani

3 MINUTI DI LETTURA





Tutti noi uomini di poca volontà e biecamente inclini a cedere a qualunque tentazione, non ultima quella del denaro, abbiamo accolto con una ola di entusiasmo la notizia: Cristiano Lucarelli getta la spugna. Si arrende pure lui. Lascia la sua seconda pelle, la maglia del Livorno, s’imbarca con la moglie e i due figli piccoli nel misterioso oriente, l’est dell’Ucraina, spinto da un movente che dobbiamo immaginare non siano le tattiche di Mircea Lucescu, né le gite in battello sul fiume Kalmius con Sergej Bubka, nativo di Donetsk, ma gli assegni milionari di Rinat Akhmetov, magnate e presidente dello Shaktar. Una scelta sofferta, ma a questo servono i soldi, a confondere con un po’ di lusso le proprie malinconie, inclusa quella di non poter fare coppia con Tavano e di non poter discutere del Che con Dhorasoo.

Ora Cristiano sarà forse un uomo più infelice, ma sicuramente più ricco. Scelta un po’ meno sofferta, immaginiamo, per il presidente Spinelli che ha affisso nella sua camera da letto le parole di Marx, Groucho non Karl: «Dopotutto, cosa sono mai i soldi? Sono tutto, ecco cosa sono». Dodici milioni di euro hanno in ogni caso lenito la sua molto eventuale sofferenza. Stava diventando un problema per tutti noi, umanità debosciata, Cristiano, l’ultimo dei Mohicani. L’Irriducibile e l’Incorruttibile. Il guerriero della maglia come destino, che si strappa ma non si cambia, la maglia come malattia, piaga, decubito. Un mito a Livorno, dal giorno in cui fece sapere: «Ci sono calciatori che si fanno le Ferrari e lo yacht. Io mi sono comprato la maglia del Livorno». «Tenetevi il miliardo», rispose sdegnoso a chi voleva strapparlo dalla sua gente. Detto, fatto e pubblicato in un libro autobiografico che è una reliquia per tutti i bimbi che vanno allo stadio avvolti in una sciarpa amaranto.

Una bestia rara, Lucarelli. Il calciatore che snobba le Veline e pure Briatore, che se deve uscire con Magda Gomes o un ragazzo delle Bal sceglie il secondo e poi il giorno dopo nemmeno si pente. Capitano e tifoso della squadra per cui gioca, uno che quando segna, se potesse, invaderebbe la curva. Che quando perde, accusa malori e cattivi umori. Uno che paga 30mila euro di multa pur di dire a Ilaria D’Amico: «Ci vogliono far retrocedere perché siamo di sinistra e portiamo allo stadio i manifesti di Stalin e del Che», il suo idolo oltre che il suo tatuaggio, la sua t-shirt e il suo pigiama. Era diventata, a 32 anni, la sua camicia di forza questa maglia e questa città, i milioni di Akhmetov lo hanno aiutato a liberarsene. Gli daranno del traditore, ma 4 milioni di euro sono più di 30 denari. Benvenuto Cristiano nel pianeta degli uomini normali. Ora sì che potrai goderti la tua infelicità.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web