Gioco
Fusione tra banche, in arrivo migliaia di assunzioni
Il.Bo.
Accordo tra sindacati e Banco Popolare sul turn over e nuovi posti per i prossimi tre anni
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LUCCA. Trecento nuovi posti di lavoro in tre anni. E, in tutto, 3.300 assunzioni considerando anche le sostituzioni dei pensionamenti. È questa la sostanza dell’accordo siglato sabato sera fra sindacati e Banco Popolare, il terzo polo bancario nato dalla fusione fra il polo Lodi-Casse di risparmio di Lucca Pisa Livorno e il gruppo delle popolari di Verona e Novara. L’accordo fra sindacato e banca è stato raggiunto a tempo di record: in meno di una settimana, caso unico fra i primi gruppi bancari italiani. Infatti, la fusione è diventata esecutiva domenica 1º luglio e l’accordo sindacale è di sabato 7 luglio. La gestione della fusione, dal punto di vista del personale, non si presenta facile. Però, a far superare ostacoli e perplessità è proprio la previsione, nel triennio della «crescita occupazionale»: i 300 nuovi posti in tutto il gruppo, non solo nelle Casse toscane. In totale, poi, nel triennio le assunzioni nel gruppo, grazie alle sostituzioni degli «esodi» e dei pensionamenti, saranno circa 3.300: 1.300 di questi dipendenti andranno a incrementare la «rete commerciale» del gruppo.
Proprio le previsioni di crescita occupazionale contenute nel piano industriale - specifica l’accordo - «hanno consentito di prevedere che tutti i dipendenti che se ne andranno siano sostituiti da nuove assunzioni». In sostanza, l’accordo prevede un turn over del 100%. Non solo: una quota del 10% (massimo) delle assunzioni sarà riservata «prioritariamente» ai figli dei dipendenti che abbiano già presentato dimissioni irrevocabili. A parte le assunzioni, l’accordo precisa altre questioni: intanto il gruppo comunica ai sindacati l’intenzione di pagare ai dipendenti un’una tantum (20 milioni euro di euro) alle migliaia di dipendenti in servizio al 1º luglio. Questo bonus dovrebbe essere erogato per il 140º anniversario della Banca Popolare di Verona e verrà pagato con lo stipendio di settembre. Inoltre gli eventuali distacchi di personale verso Banco Popolare (la capogruppo) e verso le società del gruppo potranno durare al massimo 30 mesi: oltre questo termine, le proroghe dovranno avere il consenso dell’interessato. Infine, proprio su sollecitazione delle Casse di risparmio toscane verrà esteso il part-time alla maggior parte delle società dell’ex Gruppo Bpi e al Credito Bergamasco: secondo quanto già previsto per il gruppo di Verona e Novara, verranno accolte tutte le domande provenienti da sedi centrali e aree affari, mentre nelle filiali saranno accolte domande fino all’8,5% del numero dei dipendenti.
L’applicazione dell’accordo sarà graduale: arriverà a regine in 18 mesi, entro il 31 dicembre 2008. Nonostante questo accordo, i sindacati della Crl valutano «con grande preoccupazione la situazione interna all’azienda che pare ricalcare alcuni comportamenti del recente passato, in contrasto con il recupero della strategia di banca locale supportata da adeguate autonomie. Gli organici sono inadeguati, sotto il profilo quantitativo e qualitativo. Ci sono tensioni sul personale per risultati di breve periodo da raggiungere con la pressione sulle vendite da esercitare sulla clientela, abdicando alla fidelizzazione graduale». Per i sindacati queste pressioni a discapito dei rapporti coi clienti sono «indice di una assenza di autonomia da parte dei vertici della Cassa, interessati probabilmente solo al raggiungimento dei budget di breve periodo assegnati dalla capogruppo».
Proprio le previsioni di crescita occupazionale contenute nel piano industriale - specifica l’accordo - «hanno consentito di prevedere che tutti i dipendenti che se ne andranno siano sostituiti da nuove assunzioni». In sostanza, l’accordo prevede un turn over del 100%. Non solo: una quota del 10% (massimo) delle assunzioni sarà riservata «prioritariamente» ai figli dei dipendenti che abbiano già presentato dimissioni irrevocabili. A parte le assunzioni, l’accordo precisa altre questioni: intanto il gruppo comunica ai sindacati l’intenzione di pagare ai dipendenti un’una tantum (20 milioni euro di euro) alle migliaia di dipendenti in servizio al 1º luglio. Questo bonus dovrebbe essere erogato per il 140º anniversario della Banca Popolare di Verona e verrà pagato con lo stipendio di settembre. Inoltre gli eventuali distacchi di personale verso Banco Popolare (la capogruppo) e verso le società del gruppo potranno durare al massimo 30 mesi: oltre questo termine, le proroghe dovranno avere il consenso dell’interessato. Infine, proprio su sollecitazione delle Casse di risparmio toscane verrà esteso il part-time alla maggior parte delle società dell’ex Gruppo Bpi e al Credito Bergamasco: secondo quanto già previsto per il gruppo di Verona e Novara, verranno accolte tutte le domande provenienti da sedi centrali e aree affari, mentre nelle filiali saranno accolte domande fino all’8,5% del numero dei dipendenti.
L’applicazione dell’accordo sarà graduale: arriverà a regine in 18 mesi, entro il 31 dicembre 2008. Nonostante questo accordo, i sindacati della Crl valutano «con grande preoccupazione la situazione interna all’azienda che pare ricalcare alcuni comportamenti del recente passato, in contrasto con il recupero della strategia di banca locale supportata da adeguate autonomie. Gli organici sono inadeguati, sotto il profilo quantitativo e qualitativo. Ci sono tensioni sul personale per risultati di breve periodo da raggiungere con la pressione sulle vendite da esercitare sulla clientela, abdicando alla fidelizzazione graduale». Per i sindacati queste pressioni a discapito dei rapporti coi clienti sono «indice di una assenza di autonomia da parte dei vertici della Cassa, interessati probabilmente solo al raggiungimento dei budget di breve periodo assegnati dalla capogruppo».
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