Il Tirreno

Livorno

Anche le balene davanti alla città nel Calendario

Gian Ugo Berti

Cronache d'epoca ed altre curiosità nel lavoro dello storico Cesare Favilla

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 LIVORNO. Possono due balene, seppur di grandi dimensioni, causare una "gran burrasca, cosa mai più vista?" Pensatela come volete, ma le cronache dell'epoca (gennaio 1753) dicono che l'origine di tale rigonfiamento del mare fu, furono viste verso la spiaggia,due grosse balene vive, che venivano verso Livorno."  Voi, come vi sareste comportati? I nostri antenati erano d'abitudini piuttosto spicce "...onde fu necessario che la fortezza sparasse i cannoni a palla e furono ammazzate tutte e due. Di esse faranno molti barili d'olio. Nessun vecchio di Livorno si ricorda d'un simile avvenimento." Una notizia -immaginiamo - sconosciuta ai lettori che,fra altre curiosità, arricchisce il Calendario Livorno 2011 dello storico Cesare Favilla (ed. Il Quadrifoglio). In particolare sapevate quanti erano i livornesi nel 1689? 21.194.  Fra questi - ricorda sempre il Pera - 200 sacerdoti e chieriuci, oltre 2.600 pargoli, un'ottantina fra uomini e donne infermi negli spedali di Santa Barbara e Sant'Antonio, 500 tra forzati e carcerati,900 turchi, mille forestieri, cinquemila ebrei."  Un buon anno particolarmente positivo è quello che,nella prefazione, augura il Faville: «Auguriamoci di scuoterci da dosso il giogo di un progresso che spesso maschera,sotto false apparenze,fini non lodevoli o,comunque, non forieri di un "viver civile e di vera cultura. Questa dovrebbe essere la missione umana di ogni nuovo anno:adoperarsi seriamente e coscientemente affinchè il progresso tecnologico e scientifico non causi ed alimenti il regresso morale e psichico dell'umanità».  «Soltanto gli illusi e gli sfruttatori potranno continuare a dirci che la fatica,il lavoro, le miserie e le sofferenze, non dovranno più amareggiare la vita dell'umanità. L'uomo - conclude quindi argutamente il Favilla - dovrà quindi continuare a lottare per guadagnarsi il diritto alla vita con il suo ingegno sempre,però,esercitato in armonia con le risorse offerte dalla natura e con l'unico scopo di perseguire una felicità generale».

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di Redazione web