Sicurezza
«Sono rom ma nessuno li conosce»
Non vivono nelle comunità
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I rumeni protagonisti di questa brutta vicenda non li conosceva proprio nessuno, molto probabilmente erano soltanto di passaggio da Livorno. «Sembra che vivessero all’interno di due furgoni - spiega il capo delle Volanti, il dottor Stefano Caroti -, forse frequentavano la zona della stazione per procurarsi qualche lavoretto e guadagnare qualcosa. Ufficialmente erano senza fissa dimora, ma in quanto rumeni non hanno bisogno di permesso di soggiorno. Di sicuro non frequentavano e non hanno mai avuto contatti con la comunità rumena di via Aiaccia. Insomma, non li conosce nessuno».
«Non è assolutamente il caso di alimentare un allarme sociale - ripete il vice questore vicario Filippo Cerulo - perché poi c’è il pericolo di qualche vendetta, di stupide ritorsioni». In effetti qualcosa del genere si è già verificato nella notte, ma niente da mettere in relazione al razzismo. «La voce si è sparsa alla svelta, qualcuno è venuto a vedere cosa era accaduto, ma non è successo niente di grave», dice ancora il dottor Cerulo. Anche se la voglia di continuare la rissa, di “fargliela pagare” a quel gruppetto di rumeni, forse non mancava.
«Non è assolutamente il caso di alimentare un allarme sociale - ripete il vice questore vicario Filippo Cerulo - perché poi c’è il pericolo di qualche vendetta, di stupide ritorsioni». In effetti qualcosa del genere si è già verificato nella notte, ma niente da mettere in relazione al razzismo. «La voce si è sparsa alla svelta, qualcuno è venuto a vedere cosa era accaduto, ma non è successo niente di grave», dice ancora il dottor Cerulo. Anche se la voglia di continuare la rissa, di “fargliela pagare” a quel gruppetto di rumeni, forse non mancava.
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