La protesta
No alla Meloria chiusa alle barche
Comune e Provincia: spostiamo a nord l’area di massima protezione
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LIVORNO. E’ solo di alcuni giorni fa il grido di allarme del Consorzio Fossi Medicei, che riunisce i circoli nautici livornesi, per un totale di circa tremila diportisti: non sappiamo che fine farà la Meloria. Non sappiamo se, con il suo ingresso nel Parco di San Rossore, sarà ancora possibile raggiungere le secche ed ormeggiarsi in prossimità della Torre o del Faro. Un tratto di mare che, in estate, diventa un vero e proprio luogo di appuntamento per le migliaia di livornesi che posseggono una barca, dal mega-cabinato al gommoncino. Una prima risposta sul futuro della Meloria la forniscono oggi Comune e Provincia. Niente ancora di definitivo, ma un indirizzo preciso certamente: spostare verso il mare aperto il quadrato di massima protezione tracciato attorno alle secche in modo da poter arrivare, dal lato della costa, praticamente a ridosso di torre e faro come accade oggi.
Qualcuno parla anche di una delimitazione marcata da un sistema di boe che indicherebbero l’ultimo attracco possibile. Al momento è ancora tutto da decidere ma l’amministrazione comunale ieri, pur condividendo la proposta del Ministero dell’Ambiente per l’istituzione del parco, ha disertato l’incontro romano presso la Presidenza del consiglio dei ministri, chiedendo uno slittamento, per prendersi il tempo necessario per meglio strutturare la sua proposta a tutela dei diportisti. L’idea del Comune, si legge in una sua nota, è quella di chiedere uno spostamento, dal lato costa verso il mare aperto, di circa 500 metri della perimetrazione della zona di tutela integrale delle Secche della Meloria. Il tutto, si legge ancora, «per garantire ai diportisti la tradizionale fruizione e la possibilità di balneazione, naturalmente nel rispetto delle regole di tutela ambientale, che impone a tutti comportamenti adeguati». Il Comune ricorda di aver già espresso parere di massima favorevole all’istituzione dell’area protetta, ritenendo l’iniziativa un’importante occasione di valorizzare l’area costiera livornese ed anche in considerazione della presenza sul territorio di importanti istituti di ricerca scientifica. Il Centro interuniversitario di Biologia Marina, in sinergia con l’Ente Parco Migliarino S. Rossore, potranno infatti garantire una fruizione sostenibile dell’area di interesse naturalistico promuovendo la conoscenza di un luogo con forti peculiarità. «Dunque, è la conclusione del Comune, nessun passo indietro rispetto al percorso avviato, che mira alla salvaguardia di una delle più importanti risorse ambientali, ma soltanto la ricerca di un maggiore equilibrio tra le molteplici esigenze, coniugando i diversi usi di questa area.
Il prossimo incontro a Roma, già in programma per la metà di luglio, sarà l’occasione per formalizzare la proposta di spostamento della zona A, vale a dire della zona di riserva integrale, e per concludere l’istruttoria». In realtà la riunione a Roma ha avuto ugualmente luogo, ma non è comunque giunta ad alcuna decisione sulle secche della Meloria. Lo riferisce l’assessore provinciale ai Parchi, Anna Maria Marrocco, che aveva invece deciso di partecipare alla conferenza romana. Anche la Provincia ha sostenuto la necessità di tutelare pescatori e diportisti livornesi e il Ministero dell’Ambiente si è detto disponibile a ridefinire la localizzazione della zona A in modo da consentire ai cittadini la fruizione della tratto di mare circostante la torre. Apertura a valutare le richieste è stata espressa dal Ministero anche per quanto riguarda le attività di pesca marittima nell’area protetta. L’assessore Marrocco ha espresso grande soddisfazione per l’esito della riunione e per la disponibilità dimostrata dal Ministero.
Qualcuno parla anche di una delimitazione marcata da un sistema di boe che indicherebbero l’ultimo attracco possibile. Al momento è ancora tutto da decidere ma l’amministrazione comunale ieri, pur condividendo la proposta del Ministero dell’Ambiente per l’istituzione del parco, ha disertato l’incontro romano presso la Presidenza del consiglio dei ministri, chiedendo uno slittamento, per prendersi il tempo necessario per meglio strutturare la sua proposta a tutela dei diportisti. L’idea del Comune, si legge in una sua nota, è quella di chiedere uno spostamento, dal lato costa verso il mare aperto, di circa 500 metri della perimetrazione della zona di tutela integrale delle Secche della Meloria. Il tutto, si legge ancora, «per garantire ai diportisti la tradizionale fruizione e la possibilità di balneazione, naturalmente nel rispetto delle regole di tutela ambientale, che impone a tutti comportamenti adeguati». Il Comune ricorda di aver già espresso parere di massima favorevole all’istituzione dell’area protetta, ritenendo l’iniziativa un’importante occasione di valorizzare l’area costiera livornese ed anche in considerazione della presenza sul territorio di importanti istituti di ricerca scientifica. Il Centro interuniversitario di Biologia Marina, in sinergia con l’Ente Parco Migliarino S. Rossore, potranno infatti garantire una fruizione sostenibile dell’area di interesse naturalistico promuovendo la conoscenza di un luogo con forti peculiarità. «Dunque, è la conclusione del Comune, nessun passo indietro rispetto al percorso avviato, che mira alla salvaguardia di una delle più importanti risorse ambientali, ma soltanto la ricerca di un maggiore equilibrio tra le molteplici esigenze, coniugando i diversi usi di questa area.
Il prossimo incontro a Roma, già in programma per la metà di luglio, sarà l’occasione per formalizzare la proposta di spostamento della zona A, vale a dire della zona di riserva integrale, e per concludere l’istruttoria». In realtà la riunione a Roma ha avuto ugualmente luogo, ma non è comunque giunta ad alcuna decisione sulle secche della Meloria. Lo riferisce l’assessore provinciale ai Parchi, Anna Maria Marrocco, che aveva invece deciso di partecipare alla conferenza romana. Anche la Provincia ha sostenuto la necessità di tutelare pescatori e diportisti livornesi e il Ministero dell’Ambiente si è detto disponibile a ridefinire la localizzazione della zona A in modo da consentire ai cittadini la fruizione della tratto di mare circostante la torre. Apertura a valutare le richieste è stata espressa dal Ministero anche per quanto riguarda le attività di pesca marittima nell’area protetta. L’assessore Marrocco ha espresso grande soddisfazione per l’esito della riunione e per la disponibilità dimostrata dal Ministero.
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