Gioco
Ovo Sodo, trionfo-bis nella Barontini
O. C.
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La barca dell'OvosodoArdenza battuto di 96 centesimi. Lo Shangai s’impone nelle gozzette
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LIVORNO. Un grande Ovosodo, con il tempo di 14’44”85, ha conquistato la quarantesima edizione di una splendida Coppa Barontini, bissando il successo dell’anno passato e superando di 96 centesimi un altrettanto grande Ardenza La Rosa. Il Pontino San Marco ha dovuto accontentarsi del terzo posto, mentre ha deluso le aspettative l’armo rossobianco del Venezia che ha finito questa bellissima cronometro al quarto posto, quindi fuori dal podio, distaccato di 10” dai vincitori. Vittoria indiscussa dello Shangai che, in 16’24”32, ha invece conquistato alla grande il Trofeo Edda Fagni, nella quale il Magenta Origine, con un ottimo secondo posto, si è riproposto come antagonista dei vincitori nella gara del Palio Marinaro. Buona la prestazione della Stazione. Rispetto alla magnifica prova della Risi’atori ha forse deluso le aspettative il Quercianella, ma ogni gara fa storia a sé e il prossimo 8 luglio, nella giornata fatidica del Palio, assisteremo, come del resto nella gara dei gozzi, ad una sfida entusiasmante. Il dato caratteristico di questa quarantesima Barontini è stata l’enorme cornice di folla che ha circondato le imbarcazioni in gara. Una partecipazione popolare entusiasmante, per una manifestazione che ha riportato le gare remiere livornesi ai fasti di un passato che sembravano ormai un ricordo e un rimpianto.
La Coppa Barontini possiede davvero una dimensione che ha del magico: i fossi medicei di notte, illuminati dalla torri faro, le ombre che rincorrono le colorate imbarcazioni con i vogatori impegnati allo stremo per vincere. La gente lungo il percorso, le cantine illuminate e coperte di bandiere, tutto contribuisce a dare un successo indiscusso a questa serata che ricorda una leggenda dell’antifascismo e una senatrice assai amata dai livornesi. Un elemento, diciamolo con chiarezza, risulta determinante nella esaltazione di una splendida cronometro notturna come questa: il lavoro certosino degli organizzatori e dell’intero staff, dei giudici e dei cronometristi.
La Coppa Barontini possiede davvero una dimensione che ha del magico: i fossi medicei di notte, illuminati dalla torri faro, le ombre che rincorrono le colorate imbarcazioni con i vogatori impegnati allo stremo per vincere. La gente lungo il percorso, le cantine illuminate e coperte di bandiere, tutto contribuisce a dare un successo indiscusso a questa serata che ricorda una leggenda dell’antifascismo e una senatrice assai amata dai livornesi. Un elemento, diciamolo con chiarezza, risulta determinante nella esaltazione di una splendida cronometro notturna come questa: il lavoro certosino degli organizzatori e dell’intero staff, dei giudici e dei cronometristi.
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