Gioco
INCONTRO CON ROSATI
Propeller, la Marina e le missioni umanitarie
Cristina Battaglini
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LIVORNO. "Il ruolo della Marina Militare nelle missioni umanitarie e di peacekeeping". Questo il tema trattato in un incontro al Propeller club. Ospite del presidente Francesco Ruffini e dei soci, l'ammiraglio Pierluigi Rosati, comandante dell'Accademia. «La sicurezza delle linee di comunicazione è il presupposto necessario per lo sviluppo dei trasporti via mare, in continuo incremento», ha spiegato l'amm. Rosati: «La pirateria, il terrorismo, il contrabbando, il trasporto di armi di distruzione di massa, l'inquinamento ambientale, l'immigrazione illegale e lo sfruttamento illegale delle risorse marittime costituiscono i rischi in ambiente marittimo». Da 18 anni a Venezia si svolge un simposio al quale partecipano 50 marine (tra cui quella Usa, russa e libica) per discutere di problematiche inerenti l'alto mare. La zona di operazione della Marina Militare italiana è solitamente il Mediterraneo allargato. Tra le varie missioni, l'operazione Nato Active Endeavour per il controllo del traffico mercantile, la missione Isaf comando Nato in Afghanistan, il programma Usa Aps nel Golfo di Guinea, l'operazione White Crane Emergenza Haiti con la nave Cavour.
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