Il Tirreno

Livorno

Crocifisso e nuovo affresco a Santa Lucia

Fabio Giorgi
L’opera di Maiani
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L’opera di Maiani

Nella chiesa di Antignano sono esposte le opere sacre di Paolo Maiani

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 LIVORNO. Suscita una forte suggestione la nuova veste artistica pensata e realizzata per la chiesa di Santa Lucia, ad Antignano. Vuoi perché il connubio tra lo stile architettonico moderno e lineare della struttura e quello classico dell'affresco e l'installazione del crocifisso ligneo scolpito a mano sembrano essere nati l'uno per l'altro, vuoi perché i colori e la profondità dell'insieme tramsettono a un osservatore attento quel senso di vittoria sulla morte voluto dall'artista.  L'affresco, realizzato con tecnica "a secco", è di Paolo Maiani, pisano classe 1950, che ha al suo attivo innumerevoli opere nelle chiese e nei santuari di tutta Italia.  Maestro d'Arte sotto la guida di Mino Rosi frequenta a Firenze l'Accademia di Belle Arti con Gastone Breddo e Scenografia. Ma è l'incontro con Pietro Annigoni a incidere particolarmente sul suo percorso artistico. Paolo Maiani, schivo, mai protagonista, lo è nelle sue opere che trasmettono subito, al primo sguardo, ciò che anima la sua vena artistica e ciò in cui il pittore trova l'ispirazione e la forza trainante di tutte le sue opere: frammenti di vita o di storia intrisi da un grande senso di umanità e spiritualità. Maiani ha esposto in Italia e in varie parti d'Europa e le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Svizzera, Francia, Ungheria, Inghilterra, Malta, Spagna, Tanzania, Giappone, Stati Uniti e Brasile. Di incredibile suggestione è la "Tempesta sedata", realizzata a Fronovolasco, in Garfagnana, dove il ciclo pittorico di affreschi nella chiesa di San Francesco ricorda la tragica alluvione del'96. A Santa Lucia l'intento era quello di fare da sfondo a un cristo in croce, in legno di tiglio dell'artista Carl Moroder di Ortisei. Entrando in chiesa l'impatto è impressionante. I colori della croce e quelli dipinti sullo sfondo sonocosì simili da confodersi. E quel Cristo che non è morto, ma morente, è nell'interpretazione di Don Gustavo Riveiro, il parroco, un Cristo che ha da dirci ancora qualcosa, prima di tornare a Dio. Dalla pittura di Maiani questo èrappresentato dalle nubi scure, presagio di morte, squarciate dapentranti spade di luce, a dissiparne il buio e a comunicarci la vittoria della Luce. Oggi, in occasione della festa di Santa Lucia, il vescovo, monsignor Simone Giusti, sarà in parrocchia dove benedirà quest'opera e il bassorilievo ligneo della santa, scolpito a mano da Carl Moroder.  Per i parrocchiani sarà anche l'occasione per formulare gli auguri al parroco, don Gustavo, per i venticinque anni di ordinazione sacerdotale, avvenuta proprio il 13 dicembre del 1985.

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di Redazione web